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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 979
RAGUSA - 04/06/2009
Politica - Ragusa: il coordinamento cittadino ha affrontato il problema nuovi ingressi

Battaglia & co: "Nel Pd si rientra a queste condizioni"…

Partito aperto e chiuso: accesso dopo le elezioni (o forse in prossimità della chiusura del tesseramento del 21 luglio) e senza scavalcare gli organismi locali

I problemi del Pd sono stati discussi dal coordinamento cittadino di Ragusa e dal vice segretario regionale Tonino Russo. E’ stato stilato un documento conclusivo di quelli che dicono e non dicono, da interpretare sottilmente fra le righe. L’Innominato non viene giustamente citato, ma i lavori del coordinamento alla presenza di Tonino Russo sono stati dedicati a Lui, Gianni Battaglia, il cui re-ingresso nel Pd deciso dai vertici regionali e stoppato da quelli locali diventa un piccolo giallo.

Nel terzo paragrafo del documento Gianni Battaglia e il suo gruppo ex Sinistra democratica possono entrare nel partito ma a determinate condizioni; nel quinto paragrafo si mettono in attesa che il Pd a livello locale si riservi la legittimità «a governare il processo di inclusione e di partecipazione alla vita interna ed agli organismi dirigenti locali, declinando tempi e forme che garantiscano la dignità di tutti».

Questa la sintesi del documento in stretto «politichese» redatto a 12 mani, ovvero dalle menti dei 6 coordinatori: il segretario Pippo Digiacomo, il vice Tuccio Di Stallo, il deputato regionale Roberto Ammatuna, i vece segretari cittadini Vito Frisina e Giorgio Massari, il capogruppo consiliare Nino Barrera, che appena sente il nome di Giuseppe Calabrese possibile «compagno» di partito e di gruppo consiliare Pd gli scatta una preoccupante forma di tachicardia.

Pd, partito aperto. Si legge al terzo paragrafo: «Il carattere del Pd di Ragusa quale partito aperto alla società e alle nuove generazioni, senza nomenclature né caste da difendere, inclusivo verso chiunque ne condivida valori, progetti e regole e voglia impegnarsi per il bene comune ed il rinnovamento della democrazia e della società, ovviamente nel rispetto della comunità di uomini e donne che nel tempo si sono impegnati e hanno fatto crescere il Pd nella società e nelle istituzioni».

Pd locale unico soggetto legittimato a governare i processi di inclusione e di esclusione. Si legge nel quinto paragrafo: «Fatta salva la legittimità e la generale opportunità di aver favorito l´ingresso nel partito di nuovi membri, è proprio del livello locale governare il processo di inclusione e di partecipazione alla vita interna ed agli organismi dirigenti locali, declinando tempi e forme che garantiscano la dignità di tutti».