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RAGUSA - 17/05/2010
Politica - Ragusa: potrebbero riunirsi i lealisti con gli scissionisti?

Minardo e Carpentieri "richiamano" Leontini e Incardona

Per il giovane parlamentare modicano tra lui e Leontini c’è un "problema generazionale" Foto Corrierediragusa.it

Il Pdl dei vecchi e quello dei nuovi. E’ la contrapposizione che in questi giorni sta tenendo banco in provincia. E, al pari del bizzoso clima che alterna giornate calde ad altre ventose, anche dal punto di vista politico la situazione è incerta. Eppure c’è chi predica stabilità, o meglio, unità. E’ il Pdl del nuovo che avanza.

Il parlamentare nazionale Nino Minardo, il vice presidente della provincia Mommo Carpentieri, il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, il primo cittadino di Comiso Giuseppe Alfano, l’omologo di Santa Croce Lucio Schembari, e il presidente del consiglio provinciale Giovanni Occhipinti, hanno ribadito il concetto di una squadra coesa, che mira ad eliminare quella spaccatura con i cosiddetti lealisti, nel nome di una politica omogenea, costruttiva, che faccia in primis gli interessi del territorio ibleo.

Un ramoscello d’ulivo teso al Pdl dei vecchi, che fa capo ad un Innocenzo Leontini, che, secondo Minardo, appare più propenso invece alla divisione, o meglio, alle alleanze di comodo, come quella con Carmelo Incardona, che rappresenta una piccola anomalia tutta ragusana. Il deputato vittoriese è difatti di risaputa fede finiana, ma è notorio che, a livello nazionale, non corra in questi giorni buon sangue tra lo stesso Fini e Berlusconi.

In questo senso Incardona sta rimescolando le carte, trovando in Leontini una valida sponda. Alleanze poco chiare che non convincono il Pdl delle forze fresche e della coesione. Ecco perché Minardo, Carpentieri, Dipasquale, Alfano, Schembari e Occhipinti si propongono come il nuovo Pdl in provincia, senza distinzioni di sorta, dualismi, divisioni o lotte intestine, perché c’è bisogno di un modo nuovo di fare politica, più vicino agli interessi della gente piuttosto che a quelli dei singoli esponenti di partito.
(Nella foto da sx Nino Minardo e Mommo Carpentieri)

L´OPINIONE DI NINO MINARDO: "INCARDONA MI DISORIENTA"
Non c’è pace nel Pdl ragusano; c’è chi tira da una parte e chi dall’altra ed anche chi tira dritto per conto suo. Tutto ruota attorno ai tre leader del Pdl he , come in un gioco a scacchi, ora avanzano, poi si fermano, fanno un passo indietro e due avanti. L’ultima mossa di Innocenzo Leontini di portare Carmelo Incardona dalla sua parte, ovvero il Pdl lealista, ha suscitato un commento piccato di Nino Minardo.

«Incardona? Non lo capisco, mi fa sbandare. Innocenzo Leontini divide e non cerca l’unità». Nino Minardo legge così le ultime mosse dei suoi colleghi parlamentari e compagni di partito. Nino Minardo tuttavia non si sente affatto nell’angolo, anzi. «E’ dal 2004, quando ho esordito come assessore alla provincia, che Innocenzo Leontini mi fa la guerra e non perde occasioni di ostacolarmi.

Mi ha portato fortuna perché ho fatto un po’ di strada da allora; i numeri del mio consenso sono là a dimostrarlo. Ricordo solo il risultato delle europee quando mi volevano ridimensionare ed invece Michele Cimino, il mio candidato, superò alla grande la prova rispetto agli altri candidati Pdl in provincia. Tra me e Leontini c’è forse un problema generazionale; io ricerco sempre il consenso, l’unità, lui fomenta le divisioni come ha fatto nel caso dell’incontro con Incardona escludendo di fatto un pezzo importante del Pdl. Voglio poi dire che con altri uomini vicini a Leontini, come i sindaci di Ragusa e di Ispica, io vado d’accordo, pur se abbiamo opinioni diverse; collaboro con loro, sono loro vicino, come nel caso di Rustico per il quale ho approntato una lista di sostegno alle prossime comunali».

Nino Minardo non mostra comunque di preoccuparsi più di tanto. «Ho la sensazione che mi vogliono isolare, ma non ci riusciranno. Io di certo non mi preoccupo, perché sono sempre al lavoro, sul territorio vicino al nostro elettorato in un momento difficile. Dobbiamo lavorare per la riappacificazione del Pdl ed invece ancora una volta Leontini disgrega. Pazienza, se ne assuma le responsabilità».

LA PAX POLITICA TRA LEONTINI E INCARDONA
A febbraio era stata bufera tra i due, con lo sbocciare della primavera fiorisce l’intesa tra Carmelo Incardona ed Innocenzo Leontini. Tra i due è scoppiata la pace , anzi sono andati molto più avanti mettendo in un angolo, almeno per ora, Nino Minardo ed il suo Pdl Sicilia.

«Io parlo con chi voglio – dice il capogruppo Pdl all’Ars - non devo sentirmi obbligato ad invitare nessuno anche perché quando è nato il gruppo Pdl Sicilia alla provincia nessuno ha avuto la cortesia di farmi almeno una telefonata e l’ho appreso solo dai giornali».

Visto come vanno le cose in casa Pdl a livello nazionale, con Berlusconi e Fini ormai separati in casa, suona strano che il parlamentare vittoriese, da sempre dichiaratamente finiano, ed Innocenzo Leontini, che lo scorso mercoledì ha varcato la soglia di palazzo Grazioli per discutere con Silvio della situazione politica siciliana, tornino a parlarsi dopo essersi tra l’altro scambiati accuse appena qualche mese fa a proposito di numeri ed alleanze alle ultime europee.

"Gatta ci cova", pensano Nino Minardo ed i suoi, che preparano la contromossa; l’invito nella sede di An di Innocenzo Leontini e del suo gruppo a palazzo del Fante può preludere ad un asse nuovo nella politica provinciale; Leontini infatti è da sempre contro il governo Lombardo e lo ha detto a Roma al tavolo del cavaliere, in provincia di Ragusa poi soffre il pressing di Nino Minardo che è la longa manus di Gianfranco Miccichè e non vede l’ora di metterlo alle strette.

Il tentativo è quello di creare un asse preferenziale con Carmelo Incardona che, almeno sulla carta, è organico al Pdl Sicilia ma è disponibile all’ascolto soprattutto quando si deve discutere di concorsi alla provincia e di futuri assetti nelle amministrazioni locali a cominciare da quella di Vittoria. Nino Minardo per il momento ha abbozzato « Leontini a parole invoca l’ unità del Pdl – dice il giovane parlamentare modicano - ma nei fatti taglia fuori metà del partito. Non fa altro che provocare ulteriori divisioni. Incardona? Ha cambiato idea tre volte negli ultimi tre mesi, forse sarà bene che prima faccia chiarezza con se stesso e poi con gli altri".