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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 1047
VITTORIA - 31/12/2010
Politica - Vittoria: il sindaco è soddisfatto del suo 2010, ma i cittadini?

Il sindaco Nicosia traccia il bilancio di "un´ottima annata" amministrativa

Tra le cose buone ci sono le strade, la pulizia, il decoro, il verde pubblico, ma soprattutto il riconoscimento di città "zona franca"
Foto CorrierediRagusa.it

Di solito, di questi tempi di magra, si dice: «Abbiamo chiuso un anno orribile». Altrove, non a Vittoria. Il sindaco Giuseppe Nicosia questo 2010 lo definisce con l´aggettivo bellissimo, «il migliore rispetto ai precedenti, sebbene l´ostruzionismo del Consiglio comunale, che decide di rallentare i lavori per fare male alla città».

Questo il succo delle dichiarazioni del sindaco fatte nel tradizionale incontro con la stampa per scrivere alla lavagna i buoni e i cattivi, le cose da promuovere e quelle da bocciare. E anche quelle da rimandare, che non sono state fatte e per le quali c´è tempo ancora altri cinque mesi, oppure, mal che vada, nei prossimi cinque anni. Prepariamoci a cinque mesi di bagarre elettorale, per dire e affermare di tutto e di più; il vero e il virtuale, l´ipocrisia e la franchezza.

Il sindaco è contento, un ottimista nato, dote obbligatoria per fare politica. Mino Martinazzoli si definiva un ottimista cretino, anziché pessimista e cretino malinconico. Nell´elenco delle cose buone ci sono le strade, la pulizia (i cassonetti, escluso i periodi di sciopero dei lavoratori Icom, sono svuotati regolarmente), il decoro, il verde pubblico, ma soprattutto il riconoscimento di città "zona franca", l´avviamento dei cantieri di lavoro in grado di dare occupazione, l´inaugurazione del mercato ortofrutticolo di Fanello, l´installazione delle telecamere di videosorveglianza sia a Vittoria che a Scoglitti, la rivalutazione del centro storico. Sì, quest´ultimo successo è quello che si vede di più. Provate a chiedere a un giovane sotto i 30 anni che cosa ha fatto di buono il sindaco Nicosia e vi sentirete rispondere: «Ha riportato i giovani a vivere nel centro storico il sabato, la domenica, durante le manifestazioni in programma: notti bianche Vittoria jazz festival».

Il Vittoria jazz è la chicca di quest´amministrazione, di cui vanno fieri anche l´assessore Luciano D´Amico, il promoter Emanuele Garrasi e l´artista Francesco Cafiso. Di questo gliene va dato atto, così come è vero che i giovani il sabato sera frequentano la piazza e la zona di San Giovanni, l´unica che fa respirare a pieni polmoni e che ispira buoni sentimenti.

Il sindaco promette che in questi cinque mesi realizzerà almeno una rotatoria (il suo collega Dipasquale a Ragusa ne costruisce una ogni 15 giorni, completa di verde pubblico, piante ornamentali, muretti a secco e irrigatori automatici). A Vittoria, oltre alle strade e marciapiedi ancora da fare, ne servirebbero tre: per mettere al riparo di incidenti l´incrocio per Pedalino, quello per Acate e quello che viene da Gela per la via Generale Cascino. Ci accontenteremmo di una sola per essere molto soddisfatti.
Le attenuanti a Nicosia non mancano. Il Consiglio è stato una nota dolente. Maggioranze e minoranze si sono sfasciate e costruite sulla base di patti e mercanteggiamenti. Il modo più ignobile di governare. Succede quando si sbagliano candidati in lista e quando si commettono errori a inizio di legislatura surrogando i più affidabili con altri meno affidabili.

Siamo in campagna elettorale, dicevano, per cui pesiamo bene i proclami che giungono da tutte le angolature politiche. Nicosia è già lanciatissimo per arrivare al suo secondo mandato; Francesco Aiello ci tocca il cuore con un amarcord anni ´60. Un´utilitaria gira per la città destando l´attenzione dei giovani che non sanno come si facevano le campagne elettorali nel primo periodo del secondo dopoguerra: con altoparlante sul tetto e la voce di Antonio Alessandrello che urla al megafono l´invito a rivotare Aiello.
Anche Carmelo Incardona è già in campo. Ha risposto alla conferenza stampa di Nicosia: «Dopo gli annunci ascoltati, mi chiedo se Nicosia viva nel paese delle meraviglie o a Vittoria». E si prenota per risolvere lui tutto quello che non hanno risolto né Aiello in dieci anni, né Nicosia in cinque. Decideranno gli elettori.