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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1114
VITTORIA - 26/03/2011
Politica - Vittoria: maretta continua nella coalizione di centrodestra

Convention di Incardona con Micciché ma senza Minardo. «Subito chiarezza»

Il deputato regionale candidato a sindaco parla di «tempesta in un bicchiere d’acqua», ma Riccardo Terranova, Ignazio Nicosia e Francesco Trama puntano i piedi. E il parlamentare nazionale è con loro
Foto CorrierediRagusa.it

L´onorevole Carmelo Incardona (foto) minimizza: «Una tempesta in un bicchiere d´acqua, quanto successo durante la riunione dell´altra sera». Una "tempesta" che intanto ha guastato la convention di «Villa Orchidea» nel corso della quale il Carmelo Incardona farà la sua prima uscita ufficiale alla presenza di tutti i big della coalizione e del leader siciliano, il sottosegretario Gianfranco Micciché. Tutta l’area del Pdl che fa capo a Nino Minardo diserterà la convention. Fino a quando non ci sarà chiarezza nei rapporti.

Della vicenda, per vedere se ci sono i margini di recupero dei rapporti, si dovrà occupare il coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione. Altrimenti la coalizione rischia di annegare dentro una bacinella d´acqua. Le parti si vedranno la prossima settimana. Un incontro decisivo per capire se è necessario avviare l´ennesima "guerra civile", come buona tradizione del Pdl vuole, oppure prescrivere ai dirigenti locali più recalcitranti l´ingerimento di una "bottiglia di valium" e siglare una tregua fra correnti almeno fino al 15 giugno.

Alternative Carmelo Incardona e Riccardo Terranova non ne hanno. Riguardo alla riunione dell´altra sera, Terranova ribadisce di essere stato messo alla porta, dopo la lite, ma Incardona parla di «clima sereno, costruttivo e di grande armonia tra il sottoscritto e tutte le forze stanno lavorando ad un progetto che vuole offrire un´alternativa vera alla città».

Un buon proposito per la riunione che ci sarà. «Attendo – ribadisce Incardona – che i vertici del Pdl mi forniscano l´indicazione che riterranno più opportuna. In ogni caso questo aspetto verrà discusso nella sede idonea, cioè il tavolo politico delle forze del centrodestra». E agli avversari anticipa: «Mi spiace per coloro che sperano in attriti in questa coalizione, ma l´anno 2011 sarà l´anno in cui il centrodestra non ripercorrerà gli errori del passato. Errori che alla fine hanno regalato al centrosinistra la sindacatura e ai cittadini vittoriesi malgoverno e inefficienza».

Giovanni Moscato, che qualcuno vedrebbe come un "panchinaro" di lusso pronto a sparigliare le strategie attuali, dichiara il suo disinteressamento a scendere in campo, veste i panni del saggio e raccomanda prudenza: «Le affermazioni di Terranova, purtroppo non aiutano la coalizione e dunque invito gli amici del Pdl, l´amico Terranova in particolare, insieme agli amici della coalizione che appoggiano la candidatura a sindaco dell´onorevole Incardona, ad evitare affermazioni che possono essere mal interpretate dalla città e oggetto di speculazione da parte degli avversari. Questo semmai, è il momento del dialogo. C´è la massima disponibilità a dialogare senza alcun pregiudizio nei confronti di nessuno. Il tavolo politico è il luogo adatto dove deve essere portato avanti il programma del centrodestra, ancora in fase di elaborazione, che deve essere portatore degli interessi delle associazioni, delle categorie, della città».

All´appello di Moscato, Terranova e Ignazio Nicosia prima di volare a Bruxelles, riguardo alla "tempesta nel bicchier d´acqua", affermano: «Richiediamo un incontro urgente con l´onorevole Nino Minardo che da Roma ha espresso la sua disponibilità. Fino a quel momento, alla luce delle evidenti divisioni sia da un punto di vista programmatico e sia dalla palese difficoltà di dialogo con il candidato a sindaco, ci riteniamo liberi da ogni decisione. Solo dopo l´incontro, stabiliremo se ci siano le condizioni per tentare un ulteriore dialogo che preveda alla base il rispetto e la dignità del nostro partito o si intraprenderà un percorso alternativo».

