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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 914
SCICLI - 08/12/2013
Politica - Dopo la bocciatura dell’Imu sulla seconda casa da parte del consiglio comunale

Scicli verso il dissesto. Sindaco Susino: "Non sono un podestà"

Debiti fuori bilancio per 17 milioni di cui 11 certificati con sentenze esecutive Foto Corrierediragusa.it

Uno dei momenti più delicati della vita politica, sociale ed economica della città. Il sindaco Franco Susino ha dovuto prendere atto del rischio dissesto e guardare la realtà con occhi diversi. In conferenza stampa ha detto: "Cercheremo di evitare che il comune vada in dissesto ma se ciò accadrà dimostreremo al Ministero, al prefetto ed alla Corte dei conti di avere adottato tutte le misure necessarie per rispettare il Piano di riequilibrio finanziario adottato lo scorso luglio". Dopo un anno e mezzo alla guida della città Susino ha dovuto prendere atto di undici milioni di debiti ma soprattutto di uno sfilacciamento e di una mancata sintonia prima con il consiglio comunale e poi con la città, che ha cercato di rimediare con il suo atteggiamento bonario ed amichevole ma che non è bastato perchè ci sarebbero volute ben altre misure che non è stato in grado di prendere.

"Non mi sento di essere un podestà ma solo un cittadino - ha detto amareggiato Susino- Sono consapevole che sono solo di passaggio ma lavoro con grande spirito di sacrificio. Sono aperto al confronto ed aspetto soluzioni tecniche". Forse un pò troppo tardi e la bocciatura dell´Imu sulla seconda casa per la terza volta da parte del consiglio comunale ha peggiorato i conti. L´ente , ha ricordato l´assessore Gambuzza, ha 17 milioni di debiti fuori bilancio di cui undici milioni 600 mila euro già certificati con sentenze esecutive. Ha debiti con Enel ed Aro per sette milioni. Una situazione disastrosa ma quello che più preoccupa è lo scollamento tra sindaco e città al di là delle belle parole di Franco Susino che dovrebbe a questo punto trarre le dovute conseguenze, come invocano da tempo le opposizioni e gli stessi consiglieri che inizialmente facevano parte della sua maggioranza, che oggi non esiste più.