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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 757
VITTORIA - 27/03/2011
Politica - Vittoria: la convention del candidato di centrodestra che si è tenuta a Villa Orchiedea

Micciché "battezza" Incardona: «E´ L´uomo giusto per guidare Vittoria»

Il leader di Forza del Sud sprizza ottimismo da tutti i pori e annuncia che la lite con l’ala di Nino Minardo (assente alla convention) è superata
Foto CorrierediRagusa.it

Le cravatte arancione occupano solo le prime due file, ma Villa Orchidea è piena e fuori qualche macchina va rimossa col carro attrezzi per liberare la carreggiata. C’è tutto il popolo del centrodestra, ma sparsi qua e là nella sala, anche insospettabili volti ex sinistra, dai tempi d’oro del Pci-Pds Aiello: oggi stanno con Carmelo Incardona candidato sindaco di Vittoria. Che male c’è!?

Ci sono tutti i sindaci che governano con il Pdl di Berlusconi e tutti i deputati di Forza del Sud: ma le assenze annunciate e importanti si notano pure. Manca Nino Minardo, Riccardo Terranova e tutti gli altri componenti dell’ala che fa riferimento al deputato nazionale. E’ rottura definitiva? Gianfranco Micciché, il «padrino» che battezza la candidatura di Incardona è una bombola di gas che per fortuna non esplode: «Ma quale rottura, ho parlato con Nino, come ritornano i suoi amici ricomponiamo tutto. Incardona è la persona giusta per Vittoria, bisogna lavorare unitariamente, la lite è già ricomposta».

Negli interventi di Micciché e Incardona non c’è un solo aggettivo agli amici del Pdl che hanno disertato la convention. Prudenza, due parole son troppe, una è poca. E anche il candidato è dell’idea che l’accordo si farà. In politica la pace e la guerra mutano come gli indici di borsa. Esempio: Nella sala Gianfranco Micciché e Innocenzo Leontini, quelli dei tempi «lealisti» e del Pdl-Sicilia, si parlano e si abbracciano come due compari di nozze. «E’ la prima volta- grida il sottosegretario- che mi rivolgo a Innocenzo dopo avere giurato di non parlargli più; grazie per le belle parole che hai avuto per Incardona, cerchiamo di partire bene e vinciamo». I due hanno un amore e un odio in comune: Berlusconi e Lombardo. Per ora li lega solo questo.

Quando va sul podio il candidato a sindaco la sala è più diradata. Incardona spiega il motivo della sua candidatura: «Perché sono innamorato di questa città, perché voglio fare il sindaco di Vittoria. Ci abbiamo provato tante volte: Palumbo era forestiero; Marchi e Terranova erano troppo giovani; D’Amato non lo conosceva nessuno; La Grua aveva 62 anni, e io? Come sono, io? Credo di colmare tutte le lacune che avevano gli altri: ho l’età giusta, le conoscenze ideali ed esperienza politica da vendere». E giù applausi a dirotto.

In prima fila, con Leontini, Miccichè, Centaro, Fallica, Bufardeci, Drago, Mauro, Mazzocchi (Cristiano riformisti), c’è anche lui, l’uomo che ha «scoperto» Incardona, il vero compare di nozze: Saverio La Grua. Volto serio, applausi e sorrisi esternati con parsimonia, ma poi va sul palco e rispuntano l’anima e lo stile La Grua. «Ci ho provato due volte, ma mi sono fermato al 48%. Stavolta sono convinto che si può fare molto di più, perché adesso c’è un giovane che merita di vincere».

Nella foto in alto, da sinistra Bufardeci, Micciché, Incardona, dietro Mauro e Cugnata