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VITTORIA - 25/03/2011
Politica - Vittoria: malumori nel centrodestra, rischia di saltare la coalizione del Pdl

Crepe nel Pdl: Riccardo Terranova e Carmelo Incardona ai ferri corti

Durante l’ultima riunione nella sede del candidato a sindaco, sono volate parole grosse fra i sostenitori di Incardona e l’ala del Pdl che fa capo a Nino Minardo. Rispunta la candidatura Moscato?
Foto CorrierediRagusa.it

Le «zone d’ombra» nel Pdl vittoriese ci sono e non si possono nascondere. Rischiano di far saltare la coalizione che sostiene il candidato Carmelo Incardona e di far nascere altre clamorose ipotesi. Nel corso dell’ultima riunione svoltasi nella sede del candidato, in via Bixio -dicono i beninformati- sono volate parole grosse, scatti collerici foriere di rotture a circa due mesi dalla consultazione elettorale che vedrà 10 (dieci) aspiranti contendersi la carica di sindaco. Litigi non sulla spartizione delle cariche assessoriali, ma per tracciare un’azione programmatica futura che Riccardo Terranova (foto), leader della corrente che fa capo al deputato nazionale Nino Minardo, ha sintetizzato in 3 punti.

Primo, revisione del Piano regolatore generale in modo trasparente; due, rivedere la macchina burocratica dell’ente di via Bixio tenendo d’occhio le figure apicali dei dirigenti e gli incarichi che vengono affidati a tempo indeterminato; terzo, restituire all’ente un ruolo primario nella gestione dei mercati, in modo particolare la struttura ortofrutticola di contrada Fanello. «E’ successo il finimondo- dice Riccardo Terranova- siamo stati persino invitati ad andare fuori sol perché abbiamo suggerito delle idee da attuare in caso di vittoria delle elezioni. Di questo passo non ci sono le condizioni per andare avanti serenamente. La mia componente rappresenta l’80% del Pdl, può accadere di tutto». Conteggi che Incardona ovviamente non condivide, forte del plebiscito elettorale (9000 voti solo a Vittoria) ottenuto durante l’ultima consultazione elettorale.

Parole che fanno presagire il «riscaldamento» di un altro candidato. «Da parte mia sto bene a viale del Fante- stoppa Terranova- quello che è successo l’altra sera dovrà essere valutato a livelli più alti». Quando si parla di alti livelli il riferimento corre a Nino Minardo e a Innocenzo Leontini, i due big che avevano sancito la pax fra le correnti e dato il là alla candidatura unitaria di Carmelo Incardona. Se ritorna lo «spettro» di un’altra candidatura, oltre a quella di Incarodona, il pensiero corre a Giovanni Moscato, giovane nato e sviluppatosi nelle file di An sotto l’egida di Saro Mannelli più che di Saverio La Grua e di Carmelo Incardona. Moscato viene visto come soggetto misurato, il contrario del sanguigno Mannelli, una sorta di «asso» pronto da calare sul tavolo nel caso non si dovesse ricompattare la coalizione.

L’eco dei tuoni vittoriesi sarebbe arrivata già sul tavolo del leader modicano Nino Minardo, a Roma per impegni parlamentari. «Sì, mi sono giunte alle orecchie i dissapori dell’altra sera- è costretto ad ammettere a malincuore il deputato- e non sono per niente contento della piega che sta prendendo la situazione. In questi casi penso che gli isterismi non paghino, bisogna avere il dono della mediazione ad oltranza; per quello che mi è stato riferito non posso non condividere le posizioni del gruppo che mi rappresenta a Vittoria. Per ora la cosa più saggia è mettersi in standby per qualche giorno e attendere il ritorno di Terranova da Bruxelles per rincontrarci e capire se sussistano le condizioni per andare avanti o ricercare un altro percorso».

Il malcontento denunciato da Terranova è stato quantificato nell’80%, incarnato nelle figure di Paolo Picci, Attilio Maira, Giovanni Rizzotto, Nicola Castellana, Francesco Trama, Aldo Caruso e Ignazio Nicosia, consigliere provinciale. La voce della probabile rottura fa il giro della città. Fabrizio Comisi, l’altro consigliere comunale del Pdl che sostiene Carmelo Incardona ha il dente avvelenato: «Stanno facendo di tutto per ripetere quello che accadde 5 anni fa, far perdere le elezioni al centrodestra».