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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:09 - Lettori online 1636
RAGUSA - 21/06/2010
Politica - Ragusa: per mantenere i corsi universitari

Università: tra Catania e Ragusa accordo di transazione

La firma al documento è stata apposta nella sede del rettorato a Catania Foto Corrierediragusa.it

Catania e Ragusa hanno firmato l’accordo di transazione per mantenere i corsi universitari a Ragusa nel prossimo anno accademico. La firma al documento è stata apposta nella sede del rettorato a Catania dal rettore dell’università Antonio Recca, dal sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, dal presidente della provincia Franco Antoci, e dal vicepresidente del consorzio universitario Gianni battaglia.

La firma è l’atto finale di una vicenda apertasi dall’inizio dell’anno e che ha visto alti e bassi, contrapposizioni, passi in avanti e marce indietro per arrivare alla fine ad un epilogo che soddisfa le aspettative del territorio ragusano. Dal prossimo anno nella sede di Ibla funzioneranno due corsi di laurea all’interno della facoltà di Lingue, Agraria e Giurisprudenza. Sarà l’anno di transizione verso il quarto polo universitario che Ragusa dovrà costituire con Siracusa ed Enna, avendo ormai ottenuto l’autorizzazione del ministero dell’Università.

La convenzione prevede un piano di rientro articolato in quattro anni (dal 2010 al 2013) delle somme ancora dovute dal Consorzio ibleo (2,600 milioni di euro) in relazione a tutti i corsi di laurea tenuti sino all’anno accademico 2009-2010, e la copertura dei costi relativi a tutti i corsi di laurea attivati per il prossimo anno accademico.

L’accordo di transazione stabilisce inoltre l’assegnazione ufficiale della sede della facoltà di Lingue a Ragusa, anche nel caso di mancata costituzione del quarto polo universitario; in questo caso Lingue opererà come facoltà decentrata di Catania. Gli amministratori e lo stesso rettore Antonio Recca hanno dichiarato la loro soddisfazione per la conclusione dell’accordo che dà ora certezze agli studenti ed alle famiglie anche se Ragusa dovrà essere pronta a rispondere ad un impegno oneroso non solo in termini finanziari ma anche di strutture e di servizi a favore di studenti e docenti.

(Nella foto da sx il senatore Gianni Battaglia, il presidente della provincia regionale Franco Antoci, il rettore Antonino Recca e il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale)

MPA FA LA VOCE GROSSA SUL CONSORZIO UNIVERSITARIO
Ci siamo anche noi, siamo stanchi e non vogliamo fare i donatori a vita. Il messaggio parte da Riccardo e Mimì Arezzo verso Nello Dipasquale e Franco Antoci. Ad Mpa non piace il modo in cui il sindaco di Ragusa ed il presidente della provincia stanno gestendo la questione del consorzio universitario; i due massimi rappresentanti Mpa in provincia tirano anche l’orecchio a Franco Antoci per quel rimpasto della giunta provinciale tante volte annunciato e mai concretizzatosi visto che nessun esponente Mpa fa parte della compagine amministrativa di palazzo del Fante.

Riccardo Minardo è senza peli sulla lingua «Antoci e Di Pasquale ricordino –dice il parlamentare Mpa- che il presidente della regione è stato decisivo per l’istituzione del quarto polo universitario ed ha destinato le risorse necessarie. Per tutta risposta Mpa è tenuto fuori dal consiglio di amministrazione del consorzio; così non va». A Riccardo Minardo non è piaciuto affatto il balletto seguito alle dimissioni di Giovanni Mauro con la cooptazione di Maurizio Tumino, vincono allo stesso Mauro, e quindi al Pdl Sicilia, e l’ipotesi di una presidenza, seppur a termine, di Franco Antoci. Dice Riccardo Minardo «E’scandalosa la spartizione politica a cui continuiamo ad assistere.

L’Mpa vuole continuare a contribuire a dare prospettive certe per lo sviluppo dell’università iblea considerato che il Presidente della Regione è leader del partito e crediamo sia nell’interesse di tutti che il movimento per l’autonomia non sia lasciato fuori dal cda. Sul fronte dell’amministrazione provinciale Riccardo Minardo ricorda che Mpa ha contribuito alla elezione di Franco Antoci che continua a fare l’orecchio da mercante nonostante il rinnovo del consiglio provinciale è in programma tra due anni. Insiste il leader Mpa «E’ finito il tempo di giocare ed è inderogabile l’avvio di un percorso per dare al Movimento quello che gli spetta, come era stato promesso dopo le elezioni, considerato la realtà importante che è diventato il movimento per l’autonomia sia a livello locale che regionale. E’ bene che Antoci si assuma le sue responsabilità, non perda tempo in altre cose».