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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1214
SCICLI - 18/09/2014
Politica - La cosiddetta questione morale tiene banco

"Fuga" di massa dal consiglio comunale di Scicli

Intanto Causarano e Aquilino sono ufficialmente fuori dalla linea voluta dal segretario Armando Cannata Foto Corrierediragusa.it

La questione morale tiene banco in consiglio comunale. La seduta dedicata alle ultime vicende amministrative-giudiziarie ha prodotto due fatti politici importanti: le dimissioni di tre consiglieri che entro la fine del mese rimetteranno il mandato e la sconfessione ufficiale della segreteria del Pd cittadino nei confronti di Marco Causarano e Giampaolo Aquilino. I due consiglieri sono ufficialmente fuori dalla linea voluta dal segretario Armando Cannata come ha letto in aula il consigliere Claudio Caruso. Non è ancora chiaro se i due consiglieri sono fuori anche dal partito e non lo rappresenteranno più ma è chiaro che ormai lo strappo si è consumato e sarà difficile tornare indietro. La linea politica seguita da Marco Causarano e Giampaolo Aquilino di sostegno al sindaco per uscire fuori dalla crisi istituzionale e non danneggiare la città non è condivisa dal Pd che invece chiede lo scioglimento del consiglio e nuove elezioni. Si dimetteranno invece il presidente del consiglio Vincenzo Bramanti, il consigliere Mario Marino e Maurizio Miceli (i primi due eletti nell’Udc, il terzo nella lista Liberi e Concreti). Le dimissioni sono solo posticipate al 30 di questo mese data entro la quale bisognerà approvare il bilancio di previsione., hanno annunciato le loro dimissioni.

Nel lungo comunicato diramato i tre spiegano che si tratta di un "un gesto di responsabilità per evitare una eccessiva esposizione mediatica negativa alla Città, che provocherebbe un eventuale scioglimento dell’Ente per infiltrazioni mafiose. Prendiamo ancora una volta, le distanze da questa Amministrazione incapace ed inconcludente, non rappresentativa della volontà popolare, maldestramente guidata da un sindaco che ha fallito completamente in ogni sua disastrosa attività sia politica che amministrativa e che, peggio ancora, ha tradito tutti, in primis i cittadini che lo hanno votato, poiché dopo appena un anno e mezzo dalle elezioni, è stato l’artefice di un ribaltone politico senza precedenti nella storia di Scicli, frutto della più squallida, frustrante e vecchia politica che tarda ad estinguersi.

Nulla di personale contro il sindaco Susino che, siamo certi, avrà tempo e modo di difendersi, nelle sedi competenti, da una accusa cosi pesante, quale il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ipotizzato dai magistrati inquirenti. Siccome però, non è nostra intenzione creare un vuoto istituzionale in un momento delicatissimo per l’Ente che deve approvare il bilancio di previsione 2014 entro fine mese, annunciamo che rassegneremo le nostre dimissioni irrevocabili entro e non oltre il 30 settembre".

IL SINDACO SUSINO NON SI DIMETTE
Sollecitato e "tirato per la giacca" affinchè molli la poltrona di primo cittadino in quanto indagato dalla Dda di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa, Franco Susino non ci pensa nemmeno perchè "le dimissioni sono solo una via di fuga". Il sindaco resta insomma al suo posto, accada quel che accada, come ribadisce in una lettera aperta ai suoi concittadini e a quanti lo pressano perchè "tolga il disturbo". Ultimo in ordine di tempo Pippo Digiacomo. "Non può essere un avviso di garanzia a determinare una decisione che mi costringerebbe a «voltare le spalle» a quanti ho l’onore di rappresentare", dice fiero Susino. Tutti si mettano dunque il cuore in pace, Susino forever, e non basteranno i netturbini che scioperano, i conti allo sfascio, un territorio abbandonato a convincerlo ad andar via. Anche perchè Franco Susino quella poltrona di sindaco l´ha voluta fortemente, l´ha inseguita per una vita, l´ha sfiorata per un pugno di voti una prima volta e non intende farsela sfuggire ora che l´ha conquistata.

Perchè da sindaco, dice Susino, "ho ritrovato il gusto di stare uniti per il bene della collettività. Le soluzioni ai problemi in atto, che hanno avuto un percorso difficile e ricco di insidie, mi hanno offerto motivazioni e una passione per me sinora desuete. Ho l’onore e il piacere di lavorare quotidianamente con persone affidabili e degne di grande considerazione con la variante, non trascurabile, che il lavoro è fatto non per salvare l’amministrazione a tutti i costi ma il comune dal disastro finanziario del dissesto. C’è di mezzo la responsabilità di un sindaco e di un’amministrazione - conclude Susino - per una Città che deve essere governata nel miglior modo possibile".

Nella foto in alto l´aula consiliare del comune di Scicli