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SCICLI - 29/04/2015
Politica - A breve saranno nominati i 3 commissari prefettizi

Consiglio comunale Scicli sciolto per infiltrazioni mafiose

La decisione è giunta poco fa a conclusione dei lavori del consiglio dei ministri Foto Corrierediragusa.it

La notizia è giunta repentina scatenando una comprensibile preoccupazione per le sorti di Scicli. Proprio mentre il comune si stava timidamente preparando alle amministrative del 31 maggio, con addirittura ben cinque candidati a sindaco e con le primarie del Pd in programma per il primo maggio, da Roma è finalmente giunta la decisione che in molti si attendevano: il consiglio e gli organismi politici di amministrazione della città sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. Così si è espresso il consiglio dei ministri. La decisione di sciogliere il consiglio comunale di Scicli è stata assunta dall’organo presieduto dal premier Matteo Renzi, col parere favorevole del governatore della Sicilia Rosario Crocetta, su proposta del ministro dell’interno Angelino Alfano. La deliberazione del CdM sarà ora sottoposta alla firma del Presidente della Repubblica che firmerà il formale provvedimento di scioglimento e nominerà contestualmente i commissari. Questi saranno un prefetto, un vice prefetto ed un funzionario della carriera economico-finanziaria. I nomi dei tre commissari prefettizi, che guideranno per almeno 18 mesi il comune assumendo i poteri di sindaco, giunta e consiglio comunale, saranno resi noti a breve. Di conseguenza a Scicli, come accennato, non si voterà per le amministrative del 31 maggio.

Il sindaco Franco Susino, che non si è stupito più di tanto nell’apprendere la decisione giunta da Roma, si era già dimesso lo scorso 23 dicembre con il conseguente decadimento della sua giunta. Lo stesso ex primo cittadino, coinvolto nell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa, era stato rinviato a giudizio lo scorso 17 marzo e sarà processato il prossimo 8 maggio assieme agli imputati di spicco del processo scaturito dall’operazione «Eco», ovvero i fratelli Franco e Ignazio Mormina. Parti civili sono il comune di Scicli, l’impresa Ecoseib di Giuseppe Busso e alcune persone direttamente coinvolte nella vicenda che vede alla sbarra 11 persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, concorso e concorso esterno in associazione mafiosa, truffa, estorsione e furto.

L´operazione «Eco» sulla gestione dei rifiuti a Scicli portò nel giugno 2014 a cinque arresti e numerose denunce. In ordine a queste vicende e a quella delle affissioni di suoi manifesti durante la campagna elettorale alla corsa di primo cittadino da parte di presunte persone poco raccomandabili, Susino si è sempre detto innocente e sicuro di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati anche nell’ambito del lungo interrogatorio di qualche mese fa alla procura etnea. Lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose arriva a pochi giorni dall’avvio della cosiddetta fase 2 dell’inchiesta giudiziaria, che riguarda altri reati, non legati all’ambito mafioso ma squisitamente amministrativo. Di recente sono stati recapitati i primi quattro avvisi di garanzia a personaggi in vista della recente vicenda amministrativa.

La decisione del consiglio dei ministri è giunta dopo l’attenta visione del corposo faldone raccolto nelle indagini cominciate lo scorso 21 luglio e condotte dalla commissione di accesso a suo tempo disposta dal prefetto che le aveva concluse qualche settimana fa. Il comune era stato retto dal commissario straordinario Ferdinando Trombadore, insediatosi lo scorso 21 gennaio.

"Gli ispettori del ministero dell´interno hanno rilevato che una parte della macchina amministrativa del comune di Scicli risponde a infiltrazioni mafiose mentre altre anomalie sono state riscontrate nella gestione dei rifiuti con proroghe senza gare e con presunti elementi mafiosi che hanno imposto assunzioni e lavori". Queste le prime parole a caldo del presidente della Regione Rosario Crocetta che ha preso parte a Roma al consiglio dei ministri. "La decisione di scioglimento è stata assunta nonostante l´imminenza delle elezioni per il rinnovo degli organismi - ha concluso Crocetta - perché sussisteva il pericolo di continuità con l´amministrazione precedente".

Il Pd, come accennato, si stava già preparando alle primarie in programma per il primo maggio e Armando Cannata, uno dei candidati a sindaco del partito assieme a Pino Savarino, reagisce allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose dichiarando che «Già tre anni fa eravamo stati facili profeti nel paventare nubi minacciose attorno alla coalizione di Susino». Dello stesso avviso la senatrice Venerina Padua, pure lei sciclitana, secondo cui «Bisogna riprendere quanto prima il cammino interrotto e turbato per il bene e per il futuro della città».

L’ex presidente del consiglio comunale Guglielmo Ferro sente il bisogno di esprimere il suo sentimento di dolore per la città. «E’ un sentimento – scrive Ferro – della medesima natura di quello che sedici mesi fa mi spinse ad imbarcarmi nell’avventura della seconda giunta Susino. Allora non avevo velleità personali di potere esattamente come oggi non tenevo per andare alle elezioni allo scopo di candidarmi. Pur nel profondo sconforto di questo momento, spero ed auguro alla mia amata Scicli ed ai nostri ragazzi che in questa terra hanno il diritto di vivere e realizzarsi senza bisogno di dover fuggire – conclude Ferro – che questa sciagura non abbia conseguenze irrecuperabili».

Scicli, a distanza di 23 anni, vede dunque ripetere la storia: già negli anni novanta il consiglio comunale fu sciolto per infiltrazioni mafiose, sotto la giunta guidata dal sindaco Giuseppe Amenta, che finì in manette con altri 6 tra amministratori e funzionari comunali. Undici furono gli indagati. Molti finirono assolti, altri optarono per il patteggiamento della pena. Il Tar reintegrò tutti i consiglieri, che decisero di non accettare il provvedimento, dimettendosi comunque.

Nella foto la sede del comune di Scicli