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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 828
RAGUSA - 03/02/2009
Politica - Ragusa - Sono maturi i tempi per nuovi cambi di casacca

Mpa, in arrivo 3 consiglieri: Nicosia, Zelante, Abbate?

Barrera (Mpa): "Non ci pieghiamo e la gente ci premia". Battaglia riflette sul suo futuro: "Altre scissioni sono perdenti"
Foto CorrierediRagusa.it

In vista dei congressi si prevedono grandi novità nei partiti politici. L’Mpa avrà un ruolo da protagonista. Si prevedono nuovi ingressi nel movimento formato da Raffaele Lombardo. Tre consiglieri sarebbero pronti a confluire dentro il partito autonomista. L´esponente provinciale de La Destra, Ignazio Nicosia (nella foto), è pronto a dichiararsi in un primo tempo indipendente per andare dopo nell’Mpa.

A Vittoria il consigliere comunale ex Udc Roberto Zelante, attualmente indipendente, è a un passo dal confluire nel partito di Riccardo Minardo, il primo ad aprire le porte a Zelante: «E’ una persona per bene- disse commissario-e noi le persone per bene le facciamo entrare». Zelante è già componente del dipartimento sanità dell’Mpa.

Anche a Modica Ignazio Abate, dopo la rottura con Sinistra democratica, è vicinissimo all’Mpa. Tre consiglieri in un sol colpo che andrebbero a colmare i vuoti provocati dalle recenti partenze. Oltre a detentori di cariche istituzionali, si prevede che altri soggetti politici di primo piano del passato guardino con grande simpatia all’Mpa.

Pietro Barrera, consigliere provinciale Mpa, conferma l’interesse che ruota attorno agli autonomisti. «E’ vero, c’è grande attenzione nei confronti del nostro partito- dice Barrera, ex assessore provinciale- sicuramente per i comportamenti lineari e corretti che l’Mpa assume nei confronti della politica. L’Mpa non è prono e mai accondiscendente con i vecchi metodi della politica. Vedi il governo della Regione Sicilia. Lo abbiamo dimostrato dicendo no a Vittoria e ad altre giunte dove non ci sono le condizioni ideali per entrare».

Tuccio Di Stallo e Pippo Digiacomo, grandi nemici ieri, grandi alleati oggi, hanno chiuso la porta in faccia a Gianni Battaglia, uomo di peso e di spessore della politica ragusana. Parafrasando e traducendo un vecchio motto siciliano, gli avrebbero detto «dove hai trascorso l’estate trascorri anche l’inverno».

Nello staff di Gianni Battaglia qualcuno sarcasticamente afferma che nel Pd ormai può entrare solo gente che non ha peso elettorale né testa. Alle polemiche l’ex senatore preferisce il ragionamento, e lui oggi ragiona con D’Alema e Veltroni, mica con i dirigenti locali. E si fregia d’avere ricevuto l’invito, oltre che dal Pd, da Antonio Di Pietro e da Rifondazione comunista.

All’uscita da Montecitorio, dove è sempre di casa, il senatore risponde al cellulare: «Non ho condiviso le posizioni di Giuseppe Fava, né l’idea di spaccare ancora la sinistra e me ne sono andato. Le frammentazioni non servono più, sono perdenti. Non commento le dichiarazioni di Digiacomo e Di Stallo. Dico solo che i partiti sono libere associazioni dove si può entrare dai 16 anni in poi a prescindere dal culto e dal colore della pelle. Che faro? Giorno 8 febbraio avremo un seminario con tutti gli ex di Sd a Donnafugata e decideremo cosa fare».

Di certo, Gianni Battaglia fa paura. Un suo rientro sarebbe ingombrante e ridurrebbe gli spazi di un territorio già rimpicciolito. Riaffiorano alla mente gli ultimi congressi del Pd fatti al Centro Salesiani e a villa Di Pasquale e le guerre di corrente fra Digiacomo e Aiello da una parte e Battaglia dall’altra, con Salvo Zago colomba di pace senza grande successo.