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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 737
RAGUSA - 11/05/2009
Politica - Ragusa: Raffaele Lombardo fa proseliti eccellenti al teatro «Salesiani»

Solarino entra in Mpa, D’Amato resiste. Già rotto il «Patto»

Grandi movimenti a un mese dal voto europeo. D’Amato: «In politica mai dire mai, ma in campagna elettorale certe cose non le faccio»

Al forte pressing dell’Mpa di Raffaele Lombardo, Tonino Solarino non resiste e cede. Soprattutto se a pressare sono leader della caratura di Lino Leanza, nel pomeriggio, e Lombardo stesso durante la convention al centro Salesiani, proprio nel «regno» di Tonino Solarino. Le candidature europee sono chiuse, ma appresso ci saranno le regionali e le nazionali, e Solarino ha la statura per avere nell’Mpa ciò che non ha avuto nella Margherita prima e nel Pd dopo. Luigi D’Amato, pur tentato in tutti i modi, per ora preferisce allungare i tempi. Non chiude la porta, più avanti si vedrà.

Il "Patto per Ragusa" siglato il 2 aprile al Montreal non esiste più. Un mese e 9 giorni dopo è stato frantumato dall’adesione di Solarino all’Mpa. «Il tempo dirà se possiamo trovare spazio credibile nei partiti» aveva detto Solarino durante la conferenza stampa con D’Amato; il tempo ha deciso in fretta: l’ex sindaco farà campagna elettorale con l’Mpa, a fianco di Riccardo Minardo, che tanto ha lavorato per portarlo con sé da quando Solarino non ha aderito al Partito democratico.

Ha resistito Luigi D’Amato, anch’egli tentato da Lombardo per rientrare nel partito di origine. Addio, dunque, al "Patto per la Provincia" che guardava al Partito della Nazione in costruzione a Roma ad opera di Pierferdinando Casini. In politica si coglie l’attimo, e quando arriva inutile indugiare.

«Non si fa campagna acquisti in piena campagna elettorale- dice Giuseppe Mascolino- segretario vittoriese di Progetto Vittoria, il movimento creato da D’Amato dopo la fuoruscita dall’Mpa- Anche D’Amato è stato tentato ma ha resistito».

Il presidente del Consiglio di Vittoria è reduce da un giorno stressante e da mille tentazioni, che per un cattolico come lui sono peccato solo a pensare. «In politica mai dire mai- dice un D’Amato di poche parole- non ho ritenuto opportuno aderire sotto elezioni. In tempi diversi, forse. Dopo? Bisogna vedere le condizioni, me ne sono andato per mancanza di serenità, se c’è ritorno altrimenti no». A questa domanda dovrebbero rispondere Mario Mascolino e Concetta Fiore, i due consiglieri comunali che avevano tolto la serenità a Luigi D’Amato.

(Nella foto da sx Raffaele Lombardo e Tonino Solarino)