Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1246
VITTORIA - 13/04/2011
Politica - Vittoria: evento epocale, dopo 18 anni il civico consesso si dota dello strumento partecipativo

Il Consiglio approva. Gurrieri felice: «Vi lascio il Regolamento e me ne vado»

Il consigliere Pd non si ricandiderà più. L’atto fu proposto da Gurrieri nel ’93: doveva essere approvato entro 6 mesi, ne sono trascorsi 216. I cittadini possono proporre referendum propositivi e consultivi. Gli stranieri potranno avere un presidente di Consulta interfaccia delle istituzioni Foto Corrierediragusa.it

Il Consiglio comunale di Vittoria ha approvato all’unanimità, 17 su 17 presenze, il Regolamento di partecipazione che stravolge la vita consiliare cittadina. Fabio Prelati, capogruppo Idv, definisce l’evento «epocale, e non è esagerato». L’aggettivo «epocale» non è iperbolicò se si considera che la prima volta che il termine «regolamento di partecipazione» entrò in Consiglio comunale fu nel 1993, sindacatura di Giovanni Lucifora, primo sindaco eletto dal popolo in base alla riforma della legge elettorale. Il consiglio avrebbe dovuto esitare il regolamento in questione entro 6 mesi (sic!). Pazienza se sono passati 18 anni.

Il 17 qualche volta porta fortuna, soprattutto se corrisponde al numero dei presenti in aula, la somma di tutti gli schieramenti politici: Artini, Moscato, Garofalo, Dieli, Prelati, Tuttobene, Fiorellini, Cannella, Macca, eccetera; insomma, nessuno ha trovato cavilli negativi per dire no: i rappresentanti del popolo vittoriese hanno chiuso il quinquennio nel modo più nobile che si poteva pretendere. Il Regolamento comunale, dare a Cesare quel che è di Cesare, è stato il cavallo di battaglia di Piero Gurrieri (nella foto con il senatore Giuseppe Lumia a dx), avvocato amministrativista: «tenace, cavilloso, pedante, zanzara fastidiosa ora del sindaco ora del suo stesso partito»; qualsiasi aggettivo per Gurrieri può andare bene, ma gli va riconosciuto il merito di essere stato il vero «paladino» di questo atto che ha visto la luce proprio negli ultimi giorni del suo mandato elettorale.

Sì, ultimo, perché mentre tutti i suoi colleghi della sala Carfì vanno e vengono dalle tipografie per stampare santini e gigantografie, da piazzare nei posti più impensabili per la disperazione di Peppe Cannella, lui ha deciso di non candidarsi più. «Da tempo- afferma- a prescindere dall’approvazione del regolamento. Grazie a tutti i colleghi, mi hanno fatto commuovere con questo voto bipartisan. Ci lavoro da 18 anni a questo regolamento. Sì, ha detto bene Prelati, è epocale. Unico in Italia mi permetto di aggiungere: 75 articoli che stravolgono la vita democratica dei vittoriesi. Qualche esempio? Potere indire referendum consultivi e propositivi sugli stessi modelli nazionali. Bisogna scegliere il piano colore del centro storico? I cittadini possono pronunciarsi attraverso un referendum».

Gurrieri esalta il suo lavoro ma evidenzia il grande senso di responsabilità che il Consiglio s’è assunto con l’approvazione. «C’è uno degli articoli che neanche il Comune di Bologna è riuscito ad approvare. La partecipazione dei cittadini stranieri alla vita della città. Come? Avranno un loro parlamentino con a capo un presidente della Consulta degli stranieri, comunitari e non comunitari. Potrà partecipare ai lavori consiliari e interfacciarsi con l’amministrazione per problemi sociali e di ordine pubblico. Se non è rivoluzione questa!»