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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 970
SCICLI - 26/09/2014
Politica - Marco Causarano e Gianpaolo Aquilino tornano all’attacco

Dimissioni Scicli, 2 consiglieri chiedono: "A comu finìu"?

Chiesta maggiore trasparenza rispetto "al detto e non detto" Foto Corrierediragusa.it

Marco Causarano e Gianpaolo Aquilino (foto) chiedono chiarezza sui comportamenti di alcuni loro colleghi in consiglio. In particolare al presidente Vincenzo Bramanti, il consigliere Mario Marino e Maurizio Miceli (i primi due eletti nell’Udc, il terzo nella lista Liberi e Concreti). I tre hanno annunciato le loro dimissioni irrevocabili al momento dell´approvazione del bilancio ma questa loro scelta non è condivisa da Marco Causarano e Giampaolo Aquilino che con una lettera aperta spiegano la loro posizione: "La proposta di dimissioni volontarie di tutti i consiglieri è irricevibile, se legata agli accertamenti in atto su presunte infiltrazioni mafiose al Comune di Scicli, poiché ci sentiamo estranei a contestazioni di tale genere. Anzi, le considereremmo un atto di viltà nei confronti di quei cittadini che ci hanno votato proprio per assumere decisioni, anche in condizione di confusione politica e mediatica come quella attuale.

A questo punto – però - diciamo con altrettanta chiarezza che non ci stiamo più a questo gioco del «detto e non detto», ad allarmi paventati ma mai spiegati, a frasi volutamente lasciate in un’aurea di pericolosa ambiguità!
A cosa si riferiscono i consiglieri comunali succitati quando dicono che «Il consiglio comunale non può stare a guardare in silenzio, quasi come se fosse ostaggio di un sistema poco chiaro e molto chiaccherato»? Ancora, a chi si riferiscono quando definiscono l’«Apparato burocratico dell’ente: purtroppo, sovente scarsamente qualificato avvilito e incrostato, nel suo agire, da pluriennali e poco trasparenti inamovibilità» ? Perché non lo hanno modificato in sei anni di loro governo?

Ed ancora riportiamo la frase con cui dichiarano «Oggi come ieri noi prendiamo le distanze da tutte queste situazioni a dir poco chiacchierate e poco trasparenti», per chiedere quali sono le situazioni chiacchierate e poco trasparenti a cui fanno riferimento? Poniamo una domanda che vuole essere chiara e precisa: i tre si dimetteranno perché contestano scelte politico amministrative della Giunta o del Sindaco (e questo è un conto!) oppure perché hanno timore di uno scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose?

In questo secondo caso, visto che le indagini sono ancora in corso, hanno elementi precisi per temere lo scioglimento, oltre quelli che tutti noi abbiamo appreso dalla stampa? Se i tre parlassero in forza di ulteriori elementi conosciuti, infatti, riteniamo che abbiano l’obbligo politico di portare tutti noi e l’opinione pubblica a conoscenza di questi fatti, mentre abbiano l’obbligo giuridico (se non lo avessero ancora fatto) di riferire tali circostanze alle Autorità competenti.

Se tutto ciò non dovesse essere, però, riteniamo che – dopo tali affermazioni - proprio i tre abbiano l’obbligo morale di dimettersi, perché con le loro parole hanno vanamente ed infondatamente delegittimato le Istituzioni di cui essi stessi fanno parte e che costituiscono le massime rappresentanze politiche cittadine".