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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 967
VITTORIA - 03/10/2010
Politica - Vittoria: il consigliere di Bellaciao si auto-sospende dal Consiglio

Consiglio invivibile. Cannella accusa: «Non c´è democrazia»

Il rappresentante della sinistra durissimo con i componenti dell’assemblea cittadina, «una zona franca dove tutto è possibile. Mi auto-sospendo fino a quando non saràricevuto dal segretario generale»
Foto CorrierediRagusa.it

La rissa in Consiglio comunale non rientra nel suo stile di fare politica. Giuseppe Cannella (nella foto) si è autosospeso dal Consiglio comunale di Vittoria. «Fino a quando non sarò ricevuto formalmente dal Segretario generale del Comune di Vittoria e avuto garanzie chiare e nette di agibilità democratica all’interno dell’organo consiliare».

Il Consiglio comunale, dunque, non è democraticamente agibile. Cannella se n’è reso conto negli ultimi 3 anni, da quando lo frequenta in qualità di consigliere di Bellaciao, ma non sa, se non per sentito dire, di cosa accadeva negli anni prima che lui arrivasse.

La motivazione dell’auto-sospensione di Cannella è articolata. «Fatti e comportamenti gravissini – scrive- che interessano, oramai da circa 3 anni, una parte consistente di consiglieri comunali di Vittoria e che nulla hanno a che fare con la dialettica e il confronto democratico mi impongono di auto-sospendermi dal Consiglio comunale. Le ultime sedute consiliari sono state devastanti. Il mancato rispetto delle regole fondamentali di convivenza e di una serie di norme contenute nello Statuto comunale e nel regolamento del Consiglio comunale stanno trasformando l’organo consiliare in una sorta di zona franca dove tutto è possibile. Ripetutamente ho denunciato pubblicamente, all’interno del Consiglio e agli organi istituzionali preposti la situazione assolutamente inaccettabile che si stava creando. In questi anni l’Ufficio di Presidenza del Consiglio quasi nulla ha fatto per garantire il rispetto delle regole e dei diritti e dei doveri di ogni singolo consigliere comunale e del Sindaco e assessori che partecipano ai lavori consiliari.

«In Consiglio si è progressivamente affermata la legge barbara del più forte e alzare la voce, sgomitare e inveire contro l’altro sono diventati oramai prassi accettate che purtroppo impediscono un sereno e democratico svolgimento dei lavori consiliari. Le liti e gli alterchi violenti di tipo verbale viziano e condizionano da mesi ogni attività consiliare generando confusione e pressappochismo. Le sedute molto spesso rallentano o vengono interrotte o sospese a causa di questi comportamenti inaccettabili, tra l’altro verificabili dai cittadini tramite il mezzo televisivo. Dico no a tutto questo. Mi dissocio. Non voglio essere complice di un sistema che conduce alla morte della politica e delle istituzioni democratiche. Voglio vivere in una Città «normale» e rifiuto la logica del conflitto permanente e di guerra all’ultimo sangue che sta interessando la politica e le istituzioni democratiche di Vittoria. E non mi interessano nemmeno i duelli rusticani e col coltello tra i denti tra i futuri e probabili candidati sindaci e che spesso mettono a soqquadro il Consiglio comunale».