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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 826
RAGUSA - 09/01/2010
Politica - Ragusa: i vincitori e i vinti nella guerra interna al partito

Tutti pazzi per Nino. Leontini coordinatore provinciale Pdl?

I nuovi scenari prevedono anche l’azzeramento del Consorzio universitario e l’uscita di scena di Battaglia a Gurrieri. Minardo precisa: "Mauro è una risorsa, nessuno vuole isolarlo"

Senza un intervento forte e autorevole di Silvio Berlusconi, il Pdl in Sicilia sarà destinato a spaccarsi ineluttabilmente. Solo il Cavaliere, prima che lasci, può sanare la frattura isolana. In provincia di Ragusa prevale la forza di Nino Minardo, diventato il vero «asso pigliatutto» . Lo avevamo anticipato nel mese di ottobre, e qualcuno c’era rimasto male. Tutti quelli che erano con Giovanni Mauro oggi sono con Nino Minardo, Pdl Sicilia con la compiacenza di Gianfranco Micciché, ospite d’eccezione a Modica durante la «notte bianca».

L’obiettivo non tanto nascosto è isolare Mauro politicamente per costringerlo alle dimissioni dal Consorzio universitario il più presto possibile. Con l’azzeramento del vertice universitario è probabile che anche i due consiglieri Gianni Battaglia e Sebastiano Gurrieri dovranno lasciare il posto. Attualmente l’organo d’amministrazione è formato da Mauro presidente, Franco Antoci, Innocenzo Leontini, Saverio La Grua, Carmelo Arezzo per la Libera università, Battaglia e Gurrieri. Siamo alla resa dei conti. Si comincia dal Consorzio e si prosegue con tutti gli altri posti di sottogoverno e con il rimpasto alla Provincia.

Il rafforzamento della componente Micciché-Minardo, apre scenari nuovi nella politica ragusana iblea. Micciché avrebbe detto papale papale a Mauro di farsi da parte e in silenzio dalla scena politica, perché l’occupazione al Cipe basta e avanza. Il Pdl Sicilia punta ormai su altri soggetti politici. Un altro assessore alla Provincia. A ottobre circolava il nome di Riccardo Terranova. E’ disponibile il vittoriese ad accettare l’incarico quando manca poco tempo alle elezioni di Vittoria? Si pensa anche a qualche delega più forte per il vice presidente Girolamo Carpentieri, per esempio la tanto agognata delega allo Sport.

Che farà la componente minoritaria del partito se non ci dovesse essere una ricomposizione delle forze? Parliamo dell’altro leader ragusano Innocenzo Leontini, rimasto solo con il sostegno di Salvatore Mandarà e Salvatore Moltisanti, se anche questi due non decideranno di traghettare verso Nino Minardo.

Attualmente lo scacchiere provinciale vede 5 consiglieri schierati con il deputato nazionale modicano. Salvo Mallia, Giovanni Occhipinti, i 3 del Gruppo misto Silvio Galizia, Marco Nanì e Vincenzo Pitino. Ci sono ancora 3 consiglieri in posizione neutrale. Sono gli ex di An seguaci di Carmelo Incardona. Sebastiano Failla, Giuseppe Colandonio e Enzo Pelligra. Se anche questi 3 decidono di confluire nel Pdl Sicilia, la componente raggiungerà il numero di 8 consiglieri a 2. La matematica non è un’opinione.

E Innocenzo Leontini? Non è uno che s’arrende. Fa parte della corrente Castiglione e Alfano, con rispetto parlando forza di governo a Roma. C’è ancora un briciolo di forza per nominare Leontini coordinatore provinciale dei lealisti. Questo è il quadro politico che si prefigura nell’arcipelago del centrodestra. Ma in politica, si sa, umori e strategie variano come le condizioni del tempo d’una stagione instabile.

La precisazione del deputato nazionale Nino Minardo

Immediate le reazioni alle ipotesi che abbiamo cercato di fare alla luce della costituzione del gruppo Pdl-Sicilia in provincia di Ragusa. Il deputato Nino Minardo interviene immediatamente. «Condivido la sua analisi- dice al telefono - tranne il tentativo di isolare Giovanni Mauro. Egli è parte integrante del gruppo, una risorsa impegnata nel Cipe, lavora bene ed è sempre a disposizione della coalizione».

E sul Consorzio universitario, diventato all’improvviso l’ombelico della politica iblea, Nino Minardo ha le idee chiare. «Così non si può andare avanti-ammette senza ipocrisia- Ci stiamo interrogando sul futuro politico del Consorzio, fondamentale per la provincia e lo sviluppo dei ragusani. L’importante è sgombrare ogni dubbio sul tentativo di isolare Mauro».

Leontini possibile coordianatore Pdl dei lealisti? Minardo dribbla la provocazione. «Con Innocenzo abbiamo un ottimo rapporto sul piano personale, ma siamo distanti politicamente. Quello che è successo con la nascita del Pdl Sicilia è qualcosa di straordianario che rompe gli schemi nazionali. Abbiamo smosso le acque per cambiare molte cose. A qualcuno può sembrare una guerra, ma dalla guerra si costruisce la pace». Una pace che solo Silvio può volere e siglare. «Ci aspettiamo un intervento del premier- ammette Minardo- sarebbe provvidenziale».