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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 791
SCICLI - 30/06/2015
Politica - Intanto i commissari lavorano in silenzio

Sotto accusa il silenzio della Padua sulle vicende di Scicli

I firmatari di un documento parlano chiaro Foto Corrierediragusa.it

Lo scioglimento del Consiglio comunale e l´avvento dei commissari prefettizi resta argomento di dibattito e confronto. I commissari lavorano in silenzio e hanno messo mano alla macchina amministrativa e burocratica. Sul lavoro della triade nessun commento o presa di posizione ufficiale da parte di politici, ex amministratori e consiglieri comunali, nel rispetto del ruolo che i tre funzionari svolgono. E´ invece la causa dello scioglimento che il punto ancora dolente e ha indotto 12 tra consiglieri e amministratori a prendere posizione. Si tratta di un attacco frontale al ruolo svolto da Venerina Padua (foto), nella sua qualità di senatrice, nel corso degli ultimi mesi. Un ruolo che non convince i firmatari del documento tra cui emergono i nomi dell´ex presidente del consiglio comunale Guglielmo Ferro, il vicesindaco Pino Savarino, l´assessore ai Servizi sociali Lina Basilico insieme a Antonino Castronuovo, Guglielmo Scimonello, Antonino Alecci, Giorgio Vindigni, Andrea Caruso, Bernaddetta Alfieri, Concetto Falla, Giampaolo Schillaci e Gianni Trovato.

I firmatari fanno emergere prima il silenzio della Padua rispetto al caso Scicli quando si è posto con tutta la sua urgenza e poi un atteggiamento positivo, "uno strumento salvifico" nei confronti della triade prefettizia. Si legge infatti nel documento: "Venerina Padua aveva scelto di non intervenire per la sua – e nostra – città: il 12 Marzo 2015, ad esempio, scriveva che lei non poteva «rompere il dovuto silenzio e rispetto, nei termini di legge, delle decisioni giurisdizionali e di quelle amministrative ad esse consequenziali»: non abbiamo condiviso la sua scelta di distacco da Scicli, ma l’abbiamo rispettata.

Tuttavia tale scelta di disinteresse è in aperta contraddizione con la visita d’omaggio (il 5 Giugno) della senatrice ai tre commissari del Ministero dell´Interno pochi giorni dopo il loro insediamento: se la senatrice, come era suo dovere, fosse intervenuta per Scicli, ora avrebbe tutti i titoli per mettersi a disposizione dei tre commissari nominati dal Ministero dell´Interno; ma non avendolo fatto – in nome della invocata separazione dei poteri dello Stato – come può adesso intervenire sui funzionari del Ministero dell’Interno? Questa non è forse un’interferenza?

Ma non finisce qui: il 20 Giugno una delegazione del Pd locale ha fatto visita ai commissari e dopo ha diffuso un comunicato in cui si scrive che ora a Scicli «ci sono le premesse per ricostruire ciò che è stato violato e riportare un clima di normalità in città".

Già ci avevano inquietato le rivelazioni del Governatore Crocetta all’uscita del Consiglio dei ministri con cui il Governo Renzi – sorretto dalla senatrice Padua - aveva decretato lo scioglimento del Consiglio Comunale di Scicli («Il Megafono e altri avevano dato disponibilità a candidare un esponente delle forze dell´ordine: se altri partiti avessero avuto il coraggio si sarebbe evitato lo scioglimento»: cioè il Governatore avrebbe sottinteso che lo scioglimento sarebbe nato non da ragioni oggettive ma da motivi politici): adesso sembrerebbe avere il sapore dell’eversione la valutazione del Pd che addita l’attività di tre commissari prefettizi – magari da ossequiare e adulare - a premessa per la ricostruzione di Scicli: tale considerazione spiegherebbe forse il precedente disinteresse della senatrice come suo auspicio di uno scioglimento del massimo consesso democratico cittadino? Non possiamo credere che la senatrice di Scicli sia stata così cinica! Non possiamo credere che per piccoli calcoli politici abbia preferito infangare il buon nome degli sciclitani".