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Domenica 21 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 1:23
RAGUSA - 06/03/2018
Politica - L’eclatante 28-0 dei grillini

Il "cappotto" del M5S in Sicilia ricorda quello di 17 anni fa

I pentastellati eleggono 53 parlamentari in tutto, 28 nell’uninominale e 25 nel proporzionale Foto Corrierediragusa.it

A distanza di ben 17 anni (il tempo passa veloce) in Sicilia c’è un altro «cappotto». Allora furono gli azzurri di Gianfranco Miccichè a spazzare il centrosinistra con un 61-0 diventato ormai storico. Altrettanto si può dire del 28-0, forse ancora più eclatante, del M5S che nell’arco di cinque anni è diventato la prima forza politica dell’isola. I pentastellati portano 28 deputati eletti nell´uninominale e 25 nel proporzionale. Una "pattuglia" consistente che fa 53 parlamentari in tutto. Il M5S ha vinto in tutti i collegi uninominali e nel proporzionale è in eccesso anche di voti visto che potrebbe eleggere altri parlamentari ma, paradossalmente, i candidati nelle liste sono risultati insufficienti. Tutto da vedere come il "Rosatellum" sarà applicato in questa fatttispecie, se saranno "ripescati altri candidati pentastellati di altre regioni o i voti siciliani andranno a vantaggio di altre liste. E´ stato l´effetto del50 per cento di media di consensi che, tra le altre cose, ha spazzato molta della nomenclatura siciliana. E’ caduta una testa come quella di Saverio Romano che negli ultimi venti anni ha dominato la scena soprattutto nella Sicilia occidentale, a Catania cade il re delle preferenze del centro sinistra Luca Sammartino, e con lui il più volte assessore regionale Giovanni Pistorio, e il nipote di Raffaele Lombardo, Giuseppe.

Piange il Pd che non va oltre il 18 per cento e paga per scelte sciagurate soprattutto nelle formazione delle liste perché Renzi ha catapultato anche in Sicilia nomi venuti da lontano come l’ex ministro Boschi, eletta a Ragusa così come a Bolzano, ignorando le risorse locali. Nel centro destra Forza Italia deve ingoiare l’onda grillina perché gli azzurri sono stati percepito come forza di sistema e legata ai vecchi meccanismi della politica. Gli elettori hanno puntato sul M5S che porta a Roma alcuni parlamentari uscenti ma tanti volti nuovi. Il M5S ha avuto il merito di essere presente con i suoi uomini di punta sul territorio che hanno battuto a più riprese tutte le provincie dell’isola. In prospettiva il risultato delle Politiche farà sentire i suoi effetti sulle prossime amministrative di maggio quando si voterà in molti comuni siciliani ed il M5S diventa sin da ora l’avversario da battere e certamente con cui fare i conti.

GLI ELETTI
Al Senato nel collegio uninominale di Siracusa e Ragusa vince Pino Pisani, ex vicesindaco di Augusta, con il 53 per cento dei voti doppiando la siracusana Mariella Muti che si ferma al 28 per cento. Maria Concetta Furnari del centrosinistra è buona terza con il 13 per cento, la ragusana Franca Antoci solo quarta con quasi il 3 per cento. I sedici seggi assegnati alla Sicilia orientale per il plurinominale al Senato andranno sei al M5S, altrettanti al Centro destra, 2 al Centro sinistra e altri due sono ancora in bilico in attesa dei risultati definitivi.

Anche alla Camera il M5S fa il pieno ed elegge Marialucia Lorefice nell’uninominale con il 52 per cento dei voti, quasi doppiando la vittoriese Valeria Zorzi, ferma al 27 per cento. L’uscente senatrice Venerina Padua si ferma ad un modesto 15 per cento. Nell’uninominale di Avola, che comprende anche i comuni iblei di Ispica e Pozzallo vince l’uscente Maria Marzana con il 52 per cento. Nel collegio plurinominale per la Camera della Sicilia orientale il M5S sempre avanti con quasi il 49 per cento dei consensi ed eleggerà almeno i primi due nomi in lista, il Centro destra si difende con quasi il 34 per cento e Forza Italia con il 22 per cento elegge certamente Stefania Prestigiacomo; molto incerto il secondo seggio e quindi l’elezione del ragusano ed uscente senatore Giovanni Mauro. Mauro è comunque in bilico e tutto dipenderà dal conteggio dei resti secondo la farraginosa legge elettorale. Certo del seggio, essendo capolista, nel collegio plurinominale di Catania-Acireale Nino Minardo.

Nella foto in alto la nuova geografia politica del Paese pre terza Repubblica: in giallo la "colonizzazione grillina", in blu il centrodestra e in rosso il centrosinistra

CAMERA: I DATI DEFINITIVI DI AFFLUENZA NEI 12 COMUNI IBLEI

Alla chiusura definitiva dei seggi elettorali alle 23, Giarratana si conferma il comune dove si è votato di più, sia per la Camera che per il Senato, mantenendo il trend positivo registrato già dalla prima rilevazione di mezzogiorno, mentre la maglia nera spetta ancora a Vittoria. Dopo le prime 2 rilevazioni delle 12 e delle 19, ha invece recuperato Monterosso Almo. A Ragusa ha votato il 66% degli aventi diritto per la Camera e il 67% per il Senato. Modica è il secondo comune ibleo, dopo Giarratana e prima di Ragusa, dove si è votato di più sia per la Camera che per il Senato. A livello nazionale l´affluenza alle urne è stata del 70%, mentre in Sicilia ha votato il 62,98% degli elettori. Le province dove si è votato di più nell´Isola sono Ragusa, Catania, Trapani e Palermo.

