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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 983
SCICLI - 24/08/2015
Politica - I retroscena del caso che sta facendo discutere

La Padua rompe il silenzio sui manifesti delle polemiche

Venerina Padua aveva finora mantenuto un profilo basso Foto Corrierediragusa.it

Anche la senatrice Venerina Padua (foto) fa dietrofront e decide di rompere il silenzio, dopo aver in un primo momento assunto un profilo basso nella controversa vicenda dei manifesti sulle tasse aumentate a Scicli "defissati" dopo poche e a qualche giorno dalla conferenza stampa tenuta dall´on Orazio Ragusa, che si era sentito offeso dal contenuto dei suddetti manifesti. Non a caso i nomi di Ragusa e della Padua campeggiavano in bella mostra con tanto di accuse e ora anche quest´ultima ha deciso di dire la sua. Meglio tardi che mai. «Apprendo - si legge nel comunicato della Padua - di essere stata oggetto di un pubblico manifesto redatto e affisso da una non ben definita «Assemblea cittadina» e che attiene a comportamenti assenteisti che avrei posto in essere riguardo ad aumenti di tasse disposti dalla commissione straordinaria che oggi governa e amministra il Comune di Scicli. Nello stesso manifesto, inoltre, con ostinata pervicacia, mi viene nuovamente contestato (da chi?) di non essermi opposta allo scioglimento degli organi amministrativi del Comune di Scicli, pur essendomi già pubblicamente espressa in merito a tale grave provvedimento».

E’ quindi questa la presa di posizione della senatrice Venera Padua a proposito della vicenda che, in queste ore, sta tenendo banco a Scicli. «Posto che le domande capziose, tra l’altro rivolte soltanto alla sottoscritta e al deputato regionale eletto in città, riguardano argomenti propri dell’attività di chi ha amministrato (per voto elettorale) il Comune e di chi ad oggi – per nota motivazione governativa – è stato preposto all’amministrazione della città, è comprensibile ogni forma pubblica di critica dell’azione amministrativa e dell’attività politica».

«Altra cosa – aggiunge la senatrice – sono le contestazioni ‘gratuite’, per mezzo di manifesti anonimi affissi pubblicamente, poi rimossi dai competenti organi comunali, allo scopo di non prestare opera di legittimazione pubblica dell’agire nell’anonimato. Solo a seguito del provvedimento della Amministrazione comunale ci si accorge che l’istanza di affissione è stata proposta dal signor Giuseppe Pitrolo per conto della «Assemblea cittadina» e dopo la «defissione dei manifesti» emerge l’identità dei promotori dell’iniziativa, a quanto pare riferibili agli ex consiglieri comunali di Scicli, cosiddetti «responsabili», e sottoscrittori del ricorso contro il provvedimento di scioglimento.

Insomma, una sorta di confusione interiore ed esteriore che necessita di attenzione, sia sotto il profilo pubblico sia sotto quello privato, in merito alla quale non potrà mancare un contributo di chiarezza che delinei un quadro chiaro su quanto ha investito l’Amministrazione della città e – perché no – per le questioni che riguardano i provvedimenti amministrativi adottati dalla commissione straordinaria, che per quanto ci consta ha in programma di diffondere una puntuale informazione sulla delicata situazione economica e finanziaria del Comune e sulle cause che hanno reso necessaria l’adozione dei provvedimenti amministrativi contestati. Sulla stessa onda di trasparenza e per spirito di confronto, la sottoscritta, appena possibile, e lo faremo in maniera pubblica, intende informare e meglio chiarire ed esporre alla cittadinanza le ragioni delle proprie e numerose - conclude la senatrice - perplessità sui fatti appresi».

