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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:09 - Lettori online 1640
VITTORIA - 14/12/2007
Politica - Vittoria - Snellire la politica "da 27 partiti e 25 gruppi in 4 partiti"

Convivenza forzata
nel centrosinistra vittoriese?
Digiacomo funge da Caronte

Letto il documento che apre la nuova fase del Pd Foto Corrierediragusa.it

Ds e Margherita e Altra Vittoria fanno prove di convivenza. Stavolta nella sede dell’ex Margherita, davanti a un caminetto spento a all’atmosfera calda. Ci sono quasi tutti: Giuseppe Fiorellini e Gianni Caruano, è assente Francesco Aiello (dicono èer colpa di un raffreddore), e anche Gaetano Carbonaro, che si fa vedere imbronciato e va via subito, resistendo al richiamo di Gianni Caruano.

"Ci sta pensando- rassicura Caruano- sarà del Pd". E Francesco Aiello? Entra o si fa un partito in conto proprio? "Ci siamo sentiti- rassicura Giuseppe Digiacomo (nella foto) - recupereremo anche lui". Il padre nobile della serata è proprio il sindaco di Comiso, il Caronte che traghetta il Pd verso il primo congresso provinciale con regole sancite da uno statuto.

Cinquanta minuti di ragionamento a braccio, un copione imparato a memoria e farcito di lodi e di scappellotti come solo lui sa fare. Parte dall’antipolitica di Beppe Grillo e continua con la "grande intuizione di fare il Pd che ha demolito la Cdl", la necessità di semplificare la politica "da 27 partiti e 25 gruppi in soli 4 partiti".

Lo ascoltano in religioso silenzio e un paio di volte gli tributano pure applausi spontanei. Fanno da cornice al segretario provinciale il sindaco Nicosia, l’ultimo segretario Margherita Di Falco, l’ultimo segretario Ds Caruano. Ci sono gli assessori Macca, Branchetti e Formica, i consiglieri Rosario Dezio, Angelo Macca, Tuttobene, La Marmora, Fiorellini, Piero Gurrieri, Formica. Non mancano all’appuntamento Gino Puccia, Giovanni Denaro, la presidente del quartiere Scoglitti Gina Gurrieri, e soprattutto i costituenti nazionali e regionali Francesca Corbino, Anna Zagara, Rosa Perupato, Anna Mezzasalma.

Tutti grandi elettori, quelli che ieri sera hanno sottoscritto il primo documento del Pd in vista delle prossime sfide politiche. Assorbono come spugne la reprimenda di Digiacomo e l’incitamento a cambiare rotta. "Dopo questa prima chiacchierata- li informa Digiacomo- ci sarà da firmare un documento e da prendere impegni dimenticando gli errori che tutti abbiamo commesso, per fatti politici, personali e per confusione".

Un paio di consigli al sindaco Nicosia, perché "attui i piani di recupero di certi soggetti bisognosi, a condizione che li tenga lontano dalle istituzioni per non creare imbarazzo allo stesso sindaco". E poi, in maniera quasi brutale, perché anche quelli con il «raffreddore» comprendano e decidano di prendere un’aspirina, interroga: "Ci sono gli elementi per far l’impeachment al sindaco Nicosia, col rischio di consegnare la città al centrodestra? No? allora ci si ricompatta e si va avanti con l’unione dei gruppi consiliari e la fiducia dei consiglieri comunali".

Silenzio tombale. Fermi anche i respiri. E non è finita. "Sono andato a rivedere gli articoli di stampa dei giorni del ballottaggio e degli apparentamenti. Non ho letto voci di dissenso. E allora gli accordi vanno rispettati". Il fendente è andato a segno. Fiorellini e Caruano puntano il pavimento, Nicosia fa roteare gli occhi verso tutte le direzioni.

"Prima di Natale si chiude- chiosa Digiacomo- nessuno è obbligato a firmare e a seguire il programma. Spero nella lista unica, ma se volete la guerra fatela, io non mi dimetto; anzi dimetto voi, perché il mio obiettivo non è mandare sindaci a casa ma di rafforzarli. Ne avevano 10 su 12, abbiamo perso un patrimonio". Fine del monologo, applausi e invito alla stampa e ai non addetti ai lavori a lasciare la stanza alla svelta, perché c’è da leggere e approvare il documento che apre la nuova fase del Pd.