ACATE 62,40

CHIARAMONTE GULFI 67,91

COMISO 66,09

GIARRATANA 71,25

ISPICA 66,46

MODICA 68,44

MONTEROSSO ALMO 64,25

POZZALLO 61,92

RAGUSA 66,32

SANTA CROCE CAMERINA 62,95

SCICLI 64,39

VITTORIA 60,10



SENATO: I DATI DEFINITIVI DI AFFLUENZA NEI 12 COMUNI IBLEI

ACATE 63,68

CHIARAMONTE GULFI 68,53

COMISO 67,08

GIARRATANA 72,00

ISPICA 73,62

MODICA 69,18

MONTEROSSO ALMO 64,61

POZZALLO 63,08

RAGUSA 67,27

SANTA CROCE CAMERINA 63,93

SCICLI 63,41

VITTORIA 61,30



CAMERA: I DATI DI AFFLUENZA ALLE ORE 19 NEI 12 COMUNI IBLEI
Sulla base dei dati trasmessi, alle ore 19, dai rilevatori dislocati nelle 71 sezioni elettorali del territorio comunale di Ragusa, gli elettori che si sono recati alle urne sono stati complessivamente 29.235 pari ad una percentuale del 50.8 %.

E’ del 50,64 per cento il dato dell’affluenza alle urne nelle 51 sezioni di Modica alle ore 19. Sono stati, infatti, 21.757 elettori, ad esercitare il diritto di voto. Si ricorda che gli elettori della città sono 42.963 di cui 20546 maschi e 22.417 femmine.

Giarratana è il comune dove si è votato di più, mentre la maglia nera spetta ancora a Vittoria, comune fermo a poco più del 44% e dove, alle 12, si era votato di meno assieme al comune montano di Monterosso Almo, che conferma il trend negativo anche alle 19 con appena il 41% degli aventi diritto al voto che hanno espresso la loro preferenza, con 10 punti percentuali in meno rispetto al resto del territorio ibleo.

ACATE 46,79

CHIARAMONTE GULFI 45,51

COMISO 50,04

GIARRATANA 52,10

ISPICA 49,62

MODICA 50,64

MONTEROSSO ALMO 41,24

POZZALLO 50,98

RAGUSA 50,79

SANTA CROCE CAMERINA 49,57

SCICLI 47,35

VITTORIA 44,31


Ai seggi le operazioni di voto si sono rivelate molto lente per le lunghe code che si sono venute a creare. L’ufficio elettorale del comune di Ragusa sottoposto ad un lavoro straordinario per le numerosissime richieste di duplicato delle tessere elettorali. In tantissimi l’avevano persa oppure risultava già completa nei timbri e dunque inutilizzabile.

CAMERA: I DATI DI AFFLUENZA ALLE ORE 12 NEI 12 COMUNI IBLEI

ACATE 12,92

CHIARAMONTE GULFI 14,36

COMISO 14,64

GIARRATANA 15,17

ISPICA 15,65

MODICA 16,76

MONTEROSSO ALMO 11,24

POZZALLO 16,96

RAGUSA 16,31

SANTA CROCE CAMERINA 14,11

SCICLI 15,09

VITTORIA 13,31


IL MOVIMENTO 5 STELLE E´ PRIMO PARTITO E SFONDA IN SICILIA
A livello nazionale il M5S è il primo partito con il 33,60%, la coalizione di Centro destra si attesta al 37%, il Pd è al 18%. I seggi attribuiti secondo questi dati dicono che il M5S ha 95 seggi al Senato, il Pd 77, la Lega 63, Fi 51, FdI 18. M5S e Lega escono vincitori dalla consultazione elettorale perché sono riusciti ad incanalare il dissenso, la protesta le aspirazioni soprattutto dei giovani su temi molto sensibili come lavoro e immigrazione e sono stati premiati. Il M5S fa il pieno soprattutto al Sud, prevalendo sui candidati del Centro destra e toccando il 50%. Il Centro destra si ferma al 32% mentre il Centro sinistra non va oltre un misero 13%, con il Pd bloccato all´11%

La Lega, di converso, stravince al Nord, dal Piemonte al Veneto, e si difende bene nel resto d’Italia arrivando ad un abbondante 17 per cento che fa vincere a Salvini la partita tutta interna nel Centro Destra con Forza Italia. La coalizione di Centro destra supera con i voti di Salvini, Meloni e Berlusconi il M5S perché arriva al 36,50 per cento. A sinistra è un disastro, peraltro annunciato.

Il Pd fa peggio di quanto dicevano le previsioni perché non arriva neppure al 18 per cento e Liberi e Uguali (LeU) non fa meglio con poco più del 3 per cento. Si difende Europa di Emma Bonino con quasi il 3 per cento. Il dato politico è che naufraga l’ipotesi delle grandi intese tra Forza Italia e Pd, che è probabile una maggioranza tra M5S e Lega, vicini su molti punti del programma. Altro dato del voto è che l’elettorato si è sentito motivato e coinvolto andando a votare facendo registrare una percentuale attorno al 70 per cento nonostante una campagna elettorale definita tra le più scadenti degli ultimi decenni. I giovani in particolare hanno partecipato ed hanno orientato il loro voto verso partiti non tradizionali e più vicini alle loro attese.