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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1172
VITTORIA - 19/09/2007
Politica - Aiello sollecita l’invio degli atti in Procura

Cimitero: il sindaco fa marcia
indietro sulla gestione privata

Intanto è in arrivo la seconda turnazione assessoriale Foto Corrierediragusa.it

La politica vive un momento di calma in vista delle prossime novità. Il sindaco Nicosia ha fatto marcia indietro sul cimitero, per la gioia di Giuseppe Cannella, il padre della vibrante protesta contro il Project financing che voleva privatizzare la gestione del camposanto. Giovedì pomeriggio ci sarà una conferenza stampa con i presidenti dei sodalizi. Ad Aiello e Carbonaro che hanno sollecitato l’invio degli atti alla Procura, Nicosia ha risposto: «Cominci l’ex sindaco a rivolgersi alla
Magistratura, lui che conosce meglio di chiunque altro la vicenda». Ma ad ottobre ci saranno altre sorprese. Una in seno al Mpa, attualmente impegnato a ritrovare la serenità interna, e l’altra nell’amministrazione. Nel movimento autonomista la quadratura del cerchio non c’è ancora.

Dopo la prima turnazione assessoriale si attende la seconda. Mario Mascolino ha due possibilità: o diventa assessore al posto di Livio Mandarà oppure gli sarà affidato un incarico di rispetto alla Regione siciliana. In ogni caso lascerà il Consiglio comunale a beneficio di Luigi Melilli, il primo dei non eletti. Degli altri assessori comunali si attende un nuovo aggiustamento. Considerato che il dialogo sull’allargamento della coalizione, fra sindaco e sinistra radicale, è momentaneamente interrotto, Nicosia non ha fretta; né il sindaco intende colloquiare con i Ds fino alla costituzione del Partito democratico. Dopo il 14 ottobre, quando i due partiti saranno una sola cosa, si vedrà.

Per dare ancora più slancio al lavoro amministrativo della sessione invernale, Nicosia medita una redistribuzione delle deleghe assessoriali (Mercato, Agricoltura e Urbanistica devono andare alle competenze giuste) e forse la sostituzione di un assessorato. Il più debole e in bilico, non è un mistero, è quello di Elio Amarù, un altro assessore «tecnico» destinato a subire, con qualche mese di ritardo, la stessa sorte subita da Vittoria Lombardo e da Giovanni Randazzo.