DUE PESI E DUE MISURE?
Due pesi e due misure? Pare proprio di sì se si mettono a confronto i manifesti che in diverse stagioni politiche sono stati affissi a Scicli (vedere le 2 foto in fondo agli articoli). Il tema non cambia, ovvero le tasse, ma cambiano i ruoli dei protagonisti, e soprattutto le regole. Partendo da questo basta solo ricordare che il primo manifesto, affisso circa un anno fa (quello in rosso), vedeva il sindaco dell´epoca, Franco Susino, tra gli accusati insieme alla giunta ed ai consiglieri che si definivano "responsabili". Molti di loro, basta solo scorrere i nomi, sono gli stessi che nel manifesto di questi giorni hanno firmato un documento denuncia con il quale gli attuali commissari vengono additati come responsabili dell´aumento delle tasse. Una nemesi, una vendetta, memoria corta, corsi e ricorsi della storia, i nomi sono lì in bella vista e pur se il contesto è cambiato, non muta il tema perchè forse sarebbe giusto dire che nei momenti di difficoltà per un amministratore "responsabile" o meno alle prese con la crisi finanziaria dell´ente il ricorso all´adeguamento delle tasse comunali è passo necessario.

Il manifesto affisso nei giorni scorsi (quello in blu) e poi "defissato" in tutta fretta perchè manchevole di firme e difficilmente riferibile a gruppi politici e associazioni, ha sollevato scandalo perchè non facilmente "attribuibile" e soprattutto giudicato diffamatorio per le presunte accuse verso i due parlamentari della città: Orazio Ragusa e Venerina Padua. Mentre quest´ultima ha osservato un opportuno silenzio istituzionale, il primo si è sentito stranamente "ferito".

A questo punto basta fare un passo indietro nella cronaca e ricorrere ad un minimo di memoria storica. Il manifesto di un anno fa non era firmato proprio come quello di questi giorni; quello restò affisso per tre settimane sui muri della città e nessuno si pose il problema nè sollecitò funzionari comunali ad essere pronti e premurosi. Oggi chi ispirò quel manifesto ne fa una questione di "onorabilità", minaccia querele, assume le vesti del paladino senza macchia e senza peccato e mulina nell´aria la durlindana. E´ il caso di ricordarlo: "Attenzione a non farsi male da soli".

PERCHE´ ORAZIO RAGUSA SI SENTE INGIUSTAMENTE ACCUSATO?
di Giuseppe La Lota

Esplode la polemica a Scicli tra i sostenitori dell’assemblea cittadina e l´Udc. La "battaglia" si accende tra il gruppo formato da Bernadetta Alfieri, Lina Basilico, Gianpaolo Aquilino, Nino Castronuovo, Antonino Alecci, Marco Causarano, Salvo Di Maria, Salvatore Emmolo, Guglielmo Ferro, Guglielmo Palazzolo, Franco Ragazzo, Pino Savarino, Salvatore Puccia, Giampaolo Schillaci, Giovanni Scifo, Guglielmo Scimonello, Giovanni Trovato, Giorgio Vindigni, e i vertici dell’Udc Pinuccio Lavima e Orazio Ragusa. Tutto è partito dai volantini e dai manifesti affissi sui muri della città (subito spariti dopo qualche ora) con i quali si accusava il deputato regionale Orazio Ragusa di non avere fatto nulla per impedire lo scioglimento del consiglio comunale di Scicli e di non essersi opposto agli aumenti di tasse e imposte operati dalla «triade» commissariale presieduta da Tania Giallongo. L’aumento riguarda Imu, Irpef, Tasi, Tari e tassa di soggiorno. Qualcosa come 200 euro in più a famiglia. In un primo momento i manifesti affissi erano firmati da «Assemblea cittadina», poi gli autori hanno inviato un comunicato stampa con il quale si accusava esplicitamente Orazio Ragusa e anche la senatrice Venerina Padua.

«Siamo contrari agli aumenti fatti dai commissari – afferma Pinuccio Lavima, segretario provinciale - ma Orazio Ragusa non c’entra niente. L’Udc non ha responsabilità perché nel 2014 prima è uscito dall’amministrazione ritirando l’assessore e poi dal consiglio comunale con i due consiglieri. Se gli altri partiti e liste civiche avessero seguito la nostra strategia il consiglio non sarebbe stato sciolto e saremmo andati a nuove elezioni regolari. Se fossimo stati al governo non avremmo aumentato le tasse, la colpa di ciò è di coloro che si sono inciuciati per fare una nova maggioranza».

