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Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 15:50 - Lettori online 720
RAGUSA - 05/11/2017
Politica - Regionali 2017: nei 12 comuni iblei ha votato l’11,24 % degli elettori nella rilevazione delle ore 12

30.085 aventi diritti al voto nel Ragusano si sono recati alle urne prima di mezzogiorno: un elettore è stato "sorpreso" con il telefonino

Negli Iblei un trend di poco più elevato rispetto al resto della Sicilia Foto Corrierediragusa.it

Sono stati 30.085 gli aventi diritti al voto nel Ragusano a recarsi alle urne nella prima metà della giornata. La rilevazione ufficiale di mezzogiorno rivela che nei 12 comuni iblei ha votato l’11,24 per cento degli elettori. Un dato di poco superiore con quello complessivo siciliano che è del 10,8 per cento. Un aumento percentuale di quasi un punto rispetto al 2012 quando alla stessa ora aveva votato il 10,82 per cento. In Sicilia Catania è la provincia dove si registra la più alta percentuale dei votanti, 12,69. Ragusa è il comune dove si è votato di più con il 13,01 per cento, seguito da Modica, 12,34, Ispica (12,02) Scicli (11,95). Monterosso è invece il comune dove si è votato di meno, 7,16. La prossima rilevazione è prevista per le 19 e l’ultima alla chiusura dei seggi alle 22. Nei seggi massima attenzione da parte di presidenti e scrutinatori alla luce della circolare diramata dalla Prefettura per il regolare svolgimento delle operazioni di voto.

La novità di questa tornata è rappresentata dal divieto di portare in cabina il telefonino per evitare che qualcuno possa fotografare la scheda ed utilizzare le immagini in modo improprio. Ma proprio in un seggio del capoluogo un elettore è stato «sorpreso» con un telefonino e debitamente invitato a consegnarlo prima di rientrare in cabina. Le polemiche in queste ore si sprecano. Molti hanno espresso forti critiche per il previsto spoglio che avrà inizio lunedì mattina alle 8. Sinistra Italiana con il suo deputato Erasmo Palazzotto teme che nel corso della notte si possano verificare brogli e anche il M5S ha criticato la legge elettorale che ha fissato lo spoglio il giorno dopo. Polemiche pretestuose visto che i seggi sono presidiati dalle Forze dell’Ordine ma anche perché i componenti del seggio potranno svolgere il loro lavoro di scrutinio delle schede con serenità e tranquillità dopo avere riposato invece che affannarsi dopo una lunga giornata trascorsa al seggio. Era questo il senso della legge votata dai partiti che sembrano ora avere la memoria corta e prefigurare scenari improbabili.

SI VOTA FINO ALLE 22: ECCO TUTTO QUEL CHE C´E´ DA SAPERE
Dopo cinque anni la Sicilia ritorna al voto per eleggere il nuovo Presidente della Regione e rinnovare l’assemblea regionale. Cinque i candidati a governatore in corsa: Nello Musumeci per il centrodestra, Giancarlo Cancelleri per il M5s, Fabrizio Micari per il centrosinistra, Claudio Fava per la sinistra e Roberto La Rosa per gli indipendentisti dei ´Siciliani liberi´. Circa 800 i candidati per uno dei 68 posti in Assemblea (sono 70, uno andrà al candidato governatore vincente, l´altro al candidato che arriverà secondo). In provincia di Ragusa sono 14 le liste presentate a supporto dei cinque candidati alla presidenza. In tutto sono 56 aspiranti ai quattro seggi all’Ars che sono stai assegnati dalla nuova legge elettorale in rappresentanza del territorio ibleo. Sono 267. 567 mila gli aventi diritto al voto ripartiti nei 12 comuni iblei. E’ calato nel ragusano il numero degli elettori rispetto al 2012: ci sono infatti 1.242 elettori in meno. Il comune con il più alto numero di votanti è il capoluogo con 61.957, distinti in 29.652 maschi e 32.305 femmine. Segue Vittoria con 50.257 e Modica con 47.024. Fanalino di coda è Monterosso con 3.172.Si voterà soltanto domenica, con i seggi aperti dalle ore 8 alle ore 22. Ogni elettore dispone di due voti, uno per la scelta della lista regionale il cui capolista è candidato alla carica di Presidente della Regione e l’altro per la scelta della lista provinciale contenente i nominativi dei candidati alla carica di Deputato regionale.

