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Sabato 22 Settembre 2018 - Aggiornato alle 23:45
RAGUSA - 04/03/2018
Politica - Si è finora votato di meno anche Monterosso Almo

Affluenza alle urne negli Iblei: a Ragusa e Modica alle 12 percentuale votanti del 16%. Maglia nera a Vittoria

Prossimo dato alle 19 Foto Corrierediragusa.it

Urne aperte dalle 7 di oggi, domenica 4 marzo, per le elezioni politiche relative al rinnovo dei componenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Si vota fino alle 23. Sulla base dei dati trasmessi alle ore 12 dai rilevatori dislocati nelle 71 sezioni elettorali del territorio comunale di Ragusa, gli elettori che si sono recati alle urne sono stati complessivamente 9.390 pari ad una percentuale del 16,32%. Il secondo dato parziale di affluenza alle urne verrà fornito con la prossima rilevazione prevista alle ore 19.

In occasione delle precedenti elezioni politiche del 2013 l´affluenza alle urne che si registrò alle ore 12 di domenica 24 febbraio fu del 12,45% con un dato parziale di elettori votanti pari a 7.248. Si ricorda che in quella tornata elettorale si votò anche nella giornata di lunedì 25 febbraio.

A Modica è del 16,77 per cento il dato dell’affluenza alle urne nelle 51 sezioni della città alle ore 12. Sono stati, infatti, 7204 elettori, ad esercitare il diritto di voto. Si ricorda che gli elettori della città sono 42.963 di cui 20546 maschi e 22.417 femmine. Gli altri 10 comuni iblei sono staccati dall´1 ai 5 punti percentuale. Si è finora votato di meno a Vittoria e Monterosso Almo.

LE POLITICHE 2018
Campagna elettorale chiusa e pausa di riflessione. Se ne riparlerà subito dopo la chiusura dei seggi alle 23 (si apre alle 7) di domenica quando comincerà lo spoglio. Sarà una lunga notte per avere i risultati definitivi anche se gli exit poll commissionati da partiti e organi di informazione nazionale daranno un quadro del nuovo Parlamento abbastanza rappresentativo sin dalle prime ore della notte. In Sicilia sono state allestite 5.298 sezioni per lo più presso gli istituti scolastici che resteranno chiusi fino a martedì. Nei 12 comuni iblei le sezioni sono 310. In Sicilia gli elettori per Camera e Senato sono poco più di 4 milioni (4.008.099) con una maggioranza di donne mentre al Senato gli elettori siciliani sono 613 mila. Molto attesa c’è per il voto dei millennials (i nati nell’anno 2000), tutto da vedere quanti dei 60.652 18enni decideranno di andare a votare anche se i sondaggi dicono che c’è un diffuso interesse proprio tra i più giovani. Le elezioni 2018 segnano poi l’esordio del Rosatellum, la nuova legge elettorale che è stata votata dal Parlamento dopo lunghe mediazioni.

La novità assoluta dal punto di vista tecnico è la scheda antifrode, un tagliando ideato per impedire il voto di scambio usando schede già votate.
In pratica al cittadino verrà consegnata una scheda munita di un codice progressivo alfanumerico generato in serie, lo stesso riportato sul tagliando cartaceo allegato, che verrà annotato sul registro. Dopo aver votato, l´elettore non dovrà più mettere la scheda nell´urna, come è stato fino ad oggi, bensì dovrà consegnarla al presidente del seggio.

Il presidente a quel punto staccherà il tagliando dalla scheda e confronterà il codice con quello appuntato. Solo dopo tale controllo il presidente del seggio inserisce la scheda nell´urna che - dopo aver staccato il tagliando - tornerà ad essere anonima.

L’esordio della nuova legge elettorale ha indotto la Prefettura a tenere due riunioni, una per il versante modicano e una per il capoluogo e i comuni montani ed ipparini per illustrare e discutere le modalità operative del voto. Gli incontri – coordinati dal Viceprefetto Vicario Concetta Caruso e coadiuvata dai Dirigenti della Prefettura - hanno visto la presenza dei Segretari Comunali, dei Dirigenti degli Uffici Elettorali della provincia e dei Presidenti di seggio delle Sezioni elettorali che saranno in prima linea nella gestione della consultazione elettorale.

