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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 777
ROMA - 02/10/2013
Politica - Al Senato 235 sì e 70 no, larga maggioranza anche alla Camera. Gianni Mauro sostiene il governo

Letta ottiene la fiducia, anche Nino Minardo va con Alfano

L’intervento inatteso in aula del Cavaliere, che ha parlato di decisione assunta "non senza travaglio", ha cambiato il corso degli eventi. Il centro destra spaccato in due tra falchi e colombe

Il governo Letta va avanti. Il voto di fiducia al Senato dà 235 sì 70 no. E´ stato un colpo di scena quando Silvio Berlusconi ha preso il microfono invece del capogruppo Schifani ed ha annunciato la decisione di votare sì alla fiducia "non senza travaglio". La dichiarazione di Berlusconi è arrivata dopo una giornata quasi drammatica per il Pdl che è arrivato spaccato alla votazione con il gruppo dei moderati facenti capo al segretario Angelino Alfano che aveva deciso di non aderire alla richiesta di Berlusconi di votare la sfiducia al governo. Il Cavaliere si è reso conto che non avrebbe potuto tenere insieme il partito e di mettere il Pdl nell´angolo ed ha deciso per il sì.

Si tratta comunque di una sconfitta politica, come ha sottolineato il capogruppo Pd, Zanda, ed Enrico Letta può ora navigare tranquillo almeno per un anno. "Abbiamo lavorato bene e tutti i ministri sono stati leali - ha detto il premier. Abbiamo alle spalle un incubo ma ce la possiamo fare". In casa Pdl esplodono già le contraddizioni. Bondi ha già annunciato: "Non ci sto" mentre Formigoni ha presentato nei fatti il nuovo gruppo dei "Popolari" con 25 ex Pdl e di 10 del Gal tra cui il senatore Gianni Mauro.