Anche Orazio Ragusa si difende e attacca: «Come avrei potuto impedire lo scioglimento del consiglio comunale? Sono stati loro a favorirlo non dimettendosi come ha fatto l’Udc. Il risultato è il mancato finanziamento dei progetti del mercato di contrada Spinello e dell’ippoterapia. Scicli ha bisogno di tutti, perché in questo momento è la città siciliana più visitata dai turisti dopo Taormina. Il punto d’attrazione più importante della Sicilia da quando il comune è stato sciolto». Al di là della polemica, Ragusa tende la mano al dialogo: «Se mi avessero invitato avrei partecipato all’assemblea. Vediamoci e discutiamo. Fino al 30 settembre è possibile far modificare l’aumento delle tasse, ma dobbiamo essere uniti per interloquire con i commissari».

I PROMOTORI DEI MANIFESTI PASSANO AL CONTRATTACCO
Intanto, come accennato, i manifesti "incriminati" da Orazio Ragusa sono "magicamente" spariti nel giro di poche ore, e gli organizzatori non ci stanno. In un comunicato dichiarano: "I manifesti, dopo il pagamento del relativo ccp, eseguito nominativamente da uno dei promotori dell’assemblea, e dell’istanza, sottoscritta nominativamente dallo stesso promotore, sono stati consegnati all’Ufficio affissioni comunali, che li ha fatti attaccare nella mattinata del 19 agosto, ma già dopo qualche ora non c’è più stata traccia dei detti manifesti. Pertanto come cittadini ci chiediamo: che fine hanno fatto i manifesti? Riservandoci ogni consequenziale azione giudiziaria, si chiede fin da ora agli organi competenti di verificare la regolarità amministrativa dell’accaduto.

Si sottolinea - conclude il comunicato dell´Assemblea cittadina - che il volantino e il manifesto si limitano a riportare dati economici reali e chiamano, con toni assolutamente civili e moderati, i due rappresentanti parlamentari locali Orazio Ragusa e Venerina Padua alle loro responsabilità politiche".

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DALL´AVVOCATO BARTOLO IACONO
La vicenda che sto per descrivere e´ certamente paradossale e non merita di essere sottovalutata perché rappresenta una pagina vergognosa ed in qualche modo inedita per la democrazia nel nostro territorio. Forse mai i diritti garantiti dalla Costituzione ed in particolare il diritto alla libera espressione delle opinioni ed alla libertà di associazione sono stati calpestati nella storia della nostra provincia come in questo caso.
Ecco i fatti. Il 13 agosto il professore Giuseppe Pitrolo porta all´ufficio affissioni del comune di Scicli un manifesto a firma Assemblea cittadina. Paga a suo nome i relativi diritti di affissione. I manifesti vengono (rectius: cominciano ad essere) attaccati dal personale comunale addetto nella mattinata del 19 Agosto. Per completezza si riporta il testo integrale del manifesto:

"I commissari aumentano le tasse agli sciclitani" - I commissari del comune di Scicli hanno raddoppiato ai cittadini l´Irpef aumentando la dallo 0,4% allo 0,8%. Aumentato l´Imu sulle seconde case accrescendola fino all´8,1%. Aumentato la Tari del 7,72%. Aumentato la tassa di soggiorno. Cioè hanno aumentato di circa 200 euro in media le tasse ad ogni famiglia di Scicli. Senatrice Padua e onorevole Ragusa non vi siete opposti allo scioglimento e continuate ad essere assenti. Perchè?".

Il contenuto del manifesto non è piaciuto ad uno dei due politici citati (dicono sia l´on Ragusa) se ne lamenta con i Commissari e interessa anche i Carabinieri della questione ritenendosi denigrato (sic!) Ma che il politico chiamato in causa si possa sentire denigrato è un conto quello che ne è seguito è un altro conto. Intervengono i Commissari e con una allucinante e illiberale direttiva impongono il ritiro dei manifesti (direttiva n. 3 del 19.8.2015) invitando il capo settore entrate a non dare l´autorizzazione alla affissione dei manifesti (che vergogna) in quanto non permettono di identificare gli autori. Segue un ordine di servizio del Segretario Generale che ordina al responsabile del servizio ed ad altro dipendente di procedere alla defissione (proprio così sta scritto defissione... vergogna vestita da burocratese).