Intanto, Nino Minardo conferma: «Fino a quando non incontrerò i dirigenti del partito di Vittoria non deciderò niente. Non saremo neanche alla convention di Incardona a Villa Orchieda. Voglio precisare, però, che la rottura è avvenuta su fatti di natura programmatica e non sull´assegnazione della vice sindaca tura».

LE ZONE D´OMBRA DEL PDL
Le «zone d’ombra» nel Pdl vittoriese ci sono e non si possono nascondere. Rischiano di far saltare la coalizione che sostiene il candidato Carmelo Incardona e di far nascere altre clamorose ipotesi. Nel corso dell’ultima riunione svoltasi nella sede del candidato, in via Bixio -dicono i beninformati- sono volate parole grosse, scatti collerici foriere di rotture a circa due mesi dalla consultazione elettorale che vedrà 10 (dieci) aspiranti contendersi la carica di sindaco. Litigi non sulla spartizione delle cariche assessoriali, ma per tracciare un’azione programmatica futura che Riccardo Terranova (foto), leader della corrente che fa capo al deputato nazionale Nino Minardo, ha sintetizzato in 3 punti.

Primo, revisione del Piano regolatore generale in modo trasparente; due, rivedere la macchina burocratica dell’ente di via Bixio tenendo d’occhio le figure apicali dei dirigenti e gli incarichi che vengono affidati a tempo indeterminato; terzo, restituire all’ente un ruolo primario nella gestione dei mercati, in modo particolare la struttura ortofrutticola di contrada Fanello. «E’ successo il finimondo- dice Riccardo Terranova- siamo stati persino invitati ad andare fuori sol perché abbiamo suggerito delle idee da attuare in caso di vittoria delle elezioni. Di questo passo non ci sono le condizioni per andare avanti serenamente. La mia componente rappresenta l’80% del Pdl, può accadere di tutto». Conteggi che Incardona ovviamente non condivide, forte del plebiscito elettorale (9000 voti solo a Vittoria) ottenuto durante l’ultima consultazione elettorale.

Parole che fanno presagire il «riscaldamento» di un altro candidato. «Da parte mia sto bene a viale del Fante- stoppa Terranova- quello che è successo l’altra sera dovrà essere valutato a livelli più alti». Quando si parla di alti livelli il riferimento corre a Nino Minardo e a Innocenzo Leontini, i due big che avevano sancito la pax fra le correnti e dato il là alla candidatura unitaria di Carmelo Incardona. Se ritorna lo «spettro» di un’altra candidatura, oltre a quella di Incarodona, il pensiero corre a Giovanni Moscato, giovane nato e sviluppatosi nelle file di An sotto l’egida di Saro Mannelli più che di Saverio La Grua e di Carmelo Incardona. Moscato viene visto come soggetto misurato, il contrario del sanguigno Mannelli, una sorta di «asso» pronto da calare sul tavolo nel caso non si dovesse ricompattare la coalizione.

L’eco dei tuoni vittoriesi sarebbe arrivata già sul tavolo del leader modicano Nino Minardo, a Roma per impegni parlamentari. «Sì, mi sono giunte alle orecchie i dissapori dell’altra sera- è costretto ad ammettere a malincuore il deputato- e non sono per niente contento della piega che sta prendendo la situazione. In questi casi penso che gli isterismi non paghino, bisogna avere il dono della mediazione ad oltranza; per quello che mi è stato riferito non posso non condividere le posizioni del gruppo che mi rappresenta a Vittoria. Per ora la cosa più saggia è mettersi in standby per qualche giorno e attendere il ritorno di Terranova da Bruxelles per rincontrarci e capire se sussistano le condizioni per andare avanti o ricercare un altro percorso».

Il malcontento denunciato da Terranova è stato quantificato nell’80%, incarnato nelle figure di Paolo Picci, Attilio Maira, Giovanni Rizzotto, Nicola Castellana, Francesco Trama, Aldo Caruso e Ignazio Nicosia, consigliere provinciale. La voce della probabile rottura fa il giro della città. Fabrizio Comisi, l’altro consigliere comunale del Pdl che sostiene Carmelo Incardona ha il dente avvelenato: «Stanno facendo di tutto per ripetere quello che accadde 5 anni fa, far perdere le elezioni al centrodestra».