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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1321
SCICLI - 16/12/2012
Politica - Il presidente del consiglio costretto a sciogliere la seduta

Scicli e il predissesto "dolce": polemiche e ripicche

Non era presente nessun rappresentante della giunta per discutere del delicato argomento

Lo hanno chiamato il predissesto dolce. Niente aumento delle tasse, niente ricorso al Fondo di riserva istituito dal Governo Monti. Il Consiglio Comunale ha approvato venerdì sera l’adesione alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, con i voti della maggioranza e l’astensione del Pd e di Scicli Bene Comune, che hanno consentito di mantenere il numero legale.

La procedura del predissesto è stata attivata in seguito alle modifiche, apportate in sede di conversione del decreto legge Salva Enti, che ha finalmente consentito al consiglio comunale di accedere alla procedura, nonostante sia in atto una interlocuzione tra il Comune e la Corte dei Conti.

La giunta Susino e la maggioranza consiliare hanno scelto di non aumentare le tasse, e di non attingere al Fondo di riserva creato dal Governo Monti, che prevede 300 euro per abitante per i comuni che aderiscono al Piano.

Grazie al predissesto il Comune potrà spalmare su un piano pluriennale la ristrutturazione finanziaria dell’ente in un arco temporale di dieci anni, su binari prefissati dalla magistratura contabile.

L’amministrazione, grazie alle modifiche apportate il 7 dicembre in fase di conversione in legge del decreto Salva Enti del governo Monti, ha aderito al riordino finanziario della pubblica amministrazione che impone agli enti pubblici territoriali il recupero dei crediti non ancora esatti, ovvero i cosiddetti residui attivi.

Si tratta di un vero e proprio controllo di gestione che permetterà alla giunta Susino di improntare le politiche di spesa all’estremo rigore interno e alla promozione dello sviluppo nel territorio.

Val la pena di ribadire che tale procedura non era attingibile a mente del decreto legge salva enti nella sua prima formulazione, che impediva l’adesione ai comuni che fossero sotto procedura di interlocuzione con la Corte dei Conti. Solo le modifiche fatte in fase di conversione del decreto, il 7 dicembre, hanno eliminato questo ostacolo giuridico.

«Ritengo che i consiglieri della minoranza, con l’astensione, garantendo il numero legale, abbiamo dato dimostrazione di serietà e senso di responsabilità –ha detto Enzo Giannone, del Partito Democratico-. L’astensione è un’espressione di voto che rispetta il ruolo che deve svolgere e svolge un’opposizione costruttiva e propositiva, senza inciuci e accordicchi.

Ora è compito del sindaco dare seguito concreto allo spirito di condivisione, coinvolgimento e apertura a tutte le forze politiche e sociali attraverso cui devono essere costruiti i contenuti e le scelte del piano di riequilibrio finanziario pluriennale che porti al risanamento del bilancio del comune di Scicli.

Il sottoscritto, in quanto consigliere comunale eletto dai cittadini darà il proprio contributo. Sono certo che il Partito democratico nella sua interezza, come ha fatto finora, farà lo stesso. Tocca al sindaco aprire una nuova stagione amministrativa e politica, per il bene e il futuro della comunità sciclitana».

IL PDL NON CI STA
Riportiamo di seguito la nota integrale del Pdl sul predissesto giunta in redazione:
La domanda appena posta è stata per giorni il principale argomento trattato a palazzo di città, argomento, peraltro trattato con una certa superficialità, non tanto per una mancanza di senso di responsabilità, ma quanto per una totale assenza di figure professionali tali da comprendere, effettivamente, quale percorso si è deciso di intraprendere. La sensazione trapelata, è stata quella di una scelta fatta per giustificare dei provvedimenti (sicuramente impopolari) che attraverso lo «scudo» del pre-dissesto possono essere tranquillamente attuati.

E’ sicuramente più semplice operare delle scelte con il sostegno della normativa di riferimento che assumersi in toto le responsabilità derivanti da coraggiose scelte dolenti di politica gestionale; ecco, proprio queste due ultime parole rappresentano, per l’attuale amministrazione, un vero e proprio taboo, essendo stata contrassegnata, fin ora, da una sostanziale inoperosità e da un’accertata incompetenza, fattori che non hanno consentito il vaglio di potenziali soluzioni percorribili al di la dei noti canali ordinari e che non hanno permesso, quindi, di porre rimedio a quello che ha rappresentato il vero e proprio nodo della questione: la cronica mancanza di liquidità.

Diversi componenti del governo cittadino credono fermamente di aver operato nell’interesse del paese, scegliendo, a loro dire, la soluzione migliore per condurre il comune fuori da questa pesante crisi economica, ma il rischio di incorrere in una altrettanto pesante delusione è più che fondato.

Occorre ricordare alla cittadinanza che non più tardi di 15 gg fa, con l’approvazione del «Previsionale 2012», il sindaco aveva rassicurato sulle buone condizioni economiche in cui versava l’ente grazie ai tagli programmati e scongiurando, di conseguenza, lo spauracchio pre-dissesto……niente di più falso. Ma del resto era plausibile ipotizzare che l’amministrazione nascondesse ai cittadini la verità anche in considerazione del fatto che tali decisioni sono state prese senza il conforto del democratico confronto con le varie forze politiche, sindacali e sociali del paese.

È bene che la città venga informata su quello che comporterà il ricorso a questa misura economica straordinaria, che viene prospettata come un fatto positivo, quando invece determinerà ricadute pesantissime sulla gestione finanziaria del Comune e quel che più conta sulle tasche dei cittadini.

LA POSIZIONE DI PD E IDV
Duro attacco di Idv e Pd al sindaco Franco Susino ed alla sua maggioranza. La questione finanziaria è al centro del dibattito e l’assenza dei componenti della giunta in un momento importante della vita della città ha suscitato preoccupazione e sbigottimento nelle opposizioni che avevano richiesto la discussione.

Il presidente del Consiglio, preso atto dell’assenza della Giunta ha proceduto allo scioglimento della seduta peggiorando di fatto la situazione. Dicono Idv e Pd: «Una Amministrazione che, su questioni della massima importanza, in quanto attinenti al destino stesso del Comune, dei suoi lavoratori e della intera Città, non trova nulla di meglio che nascondersi, mette in atto un gravissimo episodio di disprezzo delle regole di democrazia, di civiltà, oltre che di buon senso.

Ma in questo momento il problema più grave non è nemmeno quello della cultura democratica del Sindaco e della sua maggioranza, il vero dramma è l’ennesima tragica rivelazione, nel caso ve ne fosse stato ancora bisogno, del vuoto pneumatico di cui l’azione amministrativa si caratterizza e si sostanzia.
Persino ora che il conto alla rovescia verso il giudizio della Corte dei Conti è quasi giunto al termine, al massimo consesso cittadino non è dato sapere cosa l’Amministrazione intenda fare per evitare il dissesto. Ma la sensazione palpabile non è che ci vengano nascosti i contenuti ma piuttosto che di contenuti non ce ne siano proprio». L’opposizione teme che il sindaco e la maggioranza vogliano scaricare sul commissario che si dovrà occupare del dissesto il conto del disastro economico-finanziario prodotto in questi ultimi anni.