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RAGUSA - 07/04/2010
Politica - Ragusa: tutto il Pdl Sicilia si aggiunge al coro delle dimissioni del Consiglio di amministrazione

Sull’Ato la guerra politica per la leadership provinciale nel centrodestra

Salvo Mallia al posto di Gianni Vindigni e Riccardo Terranova assessore provinciale per rafforzare l’asse Minardo-Dipasquale. Ma nessuno dice che dopo l’approvazione del bilancio 2009 questo Cda si dimetterà entro giugno per fine mandato
Foto CorrierediRagusa.it

Sull’Ato i partiti del centrodestra stanno costruendo la campagna elettorale del 2011. In calce alle firme già raccolte per fare dimettere il Cda retto da Gianni Vindigni si aggiunge anche quella del capogruppo provinciale del Pdl Sicilia Silvio Galizia (nella foto). «Il Consiglio di amministrazione dell’Ato vada a casa- scrive Galizia- Nei giorni scorsi l’on. Nino Minardo ed il Sindaco di Ragusa Nello Di Pasquale avevano chiesto le dimissioni del Cda dell’Ato, in quanto responsabile di incapacità gestionale, e noi riteniamo che oggi, tale richiesta, vada rafforzata e condivisa, perché non è più possibile perdere altro tempo, data l’emergenza e l’urgenza della gestione dei rifiuti».

Così si esprime Silvio Galizia, portavoce del gruppo provinciale. Siamo in presenza di una petizione popolare contro Gianni Vindigni (Incardona), Franco Muccio (ex Dipasquale) e Concetta Vindigni (Udc). Un tiro al bersaglio iniziato dal sindaco di Ragusa, subito appoggiato dai sindaci dei comuni montani, ora continuato da quella parte del Pdl che politicamente è in antitesi con i lealisti di Innocenzo Leontini.

In nome della cattiva gestione della discarica di Cava dei modicani, già oggetto di indagine da parte della Guardia di finanza, si combatte una battaglia politica senza esclusione di colpi per la leadership provinciale. Tutta interna al centrodestra. Il centrosinistra, escluso Idv che di richiesta di dimissioni del Cda e di indagini giudiziarie aveva anticipato tutti, assiste a bordo campo alla diatriba fra i leader Nino Minardo, Innocenzo Leontini, Carmelo Incardona.

Secondo strategie occulte ma realiste, le dimissioni del Cda dell’Ato favorirebbero un ricambio veloce a viale del Fante. Per esempio un "promoveatur ut amoveatur" per Salvo Mallia alla presidenza dell’Ato e di Riccardo Terranova al suo posto come assessore di Franco Antoci. Se andasse in porto questa strategia, Nino Minardo accontenterebbe Terranova e Disquale rafforzerebbe l’alleanza con Minardo. L’ipotesi bolle nella pentola da tanto tempo che è diventata persino scotta. Un ragionamento che nasconde un pretesto: non si dice, per contro, la verità che questo Cda dell’Ato ha le ore contate per scadenza naturale. A fine aprile dovrà approvare il bilancio del 2009 ed entro giugno, se non prima, dovrà andare a casa per fine mandato. Le Ato scompariranno e di questo Cda rimarrà in piedi solo l’inchiesta giudiziaria divisa in 3 tronconi: Cava dei modicani; l’assunzione di mezza dozzina di impiegati; il piano della comunicazione.

Finora le «Fiamme gialle» hanno acquisito atti su tutto, ma hanno aperto solo i fascicoli della discarica. Il colonnello della Finanza Francesco Fallica, che da buon podista si reca spesso a piedi da Ragusa a Chiaramonte, fa pausa nei pressi di Cava dei modicani e vede con i suoi occhi lo stato di degrado che regna nell´ambiente circostante. E con la spinta del procuratore Carmelo Petralia vuole sapere di più sul perché non è ancora partita la raccolta differenziata, come viene pesata l’immondizia, chi la pesa e a quanto viene pagata. Questo è il primo filone dell’indagine per la quale i finanzieri hanno già sentito i sindaci interessati prima di aprire le orecchie su ciò che diranno gli altri indagati. Potrà finire in una bolla di sapone, come tante altre inchieste, ma per ora l’immondizia tiene desta l’attenzione di molte persone.