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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1399
SCICLI - 12/02/2013
Politica - Un passaggio importante per l’amministrazione Susino

Scicli scampa al dissesto con il nuovo piano di riequilibrio

Lo strumento finanziario programmatico traccia per l’ente il percorso da seguire nei prossimi 7 anni Foto Corrierediragusa.it

Anche Scicli ha il suo piano di riequilibrio finanziario e cerca così di evitare la dichiarazione di dissesto. Un passaggio importante per l’amministrazione comunale del sindaco Franco Susino (foto) e per il consiglio comunale che ha approvato il piano ed ora sottoporrà il documento di riequilibrio del bilancio pluriennale all’esame della Corte dei Conti. Il documento è passato con 11 voti a favore. L’indipendente Bartolo Ficili si è astenuto, insieme ai consiglieri di opposizione del Pd e di IdV-Scicli Bene Comune. Assenti, al momento del voto, i due rappresentanti del PdL.

Lo strumento finanziario programmatico traccia per l’ente il percorso da seguire nei prossimi 7 anni, nel corso dei quali verrà sviluppato ed affrontato nel merito il programma relativo al Risanamento Finanziario sotto il monitoraggio semestrale della Corte dei Conti. La delibera verrà subito trasmessa alla Corte dei Conti ed alla sottocommissione del Ministero degli Interni, che sono gli organi preposti alla valutazione di merito del Piano presentato. I consiglieri del Pd si sono astenuti ed in un documento hanno spiegato i motivi: «Troppi i dubbi e le ombre che aleggiano su questo piano. Unica scelta chiara della giunta è quella di contrarre un mutuo di 3 milioni 141 mila euro per il pagamento di sentenze passate in giudicato, mentre poca chiarezza si è registrata sulla questione centrale dei debiti fuori bilancio, così come sui residui attivi che ci portiamo dietro da almeno un decennio. Così, ad esempio, se i debiti verso l’Ato oggi vengono quantificati in 2.436.397,00 dalla ricognizione degli uffici dello scorso 17 gennaio erano poco più di 4 milioni e mezzo, ma lo stesso può dirsi per il costo della raccolta rifiuti o dei dati sulle bollette Enel non pagate (circolate in consiglio accanto a quelle ufficiali).

Per il resto, il piano di rientro varato, affida ai futuri pensionamenti di dipendenti del Comune (nei prossimi 10 anni saranno 114 i comunali ad andare in quiescenza su un totale di 255), cui si aggiungono i 73 già andati in pensione negli ultimi cinque anni. Altro aspetto che ci apparso poco chiaro, ancora, quello annoso del settore rifiuti che, con l’introduzione della Tares, vedrà aumentare del 30% il costo della Tarsu per far fronte anche alla copertura di altri servizi (ad es. manutenzione o illuminazione), laddove si è previsto un accertamento complessivo dei servizi di euro 4550.000 per l’anno 2013, mentre lo scorso gennaio apprendevamo che solo il costo effettivo del servizio rifiuti – nell’anno 2012 – è stato pari a 4.513.euro. Per non parlare di un aumento dell’Irpef, prima varato e poi emendato in seduta consiliare, che ha gettato un’ulteriore ombra sull’azione dell’Amministrazione».