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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1398
VITTORIA - 30/01/2011
Politica - Vittoria: settimina cruciale per la scelta delle alleanze

Terranova lascia a Picci e non si candida. Fiore sta con Nicosia

Nei prossimi giorni, alla presenza di Nino Minardo, il patto definitivo fra Incardona e Terranova. La Fiore sceglie Nicosia e Aiello dà lezioni di politica «all’amico Cavallo»
Foto CorrierediRagusa.it

Quella che inizia sarà la settimana degli incontri. Per chiarire le posizioni politiche di Concetta Fiore (foto) nell’area di centrosinistra e di Riccardo Terranova in quella di centrodestra. E se il fiuto politico affinato in anni e anni di testimonianza dei fattacci avvenuti nel palazzo non tradisce, saranno incontri di pace e non di scontri.

Riccardo Terranova si dimetterà da consigliere comunale e non presenterà candidatura a sindaco di Vittoria. Per la gioia di Fabio Nicosia e di Carmelo Incardona, che lo vedrà al suo fianco. Concetta Fiore lascerà «l’alto mare» in cui si trovava fino a qualche giorno fa e approderà verso un porto sicura a fianco dell’attuale sindaco Giuseppe Nicosia. Da questi due presupposti politici di maggior peso si possono sviluppare tutti i ragionamenti politici che vogliamo.

Riccardo Terranova, assessore provinciale per la seconda volta, fondatore di Forza Italia a Vittoria, 22 anni di militanza e 11 processi (di cui due in Cassazione), contro Francesco Aiello, tutti andati a buon fine (tiene a precisare) anche grazie all’intercessione del monsignore di Vittoria Giuseppe Calì, lascerà gli ultimi 5 mesi al suo amico Paolo Picci, primo dei non eletti in Forza Italia nel 2006. Ma prima di questi importanti passaggi, l’assessore invita alla cautela. «Nei primi giorni della prossima settimana- dice- ci sarà un incontro a «tre» fra l’onorevole Nino Minardo, l’onorevole Carmelo Incardona e il sottoscritto. Per dirci cosa? Discutere sul futuro. Ritengo che si debba arrivare a una candidatura unitaria. Il mio auspicio è questo». Fautore di questo incontro, artefice del clima di pace, dispensatore d’unguento balsamico, sicuramente Nino Minardo, «padrino» di un accordo fra due ipparini dal carattere spigoloso che sarebbero stati capaci di arrivare alle urne da avversari e non da alleati.

Quella mezza frase «sull’alto mare» rilasciataci da Concetta Fiore durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, ha accelerato i tempi dell’accordo fra la consigliere e il sindaco. «Quell’alto mare» pronunciato da Fiore è stato interpretato in mille modi. Sta o no sta con Nicosia la moglie del direttore dell’Amiu? si sono chiesti gli uomini della squadra del sindaco uscente! «Io sto con la città di Vittoria- risponde Concetta Fiore- grazie alla mia esperienza alla Regione sono riuscita a fare ottenere finanziamenti importanti per la mia città. Tre milioni e mezzo per Scoglitti e il porto e due milioni e mezzo per il progetto di via Cavour, i cui lavori dovrebbero iniziare a febbraio. Il mio peso specifico è al servizio del territorio. E siccome bisogna fare delle scelte, scelgo di appoggiare Giuseppe Nicosia, perché nonostante gli errori commessi all’inizio di legislatura, quando ha imbarcato uomini non all’altezza della situazione, non è Nicosia il male di Vittoria».

Di fronte all’insistenza, Concetta Fiore si confessa. «Mpa a Vittoria è scomparso; Francesco Aiello rappresenta il vecchio e non sarà accolto dai vittoriesi; Carmelo Incardona non penetra nel tessuto vittoriese, è stato lontano dal tessuto locale. Sostengo Nicosia perché ha i maggiori requisiti di democrazia».

Sarà pure il «vecchio», ma Aiello dichiara di «combattere per la Vittoria». Lo dice rivolto al «caro» Filippo Cavallo, assessore alle manutenzioni, in una lettera aperta. Una lettera scritta col cuore e con l’inchiostro velenoso a quel Cavallo…azzoppato, ma non abbattuto, nel dicembre del 1994. «Caro Filippo, come al solito il tuo buonismo non va al di là delle belle intenzioni e sorvola sulla realtà di Vittoria e sulle condizioni dei Vittoriesi. Sei una brava persona, lavoratore, serio, ma la politica non è il tuo forte. Ti sei candidato contro Nicosia e poi ti sei alleato con lui. Il fatto che te ne stia in disparte, a lavorare per quanto puoi fare, non ti esonera dalle responsabilità politiche per quanto è accaduto in questi cinque anni, che sono stati una tragedia per Vittoria. Però ti voglio bene lo stesso e riconosco che tu sei fatto così: aperto e generoso. Tu parli di ricompattare? Con chi io mi dovrei ricompattare? Con gli amici della doppia attività? Con i distruttori di Emaia e Amiu? Con gli affossatori della grande vicenda contadina della nostra Città?».

Per Aiello a Vittoria non esiste più il centrosinistra e neanche il centrodestra. Ci sono solo uomini, capaci o incapaci, onesti o disonesti. Cosa vuole dire? Che in caso di ballottaggio, se non sarà lui a fare il ballottaggio, sarà alleato dell’avversario di Giuseppe Nicosia. Anche se questi si chiama Carmelo Incardona.