Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 21 Giugno 2018 - Aggiornato alle 15:11
ROMA - 05/03/2018
Politica - La coalizione di centro destra primeggia. Ma a Roma chi governerà?

M5S è il primo partito e sfonda al Sud, la Lega supera Fi. Crollo del Pd, delusione LeU

Altro dato del voto è che l’elettorato si è sentito motivato e coinvolto andando a votare Foto Corrierediragusa.it

Il M5S è il primo partito con il 33,60 per cento, la coalizione di Centro destra si attesta al 37, il Pd è al 18 per cento. La proiezione di Swg che copre il 40 per cento dell’elettorato prefigura con una certa attendibilità quello che sarà lo scenario politico del prossimo Parlamento. I seggi attribuiti secondo questi dati dicono che il M5S ha 95 seggi al Senato, il Pd 77, la Lega 63, Fi 51, FdI 18. M5S e Lega escono vincitori dalla consultazione elettorale perché sono riusciti ad incanalare il dissenso, la protesta le aspirazioni soprattutto dei giovani su temi molto sensibili come lavoro e immigrazione e sono stati premiati. Il M5S fa il pieno soprattutto al Sud dove si avvia a vincere, in Puglia, Campania e Sicilia, nei collegi uninominali prevalendo sui candidati del Centro Destra. La Lega, di converso, stravince al Nord, dal Piemonte al Veneto, e si difende bene nel resto d’Italia arrivando ad un abbondante 17 per cento che fa vincere a Salvini la partita tutta interna nel Centro Destra con Forza Italia. Molta incertezza quindi su chi governerà a Roma.

La coalizione di Centro destra supera, con i voti di Salvini, Meloni e Berlusconi, il M5S perché arriva al 36,50 per cento. A sinistra è un disastro, peraltro annunciato. Il Pd fa peggio di quanto dicevano le previsioni perché non arriva neppure al 18 per cento e Liberi e Uguali (LeU) non fa meglio con poco più del 3 per cento. Si difende Europa di Emma Bonino con quasi il 3 per cento. Il dato politico è che naufraga l’ipotesi delle grandi intese tra Forza Italia e Pd, che è prefigurabile una maggioranza tra M5S e Lega, vicini su molti punti del programma.

Altro dato del voto è che l’elettorato si è sentito motivato e coinvolto andando a votare e facendo registrare una percentuale attorno al 70 per cento nonostante una campagna elettorale definita tra le più scadenti degli ultimi decenni. I giovani in particolare hanno partecipato ed hanno orientato il loro voto verso partiti non tradizionali e più vicini alle loro attese.

Nella foto Luigi Dimaio (M5S) e Matteo Salvini (Lega)