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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 963
VITTORIA - 13/02/2011
Politica - Vittoria: come nasce una candidatura a sindaco dal niente

La mission di Marco Piccitto: "Mi candido per il popolo"

Alla sala Avis il candidato ha presentato il programma ai suoi sostenitori. Prima si sposa e poi scende in campo. Potrebbero essere 9 i contendenti alla poltrona di palazzo Iacono: Nicosia, Aiello, Garofalo, Papa, Incardona, Piccitto, Campanella, Cirnigliaro, Barrano e, forse, Pasquale Ferrara
Foto CorrierediRagusa.it

Marco Piccitto (foto) fa sul serio. Ci crede e convince anche i suoi sostenitori che lo ascoltano in timoroso silenzio nella sala Avis. Mira alla vittoria e in subordine al ballottaggio! E fa paura anche agli altri 9 candidati. Perché la sua è una mission voluta dal suo popolo. Per il quale è disposto a sfidare persino i vertici del Movimento Cristiano riformisti che gli avrebbero imposto lo stop. «Sono giovane –grida dal podio come un tribuno navigato- sono pulito e trasparente, politicamente parlando, obbedisco al richiamo del mio popolo, che mi affida al voto, e il voto, si sa, è l’unica arma democratica che possiede il popolo».
L’unica incongruenza nel look di Piccitto è la cravatta colore arancio forte, proprio come quelle che usano i militanti di Forza del Sud. Qualcuno potrebbe pensare si tratti di un infiltrato! «Me l’hanno detto già altri- scherza l’interessato- me la toglierò subito». La candidatura a sindaco è un autoregalo di nozze (si sposerà il 5 marzo e la futura moglie ascolta compiaciuta in prima fila). Il tempo di consumare un paio di settimane di luna di miele e si dovrà tuffare nel programma elettorale. Che conosce a memoria e che elenca con furore pari a un veterano. Agricoltura, turismo, infrastrutture, strade, sostegno sociale. E’ il programma di tutti, allora qual è la differenza? «E’ che gli altri li vedi ogni 5 anni, ti scippano il voto e non si vedono più. T’abbracciano, ti coccolono, ma dopo non si vedono più. E io per questo ho deciso di scendere in campo in prima persona. Saremo in tanti, d’accordo, sarà una bella sfida».
Ha grandi idee, Piccitto. Accoppiare agricoltura e turismo, sistemare tutte le strade, fare qualche rotatoria, assegnare sussidi sociali alle giovani donne che praticano l’aborto facile. Da buon cristiano riformista abiura l’aborto, «è un omicidio che dobbiamo combattere». E rivela un dato preoccupante, che a Vittoria ci sono molte donne stranire che abortiscono con estrema facilità. Una signora gli chiede di realizzare un canile, perché Vittoria è piena di cani randagi. E Piccitto si impegna anche per il canile, «in un luogo fuori dalla città, dove i cani randagi presi dagli accalappiacani possano vivere tranquillamente senza creare allarmi sociali».
Resta il mistero su questa candidatura. Perché Piccitto da candidato consigliere di Aiello è diventato antagonista sindaco di Aiello? «Per 30 anni questa città ha avuto un solo sindaco- dice- e io mi sono sacrificato per gli altri. Tanti amici, il mio popolo, mi hanno mi hanno chiesto di candidarmi in prima persona e di vincere. Lo faccio con umiltà, ci provo per volere del popolo».

Al suo fianco il candidato avrà due liste: «Piccitto sindaco» e «Liberi di essere liberi». A fine mese, intanto, a Roma ci sarà il congresso nazionale e si discuterà se deve stare fuori dal movimento oppure no. Doveroso rivedere l’elenco dei possibili candidati di maggio. Nicosia, Aiello, Garofalo, Papa, Incardona, Piccitto, Campanella, Cirnigliaro, Barrano e, ritorna anche il suo nome, Pasquale Ferrara.