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Mercoledì 22 Novembre 2017 - Aggiornato alle 23:08 - Lettori online 460
RAGUSA - 07/06/2017
Politica - Sulla vicenda prende posizione il capogruppo Pd in consiglio comunale

D´Asta su piano particolareggiato Ragusa

Ripercorse dal consigliere comunale le presunte "magagne" dell’amministrazione comunale Foto Corrierediragusa.it

«Tutto bloccato. Quello che doveva essere uno dei punti qualificanti dell’azione amministrativa di questa giunta, ovvero lo strumento del Piano particolareggiato dei centri storici, resta invece nel limbo": è quanto sostenuto da Mario D´Asta (foto), capogruppo Pd in consiglio comunale. "Questa circostanza - prosegue - impedisce, di fatto, ai ragusani di potere investire nei due centri storici della nostra città potendo, magari, contare sulla possibilità di ristrutturare e accorpare, ammodernandole, delle abitazioni tra loro vicine. Tutto resta inesorabilmente congelato. Per quale motivo? Interrogherò ed incalzerò l´amministrazione per capire il motivo per il quale nulla si è fatto. Produrremo una interrogazione per sollecitare, ancora una volta, l´Amministrazione a procedere su un settore strategico per la nostra città sia in termini di valorizzazione che di sviluppo complessivo».

"Con riferimento al decreto di approvazione del Piano particolareggiato dei centri storici - aggiunge D´Asta - il Consiglio regionale dell´urbanistica e quindi l´assessorato regionale Territorio non ha ritenuto accogliere quegli emendamenti che non erano supportati da parere positivo del Genio civile e della Soprintendenza. Tra questi emendamenti rientrano quelli che, nel corso di una specifica seduta, il Consiglio comunale aveva ritenuto opportuno inserire nella delibera e quindi inviare a Palermo. Tra gli emendamenti previsti, anche quelli delle unità di base.

In assenza di parere positivo del Genio Civile e della Soprintendenza – afferma D’Asta – l´assessorato regionale ha deciso di non accogliere l’emendamento. Questo significa che l´Amministrazione comunale avrebbe dovuto rivedere il piano ed individuare puntualmente le unità di base oltre a elencare gli interventi edilizi che su queste unità di base sono consentiti. In attesa dell’ottemperanza di queste prescrizioni, per queste unità di base è possibile effettuare soltanto interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione. Quindi, non è possibile intervenire per quanto riguarda la demolizione, l’accorpamento e la fusione tra varie unità di base così da realizzare un’abitazione più comoda e più vivibile. Come è possibile -si chiede dunque D´Asta - che a distanza di quattro anni l´Amministrazione grillina non sia ancora riuscita a sciogliere questi nodi"?