Il Capo settore (sembra che sia stata fatta rientrare dalle ferie per questa urgentissima ragione... ma ciò non aggiunge nulla alla gravità del fatto) in ottemperanza ai perentori direttive ed ordini di servizio emana una determina con la quale prende atto che si è proceduto alla defissione dei manifesti e dispone la restituzione al professore Giuseppe Pitrolo (in determina individuato con data di nascita, residenza e codice fiscale sulla base dei dati dallo stesso forniti al momento della richiesta di affissione) delle somme dallo stesso pagate per diritti di affissione e spese postali.
Questi i fatti.

La giustificazione della mancata individuazione degli autori si commenta da se (se è vero come è vero che il richiedente era assolutamente identificato e che in favore dello stesso è stato disposto il rimborso di quanto pagato). Rimane il fatto che un manifesto che non contiene frasi denigratorie e scomposte, che riferisce dati e numeri corrispondenti al vero e non confutabili, che chiama in causa due esponenti politici locali, la senatrice Padua e l´on Ragusa, per il loro silenzio e l´atteggiamento avuto nella vicenda dello scioglimento del consiglio comunale con toni assolutamente neutri e senza alcun accenno denigratorio, e´ stato "defissato" solo perché conteneva una critica all´operato della Commissione Straordinaria e non è risultato gradito ad uno dei due parlamentari citati (l´on Ragusa in particolare e ad onor del vero, a quanto sembra, non si sono registrate reazioni da parte della senatrice Padua, la quale farebbe bene in questa vicenda ad intervenire a tutela della democrazia e della libertà a Scicli).

E´ di una gravità inaudita quanto accaduto. Qualcuno dovrebbe ricordare ai Commissari che a Scicli è stato sciolto il consiglio comunale ma non sono stati sospesi la Costituzione, la democrazia ed il diritto di espressione libera delle opinioni. Il manifesto a firma "Assemblea cittadina" era stato confezionato a seguito di una assemblea che si era svolta nei giorni precedenti il 13 agosto indetta da diverse associazioni, pubblicizzata e aperta al pubblico. Qualcuno si è pure messo in testa nella triste giornata del 19 agosto di fare convocare presso i Carabinieri di Scicli il professore Pitrolo e di richiedergli lo statuto dell´associazione. Vale la pena ricordare che la Costituzione garantisce il diritto alla libera associazione dei cittadini e che non occorre per l´operatività e la legittimità di una associazione uno Statuto.

Di fronte a quello che appare un atto autoritario e illiberale (ma anche illegittimo e forse illecito: interruzione di pubblico servizio? Abuso in atti d´ufficio in danno? Falso ideologico con riferimento alla identificabilità degli autori?) e sicuramente contro la Costituzione,qualcuno dovrebbe chiedere conto di quanto accaduto ai Commissari di Scicli e questo qualcuno dovrebbe essere innanzitutto il Prefetto (ma non lo farà ), dovrebbero essere i rappresentanti eletti in parlamento (ma non lo faranno), dovrebbero essere quanti hanno a cuore la democrazia e la libertà calpestati nella funesta giornata del 19 agosto che rimarrà come una delle pagine più vergognose della storia della nostra terra.

Ciò al di la della condivisione o meno del contenuto del manifesto. Ricordate Voltaire: "Posso non condividere e contrastare le tue idee ma perché tu le possa liberamente esprimere sono disposto anche a morire".

Avvocato Bartolo Iacono, cittadino di Scicli


Cliccate sulle foto sotto dei 2 manifesti per ingrandirle: il primo è quello affisso ai tempi dell´ex sindaco Susino circa un anno fa, il secondo è quello affisso per poche ore in questi giorni e poi subito "defissato" e che ha dato tanto fastidio a Orazio Ragusa