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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1147
RAGUSA - 05/11/2010
Politica - Ragusa: problema costituzionale sull’ineleggibilità del deputato Udc

Drago decade o no? Domani decide la Camera dei deputati

Il parlamentare era stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per utilizzo improprio dei fondi riservati, alla sospensione dei pubblici uffici
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stato calendarizzato per domani il voto della Camera dei Deputati sulla decadenza o meno dell’on Giuseppe Drago (nella foto) dalla carica parlamentare. Era stato lo stesso Drago a chiedere di calendarizzare al più presto il voto. In aula il deputato del Pid affronterà la questione della contraddizione in termini della necessità di rendicontare i «fondi riservati».
"La Camera - ha detto Drago - deve risolvere un autentico problema costituzionale in riferimento alla mia vicenda, che potrebbe creare un precedente, dando luogo ad un vulnus. O si crea una legge ad hoc, o non si può dichiarare la mia decadenza da parlamentare".

"L’istituto della sospensione non è previsto né al Senato, né alla Camera. Spetterà quindi a quest’ultimo organo, nella fattispecie, risolvere la problematica. Se l’aula di Montecitorio dovesse confermare quanto deciso dalla giunta delle elezioni della Camera sulla mia ineleggibilità, si verrebbe a creare un vulnus costituzionale".

Giuseppe Drago era stato condannato, con sentenza passata in giudicato, alla sospensione dai pubblici uffici, per l’utilizzo improprio di fondi riservati quando rivestiva la carica di presidente della Regione. "Ma la mia interdizione – riferisce Drago – finirà a giugno 2012, quando ritornerò ad essere parlamentare al 100%. Nel caso l’aula di Montecitorio dovesse nel frattempo pronunciarsi sulla mia ineleggibilità – aggiunge Drago – la Camera si priverebbe di un parlamentare regolarmente eletto nel pieno delle sue funzioni. Una sorta di paradosso senza precedenti".

Ma perché alla Camera ci si è posto questo problema macroscopico? "Non è del tutto vero che la vicenda non sia stata affrontata nelle opportune sedi – precisa il deputato – visto che i funzionari della Camera si sono già posti il quesito. In sostanza – ribadisce Drago – o si fa questa legge specifica, o io potrei restare dove sono». Nel frattempo il deputato si dice tranquillo e continua a lavorare come ha sempre fatto «Malgrado qualcuno pare proprio che ce l’abbia con me», conclude- Tra pochi giorni si registrerà la decisione dell’aula di Montecitorio, che potrebbe confermare l’ineleggibilità del parlamentare o, in alternativa, chiedere un supplemento d’istruttoria.

LA DECISIONE DELLA GIUNTA PER LE ELEZIONI DELLA CAMERA
La giunta per le elezioni della Camera ha votato la decadenza dalla carica del parlamentare Udc Peppe Drago. Si tratta dell’avvio formale della procedura che, come secondo passaggio del regolamento, prevede il contraddittorio con la stesso parlamentare Udc. Il contraddittorio è stato fissato per il 6 ottobre. Subito dopo si registrerà il voto dell’aula di Montecitorio. Peppe Drago è stato condannato in Cassazione per peculato; nel 1998, nella sua qualità di presidente della Regione, infatti, il parlamentare non rendicontò 238 milioni delle vecchie lire del fondo riservato alla presidenza. Questa la motivazione della sentenza che ha interdetto Peppe Drago dai pubblici uffici fino al giugno del 2012.

All’inizio del mese lo stesso deputato è stato condannato in appello dalla Corte dei Conti a risarcire lo stato di 123 mila euro, ovvero l’equivalente dei 238 milioni del fondo riservato utilizzati. La giunta prima di decidere per la decadenza ha valutato l’ipotesi di una sospensione temporanea dalla carica di deputato per Drago grazie ad una modifica del regolamento ma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un colloquio con Maurizio Migliavacca, presidente delle giunta per le elezioni, si è opposto a questa soluzione.

Stando ai verbali della seduta della Giunta delle elezioni, a favore della soluzione che porterà al voto in aula sulla decadenza della carica di Drago si sono espressi gli onorevoli Maria Piera Pastore (Lega Nord Padania), Pino Pisicchio (Misto – Alleanza per l’Italia), Donata Lenzi (Partito Democratico), Andrea Orsini (Popolo della Libertà), Maurizio Migliavacca (Partito Democratico).

Contro la proposta si è invece schierato il deputato dell’Udc, collega di partito di Drago, Angelo Cera. Secondo l’esponente dell’Udc il caso dovrebbe essere risolto attraverso un intervento legislativo e ritiene dunque che la Camera non debba «dichiarare la decadenza del deputato Drago dal mandato parlamentare in quanto, qualora ciò avvenisse, si creerebbe un vulnus costituzionale al principio della rappresentanza elettiva». Cera ha poi fatto notare come i comportamenti contestati a Drago siano stati commessi da più presidenti di regione nel corso degli anni, una sorta di attenuante «mal comune».