In particolare l’elettore esprime il voto: per la lista regionale tracciando un segno sul cognome e nome del capolista della lista regionale prescelta e/o sul contrassegno posto accanto. Per la lista provinciale, anche non collegata con la lista regionale votata, tracciando un segno sul contrassegno corrispondente alla lista provinciale prescelta o sul rettangolo che lo contiene. Nell’ambito della lista provinciale prescelta, l’elettore può esprimere la preferenza per uno dei candidati della lista medesima, scrivendo nell’apposita riga riportata a fianco del contrassegno il cognome, ovvero il cognome e nome, del candidato prescelto Lo scrutinio dei voti inizierà lunedì alle ore 8. I risultati ufficiali saranno resi noti in corso di giornata anche se nella serata di domenica dopo la chiusura dei seggi sarà possibile conoscere gli exit poll e i dati dell’affluenza definitiva.

Girare pagina, uscire dalla crisi e gestire il cambiamento. Sono stati questi alcuni dei temi più ricorrenti della campagna elettorale che porterà all’elezione del nuovo presidente della Regione e della giunta, oltre che dei 70 parlamentari dell’Ars. A gestire il cambiamento ci saranno tre degli ex candidati che già nel 2012 sfidarono Rosario Crocetta, oggi additato come origine e causa di tutti i mali siciliani. Per Nello Musumeci, Giancarlo Cancelleri e Claudio Fava (poi non ammesso perché non residente in Sicilia) è un «già visto», una pellicola che si è riavvolta anche se gli scenari e le alleanze sono cambiati. Chi è arrivato in punta di piedi e quasi tirato per la giacca per le evidenti fratture nel centro sinistra è Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo, che rispetto ai suoi competitor ha scontato una partenza ritardata e un volto non proprio familiare tra l’opinione pubblica. Il dato politico più significativo è il compattamento del centro destra a supporto di Nello Musumeci.

Il centro destra ha imparato la lezione di cinque anni fa e Gianfranco Miccichè, regista dell’operazione Musumeci per conto di Silvio Berlusconi, è riuscito nell’operazione mettendo insieme un campo che va dai leghisti fino all’Udc passando per Fratelli d’Italia e soprattutto Forza Italia. I poteri forti, i collettori di voti, annusano l’aria della vittoria e da quello che fu l’effetto Crocetta si sono spostati dall’altra parte, a prescindere. E’ il trasformismo siciliano per eccellenza che condiziona ed indirizza sottotraccia e fuori dalla luce dei riflettori. Giancarlo Cancelleri, grillino della prima ora, iniziato ai segreti dell’Ars negli ultimi 5 anni, tenta di contrastare l’avanzata dello schieramento della destra.

Il M5S raccoglie i consensi di un elettorato che vorrebbe farla finita con riti, liturgie e volti da sempre presenti tra Palermo e Catania. Cancelleri ed i suoi sono incappati in un paio di incidenti di percorso in campagna elettorale ma contano sul senso del nuovo, della rottura, dell’innovazione di metodi e pratiche rispetto al passato. La sinistra vive una lacerazione che solo Matteo Renzi non vede. Fabrizio Micari ha con sé un partito dimezzato e disilluso. Tutti i tentativi di un accordo con Claudio Fava, campione della sinistra più radicale e storica, cui ha offerto in diverse occasioni il suo nome e la sua militanza, sono andati a vuoto e come dicono tutte le competizioni elettorali la divisione non premia. Difficile che l’eredità di Crocetta resti in questo campo e la lotta, come dicono i sondaggi, sarà tra Musumeci e Cancelleri. La Sicilia dovrà dire cosa preferisce; l’usato e consolidato, il ritorno dei cavalli di razza, della politica quale arte del possibile e mezzo del potere o il giovanilismo politico, l’entusiasmo dei neofiti e di una classe dirigente tutta da inventare. Nel dubbio molti, quasi un siciliano su due, sceglierà di non scegliere e di lasciar fare come se la cosa non lo riguardasse.