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RAGUSA - 31/12/2008
Politica - Ragusa - Colpo di coda degli assessori provinciali di Forza Italia

Mallia, Carpentieri e Monte
si autosospendono dalla giunta

Per la mancata nomina di 4 dirigenti «azzurri» e la proroga di 3 mesi al direttore Nitto Rosso. Antoci: «Tutto pretestuoso»
Foto CorrierediRagusa.it

Coliche addominali ancor prima del cenone di fine anno nell’amministrazione provinciale. I 3 assessori di Forza Italia si sono autosospesi dagli incarichi in attesa di una verifica con il presidente Fanco Antoci (nella foto insieme ad un Raffaele Monte piuttosto infastidito). Quest´ultimo, Salvatore Mallia e Girolamo Carpentieri hanno comunicato ad Antoci il loro disimpegno in attesa di chiarimenti politici. Che tipo di chiarimenti?

Secondo quanto trapela da viale del Fante, Forza Italia è diventata all’improvviso insofferente per la «mancanza di collegialità nella scelta delle strutture burocratiche dell’ente». Via il politichese, significa che non hanno gradito la proroga di ulteriori 3 mesi nella carica di direttore generale a Nitto Rosso. Inoltre, Forza Italia contesta la mancata nomina di 4 dirigenti in quota «azzurra», fra cui l’attuale assessore comunale Giancarlo Migliorisi e il funzionario dell’Urp provinciale Salvatore Guadagnino.

Abbastanza per fare scattare un ammutinamento inaspettato nei confronti di Franco Antoci. Il presidente è tanto serafico quanto imprevedibile: potrebbe di sua sponte ritirare la delega ai 3 assessori, azzerare tutto e andare alla verifica a bocce ferme dopo il Capodanno. Chi dice che Antoci non è in grado di compiere un atto così decisionista si sbaglia, perché c’è un precedente. Mentre il presidente era in Cina l’assessore Salvo Mallia andò oltre i suoi compiti per una delibera inopportuna e Antoci gli ritirò la delega.

Non si arriverà a tanto, perché Antoci alla vigilia dell’anno nuovo è abbastanza tranquillo. Si dice che i registi occulti della fronda forzista siano Nino Minardo e Innocenzo Leontini. Loro, gli acerrimi nemici in campagna elettorale, alleati di ferro in questa circostanza contro il presidente. Che per quanto sappiamo, diventa granitico appena sente odore di ricatto politico.

«Io non voglio dare peso a queste sue teorie – risponde il presidente al telefono- La parola ricatto non mi piace, ma è chiaro che non posso cedere a nessuna pressione. Anche perché il gesto di Forza Italia mi sembra piuttosto pretestuoso. Mi chiedono di accelerare i 4 bandi per dirigenti, le cui domande non sono state ancora esaminate. Ho concesso la proroga a Nitto Rosso perché non potevo lasciare tutto nel vuoto. Sono sereno, anche perché Forza Italia da me ha avuto sempre la massima collaborazione. Sintonia fra Nino Minardo e Innocenzo Leontini? Non lo, lo sta dicendo lei».

Alla ripresa dei lavori il presidente Antoci incontrerà i dirigenti di Forza Italia per chiarire. E dovrà affrontare anche il nodo spinoso dell’altro Minardo, Riccardo dell’Mpa. Il quale pressa per portare in giunta provinciale il suo partito. «Non è all’ordine del giorno- chiosa Antoci- Vero che l’Mpa ha risolto i problemi a Vittoria, ma a Modica ce n’è aperto un altro ancora più grosso».