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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 1130
RAGUSA - 01/05/2009
Politica - Ragusa: indigesta alla maggioranza la pillola indorata prescritta dal Pri

Ragusa: nulla cambia sul regolamento gemellaggi

Dilemma Calvo: lasciarlo in giunta o aprire una guerra per la successione?
Foto CorrierediRagusa.it

E´ tornato in consiglio comunale il regolamento sui gemellaggi, licenziato poco più di un anno fa, con voto unanime (quasi un evento!), dalla civica assise. Un regolamento necessario per attingere ai fondi europei, ma ad oggi inutilizzato. Svaniscono i soldi comunitari, ma si "rinverdiscono" le polemiche, con il centrosinistra assatanato contro giunta e maggioranza.

Era stato l´assessore Gino Calvo (nella foto) ad imporre alla giunta una serie di innovazioni al regolamento. Ma dall´aula, l´articolato pur rivisitato dall´esecutivo, è uscito "tale e quale" a quello voluto un anno prima dal civico consesso (salvo pochi fronzoli). I desideri di Gino Calvo, insomma, non hanno fatto breccia nei cuori dei consiglieri, che hanno rigettato le innovazioni più salienti.

Infatti, continuerà ad essere il sindaco Nello Dipasquale a presiedere l´assemblea e non l´assessore, come invece veniva proposto; viene escluso qualsivoglia gettone di presenza, come d´altro canto impongono le norme per contenere i costi della politica;
si fa obbligo di utilizzare per le adunanze locali del Comune, facendo di fatto svanire la possibilità di locare immobili "esterni"; è garantita la presenza dei sindacati più rappresentativi che Calvo voleva tagliare fuori.

Tutte previsioni che la giunta, rispetto al regolamento già approvato, aveva cassato. Ma che maggioranza ed opposizione, pur tra mille polemiche e veleni, hanno reintrodotto. I consiglieri di minoranza sparano a zero contro Calvo e l´amministrazione, rei di aver imposto al consiglio una seduta inutile e dispendiosa. Nella maggioranza si getta acqua sul fuoco, parlando di opportuno approfondimento.

Fuori dai canali ufficiali, spunta però quella che la minoranza giura essere la "vera la verità". Le recenti dimissioni del consigliere repubblicano Rita La Terra (moglie dell´assessore Calvo) dalla presidenza della V commissione consiliare, avevano un prezzo politico da pagare. La Terra, in più occasioni assurta a protagonista di
atteggiamenti invisi ai colleghi di centrodestra e persino al sindaco Dipasquale, andava... rimossa, ma la maggioranza avrebbe dovuto pagare un paio di "cambiali" per tali dimissioni.

Tra le obbligazioni da onorare, anche gli incomprensibili desideri di Calvo sul regolamento per i gemellaggi. D´altro canto, cacciando Rita La Terra dalla maggioranza e, conseguenzialmente il marito Calvo dall´amministrazione, in seno al centrodestra si rischierebbe la "faida" per l´avvicendamento. Perché se è vero che un consigliere in meno poco importa alla maggioranza, i veri problemi nascono nel momento in cui si deve assegnare l’assessorato di Gino Calvo.

I pretendenti nella coalizione di maggioranza sono tanti. Nella lista d’attesa troviamo Salvatore Fidone dell’Udc, partito che occupa già molti incarichi; Filippo Frasca di Azione popolare; Filippo Angelica della lista civica in appoggio all’Udc; Giuseppe Cappello, capogruppo di Ragusa soprattutto; Pippo Occhipinti segretario della stessa lista e infine gli eletti nella lista Dipasquale sindaco. Su chi cadrebbe la scelta? Dipasquale forse pensa che sia meglio «sopportare» la situazione attuale che rompere un equilibrio difficilmente ripristinabile per soddisfare le tante bramosie di assessorato che ci sono.