Per molti elettori sono tanti i dubbi e le incertezze sul sistema di voto introdotto dal Rosatellum e dalla nuova scheda elettorale. La comunicazione sulle modalità del voto è avvenuta soprattutto attraverso i social network ed i partiti hanno praticamente abdicato a questo ruolo di informazione basilare perchè venga espresso un voto valido. I partiti si sono affidati a tv e social, gli stessi spazi elettorali sono rimasti per lo più vuoti e certamente non si sono registrate competizioni tra i vari comitati elettorali per affiggere manifesti. Sono mancati anche i fac simile delle schede elettorali, che spesso rappresentano un aiuto essenziale per le persone più anziane. C’è chi ha dovuto provvedere in proprio per favorire una informazione ed uno schema affidabile e rappresentativo della scheda elettorale. Candidati e partiti hanno pensato di investire sul web e sulle tv con tanti saluti alle tipografie che negli anni passati attendevano proprio le elezioni per arrotondare i propri bilanci.

COME SI VOTA
Ogni elettore avrà due schede, una per la Camera (scheda rosa) e una per il Senato (scheda gialla).La scheda sia per Camera che per il Senato è divisa in rettangoli: nella parte superiore di ogni rettangolo è riportato nome e cognome del candidato uninominali; nella parte inferiore la liste o le liste che lo supportano. L´elettore darà il suo voto con l´unica scheda sia per la parte uninominale (candidato unico della coalizione, indicato con nome e cognome sopra i simboli che lo sostengono) che per la proporzionale, dove i partiti corrono per se e sulla quale si applicano le soglie di sbarramento.

Se non si vuole correre il rischio che il proprio voto venga annullato, bisogna ricordarsi due cose: non è valido il voto disgiunto (ovvero votare un candidato e una lista che non lo sostiene) e non ci sono le preferenze (quindi non si può indicare una preferenza tra i candidati del listino di partito, ovvero l´elenco di nomi riportato accanto ai simboli).

GLI IBLEI ESPRIMERANNO ALMENO UN SENATORE E UN DEPUTATO
La Sicilia eleggerà 52 deputati e 25 senatori al Parlamento che scaturirà dal voto di domenica. Il Rosatellum ha ridisegnato la mappa dei collegi uninominali e quelli plurinominali di Camera e Senato. La Sicilia è stata suddivisa in due circoscrizioni elettorali per l’elezione della Camera dei deputati: Sicilia 1 e Sicilia 2 (occidentale e orientale). Ragusa eleggerà quindi un senatore con il collegio uninominale e potrà aspirare a qualche altro senatore tra i 16 seggi assegnati per il plurinominale. Per la Camera Ragusa eleggerà un deputato con l’uninominale e potrà competere per uno dei sette seggi assegnati con il plurinominale all’interno della Circoscrizione Sicilia 3 che è formata oltre che da Ragusa dai collegi di Siracusa, Avola e Paternò.

Questa nel dettaglio la ripartizione prevista:
Alla circoscrizione Sicilia 1 sono assegnati nove collegi uninominali e 16 seggi plurinominali per l’elezione della Camera dei deputati (per un totale di 25 seggi). Rispetto alla geografia dei dieci collegi uninominali Senato 1993, alla circoscrizione è assegnato un collegio Camera uninominale in meno.

Alla circoscrizione Sicilia 2 sono assegnati dieci collegi uninominali e 17 seggi plurinominali per l’elezione della Camera dei deputati (per un totale di 27 seggi). I collegi uninominali Camera 2017 sono pari al numero di collegi uninominali Senato 1993.

Per il Senato della Repubblica sono assegnati alla regione Sicilia 9 seggi uninominali e 16 seggi plurinominali (per un totale di 25 seggi).

In dettaglio i nuovi collegi uninominali Camera 2017 in cui ci si andrà a sfidare tra i candidati della coalizioni e sarà eletto solo un deputato sono Sicilia 1 – 01 (Palermo-Capaci), Sicilia 1 – 02 (Palermo-centro), Sicilia 1 – 03 (Palermo sud), Sicilia 1 – 04 (Gela), Sicilia 1 – 05 (Bagheria), Sicilia, 1 – 06 (Monreale), Sicilia 1 – 07 (Agrigento), Sicilia 1 – 08 (Trapani – Marsala) e Sicilia 1 – 09 (Sciacca).

