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RAGUSA - 12/07/2009
Politica - Catania: intervista al segretario catanese del Movimento dei Federalisti Europei

Federalismo Europeo sull’esempio di Spinelli

Un recente congresso a Catania ha rilanciato il movimento. Dal manifesto di Ventotene all’ingresso della Turchia in Europa

Nel corso del recente congresso organizzato dal movimento dei federalisti europei di Catania, sezione Giusso - Montemagno, abbiamo rivolto qualche domanda al segretario catanese del movimento Fausto Vecchio, Assegnista di Ricerca di Diritto Costituzionale alla Facoltà di Scienze Politiche nonché direttore dell´organo di stampa del Movimento Federalista "L´Unità europea".

-Quando nasce?
Il Movimento è un´associazione politica non partitica che ha come finalità quella di portare avanti il progetto di integrazione europea. Già nel 1943 a Milano Altiero Spinelli assieme ad altri grandi nomi come Ernesto Rossi e Eugenio Colorni si riunivano clandestinamente per portare avanti la teoria federalista. Essi sostenevano che il nazismo e le dittature erano il frutto della divisione politica dell´Europa. Al contrario l´apertura delle frontiere e la facilitazione degli scambi commerciali avrebbero favorito il dialogo e il progresso della Pace.

- Quali percorsi il movimento federalista ha intrapreso?
«Il federalismo di Spinelli che trova le sue ragioni teoriche nella sua carta "costituzionale", ovvero il manifesto di Ventotene, ha voluto seguire un percorso congiunto cercando di legare l´aspetto del mercato economico europeo alla struttura politico istituzionale del continente. Infatti, due sono gli aspetti che fanno l´Europa. Il primo è la struttura politica e il secondo è il mercato. L´attuale Sistema Europeo purtroppo ha puntato solo su quest´ultimo
aspetto a discapito di un soggetto politico fortemente rappresentativo».

- Cos´è il manifesto di Ventotene?
«E´ il testo base in cui vennero raccolte le idee sul federalismo. Nel 1941 quando Altiero Spinelli era confinato a Ventotene assieme ad altri intellettuali scrisse le sue idee su un foglio e riuscì a farle giungere nella terra ferma attraverso il trasporto dei fogli all´interno di un pollo. La moglie di Spinelli Ursula Hirschmann raccolse il documento e lo diffuse in
seguito».

- Che vuol dire essere europeisti oggi?
«Distinguerei il termine europeista da quello di federalista. Essere europeista oggi significa credere fortemente in un modello politico europeo realizzato attraverso lo strumento federale».

- Come realizzare questo progetto?
«Attraverso due percorsi. Il primo potrebbe essere quello dell´Europeismo intergovernativo, basato su degli accordi tra Stati; il secondo quello che si avrebbe sulla base del modello di Spinelli; cioè creando istituzioni politiche europee capaci di governare la legge del mercato».

- Chi era Altiero Spinelli?
«Era l´emblema del 900. Spinelli nasce comunista e per questo durante il fascismo viene confinato a Ventotene. Viene allontanato anche dai suoi stessi compagni di partito. Si definì infatti "esule fra gli esuli". Lui aveva abiurato la dottrina comunista in favore del pensiero europeista. Nel 1952 inizia la sua battaglia convincendo Alcide De Gasperi ad appoggiare le idee riguardo alla costituzione di una Comunità Europea di difesa . Negli anni 70 è eletto commissario europeo, ma solo la creazione di un Parlamento Europeo avrebbe consentito di fare il salto. Altiero Spinelli ha gettato le base sui più moderni principi su cui si basa oggi l´Europa; dalla politica della sussidiarietà a quella ambientale».

- Quali grandi nomi si sono avvicinati al federalismo europeo?
«Luigi Sturzo credeva molto nel federalismo ed era un europeista convinto. Piero Calamandrei, noto giurista, scriveva nel nostro giornale, così anche Adriano Olivetti è tra i fondatori del giornale. Per non parlare di Norberto Bobbio il quale scrisse la prefazione della prima uscita dell´Unità europea. Oggi il Presidente del Mfe è un allievo di Bobbio, il professore Lucio Levi. Persino Giorgio Napolitano nel 2005 è venuto a Catania alla facoltà di Scienze
Politiche per commemorare la giornata dell´Europa. Non appena eletto Presidente della Repubblica ha voluto che la sua prima uscita istituzionale partisse da Ventotene».

-Alla luce delle ultime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, cosa ne pensa del calo dell´affluenza alle urne?
«Questo modello di Europa genera disinteresse. Il parlamento per un lungo periodo ha avuto funzioni solo consultive. Il cittadino si sente distante dalle istituzioni europee perché sa di non essere coinvolto abbastanza».

- Favorevole all´ingresso della Turchia in Europa?
«Sono favorevole all´ingresso della Turchia in Europa, perché fino ad ora l´Europa ha promesso alla Turchia di entrare a condizione di comprimere le loro prerogative nazionali con una relativa compressione della loro stessa sovranità nazionale. Sono altresì consapevole delle enormi differenze tra l´Europa e la Turchia, ma tornare indietro sarebbe troppo rischioso.

- Parliamo del Congresso dell´MFE di recente tenutosi a Catania.
«Il Congresso premia l´attività svolta da un ottimo gruppo di ragazzi catanesi che mi ha collaborato e segna il raggiungimento di un tappa importante. Esso chiude un percorso iniziato tanti anni fa che ha visto la proliferazione del numero dei tesserati; la conclusione di attività di formazione in collaborazione con l´Università di Catania e la realizzazione dell´ormai noto Caffè Europeo. Quest´ultimo è un incontro periodico che si tiene presso la sala Museum dell´Università al quale partecipano vari relatori. E´ occasione di confronto e dibattito su alcuni temi scelti inerenti all´Europa. Le posso fare qualche nome di relatore: Relatori sono stati Filadelfio Basile che ha partecipato alla redazione del testo della Costituzione Europea, Luigi Moccia, Preside della Facoltà di Scienze Politiche di Roma III e Presidente della conferenza italiana dei Presidi di Scienze Politiche od anche Alfonso Iozzo Presidente della Cassa Depositi e Prestiti e Delegato della Banca San Paolo».

- Progetti per il futuro?
«Sì, altre attività di formazione sicuramente. Il Caffè Europeo potrebbe svanire anche se ha avuto un successo enorme soprattutto negli ultimi anni. Stiamo progettando di creare un inter gruppo federalista in seno al consiglio comunale di Catania. Da poco è stata assegnata a Catania la Redazione della rivista L´unità Europea che mi onoro di dirigere. Potrebbero esserci attività in futuro di Cineclub con relativo Forum e discussione».