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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1142
RAGUSA - 31/01/2009
Politica - Ragusa - La "carica dei 103" Consigli provinciali contro i denigratori

Antoci e Occhipinti: «Nessuno tocchi le Province d´Italia»

Approvati due ordini del giorno per il mantenimento e il potenziamento. Iacono (Idv) e Nicosia (La Destra) si astengono
Foto CorrierediRagusa.it

Franco Antoci mutua una frase di Giorgio Napolitano per difendere l’ente che dirige: «Mi raccomando, crescete ma «non» moltiplicatevi». Il presidente della Repubblica- specifica Antoci- ce lo disse quando andammo a fargli visita. E il senso della battuta va colto appieno per dare più competenze alle province>.

Contro coloro che vogliono eliminare gli enti locali ritenuti inutili e organismi spreca soldi, i 103 Consigli d’Italia hanno fatto quadrato riunendosi in contemporanea per gridare un «no» sdegnato. Fra questi, anche il Consiglio di viale del Fante, per fermare quella che viene definita la «campagna denigratoria contro le istituzioni territoriali che costituiscono il presidio pluralistico e democratico di un’articolazione della Repubblica italiana».

Il presidente Giovanni Occhipinti ha sollecitato il Governo nazionale e il Parlamento alla «rapida approvazione di norme per la semplificazione e la razionalizzazione delle funzioni di ogni livello di governo previsto dalla Costituzione, a partire dall’approvazione del disegno di legge delega sul federalismo fiscale e dalla presentazione in Consiglio dei ministri del complesso dei provvedimenti relativi all’individuazione delle funzioni fondamentali dei Comuni e delle Province e alla scrittura della nuova Carta delle Autonomie locali».

Anche il presidente Franco Antoci, in qualità di vice presidente nazionale dell’Upi, ha fatto la voce grossa per dire basta «alla campagna denigratoria che con facile demagogia viene portata avanti negli ultimi mesi. Chiediamo che sia definito chiaramente il ruolo delle province, perché esse abbiano funzioni di governo del territorio, di programmazione e di pianificazione, e perché siano ricondotte in modo organico in capo alle stesse le funzioni di governo di area vasta di diversi organismi ed enti intermedi come l’Ato Idrico e Ambiente, le Comunità montane, i Consorzi di bonifica e gli altri enti decentrati delle regioni».

Tutti d’accordo: Giuseppe Digiacomo (Pd), Roberto Ammatuna (Pd), Innocenzo Leontini (Pdl), l’ex senatore Gianni Battaglia. Per i consiglieri provinciali sono intervenuti Salvatore Moltisanti (Fi), Fabio Nicosia (Pd), Pietro Barrera (Mpa), Alessandro Tumino (Sd), Enzo Pelligra (An), Ettore Di Paola (Udc), Silvio Galizia (Azzurri verso il Pdl). Giovanni Iacono e Ignazio Nicosia, uniche voci fuori dal coro, nei loro interventi si sono astenuti.

Il capogruppo Giovanni Iacono spiega l’astensione con una filippica vera e propria. «Se è vero che i compensi per amministratori rappresentano solo lo 0,89 % dei costi delle province è vero anche che la gestione del resto, spesso, è basata su logiche particolari e clientelari e poco sugli investimenti allo sviluppo delle comunità.

Quanto abbiamo stigmatizzato, non coinvolge solo le province ma anche il resto degli enti a cominciare dalle regioni (e la Sicilia si caratterizza in termini del tutto negativi) e a continuare agli Ato, ai consorzi di qualsiasi genere, agli Iacp, ecc. dove i partiti, destra e sinistra, che ieri hanno compattamente votato gestiscono e dirigono risorse pubbliche.

Alla Regione siciliana, dopo le tante multe che pervengono dall’UE per inadempienze alle norme dell’Ambiente e dei rifiuti sono riusciti a fare perdere ben 2 anni di Fondi POR 2007-2013 e siamo già nel 2009. Danni incalcolabili per l’economia dei territori. Nell’intervento abbiamo anche chiesto, convinzione che abbiamo da sempre, di avviare il dibattito sulla utilità o meno delle Regioni».