Nella Sicilia orientale invece i nuovi collegi uninominali Camera 2017 che si vanno a costituire sono: Sicilia 2 – 01 (Messina), Sicilia 2 – 02 (Barcellona Pozzo di Gotto), Sicilia 2 – 03 (Enna), Sicilia 2 – 04 (Acireale), Sicilia 2 – 05 (Catania), Sicilia 2 – 06 (Misterbianco), Sicilia 2 – 07 (Paternò), Sicilia 2 – 08 (Ragusa), Sicilia 2 – 09 (Avola) e Sicilia 2 – 10 (Siracusa).

Per quanto riguarda i collegi plurinominali (con liste bloccate, si scorre l’ordine di successione dei deputati collocati in lista rispetto ai seggi che scattano, senza preferenze) la suddivisione è la seguente: Sicilia 1 – 01: collegio che unisce Palermo-Capaci (Sicilia 1 – 01), Palermo centro (Sicilia 1 – 02) e Palermo sud (Sicilia 1 – 03); 681.119 abitanti e 4 seggi plurinominali assegnati; – Sicilia 1 – 02: collegio che associa i collegi uninominali Camera di Trapani-Marsala (Sicilia 1 – 08), Monreale (Sicilia 1 – 05) e Bagheria (Sicilia 1 – 06); 874.426 abitanti e sei seggi plurinominali assegnati. Nella Sicilia orientale questa la mappa delle assegnazioni: Camera Sicilia 2 – 01, costituito dai collegi uninominali Camera di Messina (Sicilia 2 – 01), Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia 2 – 02) ed Enna (Sicilia 2 – 03), con una popolazione totale di 823.275 abitanti; – al secondo collegio Sicilia 2 – 02, costituito dai collegi uninominali Camera di Acireale (Sicilia 2 – 04), Catania (Sicilia 2 – 05) e Misterbianco (Sicilia 2 – 06), con una popolazione di 792.641 abitanti.

Sono invece attribuiti 7 seggi: – al terzo collegio plurinominale Camera Sicilia 2 – 03, costituito dai collegi uninominali di Paternò (Sicilia 2 – 07), Ragusa (Sicilia 2 – 08), Avola (Sicilia 2 – 09) e Siracusa (Sicilia 2 – 10), con una popolazione totale di 1.021.525. – Sicilia 1 – 03, collegio che associa i collegi uninominali Camera di Sciacca (Sicilia 1 – 09) Agrigento (Sicilia 1 – 07) e Gela (Sicilia 1 – 04); 809.918 abitanti e sei seggi plurinominali assegnati.

Dal punto di vista politico in Sicilia si annuncia un testa a testa tra M5S e centrodestra. Il Pd è in affanno anche se soprattutto nella Sicilia orientale in recupero grazie ad alcune candidature di peso. Il Centro destra conta di bissare la vittoria delle Regionali che ha portato Nello Musumeci alla Presidenza della Regione. I big della coalizione, a cominciare da Salvini e Meloni, hanno fatto diverse puntate tra Palermo e Catania a conferma dell’importanza del voto siciliano da sempre determinante negli equilibri del centro destra.

Il M5S è l’autentica novità ed ha proposto in tutti i collegi volti nuovi. I pentastellati hanno fatto tesoro delle elezioni precedenti e dell’esperienza delle regionali quando, pur non avendo la maggioranza, si sono piazzati come primo partito. Nel campo Pd la parola d’ordine è evitare la debacle totale che rimanda al 61-0 del 2001. Le sfide nell’uninominale sono date perdenti ma quel che si vuole evitare è la mancata rappresentanza siciliana a Roma per effetto di un voto valanga per gli altri due schieramenti. Gentiloni, Renzi, Boschi, Del Rio sono arrivati in Sicilia ma tira un’aria fredda per il Pd che si deve guardare anche «in casa» visto che Liberi e Uguali (Leu) corre con alcuni rappresentanti, come Grasso, che potrebbero togliere altra aria vitale ai renziani. Pesa infine la non indifferente incognita dell´astensionismo, che viene stimato almeno per un buon 30%, stando ai dati delle ultime consultazioni elettorali.