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RAGUSA - 17/09/2007
Politica - La Regione sollecita il consiglio provinciale

Il caso Poidomani va trattato
E Roccuzzo presenta ricorso

Intanto la gestione dell’Aapit finisce
all’attenzione della Corte dei conti
Foto Corrierediragusa.it

L’impressione è che i panni sporchi che il consiglio provinciale vorrebbe lavare in «famiglia» debbano invece essere esposti al pubblico ludibrio. Due i casi che non si vuole passino sotto silenzio: la presunta incompatibilità di Franco Poidomani (nella foto) con la carica di consigliere, e la gestione dell’Aapit (azienda autonoma per l’incremento turistico), su cui sta peraltro indagando la Guardia di finanza, nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura.

Il caso Poidomani suscita addirittura l’interesse della Regione, il cui assessorato alle autonomie locali ha inviato una lettera fin troppo chiara al presidente del consiglio Giovanni Occhipinti con la quale lo sollecita «a convocare immediatamente una seduta con all’ordine del giorno l’argomento, se non vuole incorrere in responsabilità amministrative». Il dirigente Rosolino Greco, evidentemente, non ama i giri di parole e preferisce puntare dritto al sodo, ribadendo che il parere espresso qualche settimana fa sull’incompatibilità di Poidomani, diretta conseguenza della carica di direttore dell’Asi di Ragusa che l’interessato ricopre, non può essere relegato agli archivi.

«Sarebbe stato opportuno ? prosegue Greco ? che l’argomento fosse affrontato, nell’interesse della giusta composizione dell’organo assembleare, sul piano giuridico, anche dissentendo dal parere reso». Un parere richiesto prima dal presidente pro tempore Riccardo Minardo, e poi dal consigliere Mpa Rosario Burgio. Greco si era subito attivato, e non ha affatto gradito la pressoché nulla considerazione riservata al suo atto, che bolla Poidomani come incompatibile. I dirigente è rimasto piuttosto infastidito anche dai sospetti adombrati sull’eccessiva solerzia, considerato che, per pareri inerenti vicende almeno di pari importanza, si attende persino mesi. «E’ anzi da apprezzare la velocità con cui ci siamo mossi, auspicando che diventi una prassi».

In consiglio si prende tempo. Il presidente Giovanni Occhipinti non ha, almeno per il momento, ritenuto opportuno rispondere a Rosolino Greco. Ciò lascia presupporre che la trattazione del caso sulla presunta incompatibilità di Franco Poidomani sia l’ultimo dei suoi pensieri.

Stesso discorso per il diretto interessato, il quale ribadisce che anche quando si candidò alla carica di sindaco rivestiva già la carica di direttore dell’Asi di Ragusa, e allora nessuno fiatò. E’ altrettanto vero che, se allora venne commessa una, per così dire, «leggerezza», ciò non significa per forza che si debba perseverare.

Anzi, nel caso il parere di Greco dovesse trovare ulteriori riscontri, si dovrebbe ringraziare che Poidomani non sia diventato sindaco. E’ chiaro che anche la situazione attuale, se risultasse del tutto fondata, scatenerebbe altrettante gravi conseguenze, destituendo di ogni credibilità il massimo consesso. L’incompatibilità di Poidomani, laddove fosse accertata, renderebbe in automatico nulli tutti gli atti finora prodotti dal consiglio. Un grave danno all’immagine e alla sostanza.

Intanto Paolo Roccuzzo, esperto del sindaco Nello Dipasquale e primo dei non eletti nei Ds, ha presentato ricorso. A questo punto il consiglio deve riesaminare il caso, anche perché questo organo è sovrano nella verifica delle ipotesi di ineleggibilità e incompatibilità dei singoli consiglieri, nonché nell’eventuale attivazione dei relativi procedimenti di contestazione a carico degli interessati, in caso di incompatibilità.

L’altro caso che qualcuno intende far fuoriuscire dall’aula consiliare è, come accennato prima, quello della gestione Aapit, proprio quando la scorsa settimana il consiglio ha approvato le variazioni al bilancio. In questo caso è l’opposizione a mettere, per così dire, i bastoni tra le ruote al massimo consesso.

Lascia però perplessi il fatto che lo stesso centro sinistra abbia fatto in modo di mantenere il numero legale, garantendo la presenza in aula all’atto dell’approvazione delle variazioni. Un numero legale che la maggioranza non sarebbe stata in grado di garantire, con appena nove consiglieri a verbale. Ad ogni modo, il consigliere Gianni Iacono dell’Italia dei Valori, ha ritenuto opportuno inserire anche questi atti nella corposa documentazione che, assieme agli altri esponenti del centro sinistra, invierà nei prossimi giorni alla Corte dei conti.