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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Lettori online 388
RAGUSA - 05/06/2017
Politica - Saranno solo 4 i parlamentari iblei

Strada spianata per Abbate a Palermo? Forse, ma...

I rumors si susseguono tra gli "addetti ai lavori" Foto Corrierediragusa.it

La legge elettorale in fase di definizione in Parlamento, le elezioni di domenica prossima in un terzo dei comuni siciliani, tra cui Palermo e Trapani, e quelle regionali di novembre accelerano movimenti e posizionamenti tra uscenti, papabili candidati e new entry. I rumors si susseguono tra gli "addetti ai lavori" e, se dovessero essere confermati, il Presidente della Regione Crocetta, provato dai continui scandali che lo lambiscono con preoccupante continuità, e fiaccato nella resistenza da un consenso ai minimi storici, come certificano i più recenti sondaggi, potrebbe decidere di dimettersi qualche settimana prima della scadenza naturale di novembre, anticipando a fine luglio, o più probabilmente a settembre l´uscita di scena, consentendo cosi ai tanti amministratori locali in carica, che in questo clima di incertezza avevano preferito non dimettersi entro i termini previsti dalla normativa vigente (sei mesi prima della scadenza naturale della legislatura) di rientrare in gioco. Primo fra tutti il sindaco di Catania, Enzo Bianco, che sembra il candidato più papabile per il centrosinistra, dopo i ripetuti rifiuti del Presidente del Senato Grasso che avrebbe messo tutti d´accordo nell´attuale schieramento di governo, centristi compresi.

IL DESTINO POLITICO DEL SINDACO DI MODICA
Anche a livello locale la scelta di Crocetta potrebbe aprire nuovi scenari, a partire da Modica, dove il sindaco Ignazio Abbate potrebbe scegliere di correre per un seggio a Palazzo dei Normanni, ponendo fine alla legislatura con un anno d´anticipo. Abbate attende con impazienza, ma anche con una certa preoccupazione, il responso della Corte dei conti, ed il timore del dissesto potrebbe alimentare la sua idea di una "exit strategy", in qualche modo elegante. Sul sindaco anche la mannaia della segnalazione alla Procura iblea ordinata dalla stessa Corte, perché potrebbe sfociare in conseguenze di carattere giudiziario sotto il profilo penale.

L´INCOGNITA NINO MINARDO, TORNATO IN FORZA ITALIA
Abbate ha tuttavia un problema perché deve trovare un «tetto» per tentare la scalata a Palermo e la scelta si intreccia con il destino politico di Nino Minardo, sempre più tentato dal suo «primo amore», ovvero Silvio Berlusconi e Forza Italia. Nino Minardo cerca una candidatura blindata ed il plenipotenziario di Berlusconi in Sicilia, l’intramontabile Gianfranco Miccichè, sembra garantire per tutto. La presa di distanza ufficiale di Minardo dalla nuova legge elettorale è stata in questo senso molto significativa e prelude al distacco da Angelino Alfano, anche se ancora mancano i crismi dell´ufficialità (ma si tratterebbe ormai solo di un passaggio formale).

L’approdo in Forza Italia preclude così ogni ipotesi di "matrimonio politico" tra il parlamentare modicano e Ignazio Abbate che, dopo il malcelato "fidanzamento" di questi ultimi mesi, sembrano destinati a ristabilire le distanze di inizio legislatura. Porte chiuse anche nel Pd, nonostante i tentativi dei mesi scorsi, dove uscenti e pretendenti hanno fatto quadrato per evitare l´ingresso di un potenziale concorrente.

ORAZIO RAGUSA E´ DA RICONFERMARE?
Anche ciò che resta della coalizione tra Udc e Ncd non potrebbe permettersi una candidatura tanto ingombrante, soprattutto se vuole tentare di confermare il seggio di Orazio Ragusa, oggi in forte pericolo, cosi come sono da escludere a priori candidature pentastellate o in liste della destra populista o della sinistra integralista.

LA "LISTA DEL PRESIDENTE" UNICA STRADA PERCORRIBILE
Ed allora l´unica eventuale scelta sembra essere quella della "lista del presidente" in uno dei due schieramenti moderati, sulla scorta della scelta fatta a suo tempo dall´ex sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, che approdò a Palermo trascinato dall´effetto traino della lista del Megafono di ispirazione crocettiana; una scelta rischiosa ed incerta, non solo in relazione ai consensi, ma soprattutto per la speranza di poter determinare in provincia un seggio a favore di una lista minore qualunque, soffocata dalle ambizioni dei partiti più importanti.

NUOVA LEGGE ELETTORALE: SARANNO SOLO 4 I PARLAMENTARI IBLEI
La nuova legge elettorale, tra l’altro, non aiuta perché riduce da 5 a 4 i parlamentari del territorio ibleo per cui la battaglia è molto serrata. Dato per certo il seggio di 5 Stelle, Pd e Forza Italia, ci sarà da superare la concorrenza degli ex alfaniani e dell´Udc, che correranno assieme, della sinistra dalemiana, di Fratelli d´Italia, oltre che gli appetiti prevedibili dei grandi partiti, soprattutto 5 Stelle e Pd, che mireranno, con liste forti, a fare il bis di parlamentari eletti nel collego provinciale.

E se nei 5 Stelle il voto sarà indipendente dall´appeal dei candidati, nel Pd la lista si annuncia fortissima, con ben due uscenti, ambiziosi outsiders e parlamentari nazionali uscenti in cerca di collocamento. Ma c´è di più: se Abbate decidesse di candidarsi, costringerebbe tutti gli altri partiti a candidare figure forti ed autorevoli a Modica, a partire proprio da Forza Italia, laddove per la prima volta Nino Minardo potrebbe anche prendere in considerazione l´ipotesi di puntare su un candidato modicano.

Tutti scenari ancora ipotetici, ma sui quali si gioca anche un´altra partita: la possibilità per Modica di poter tornare ad avere un parlamentare regionale. Poi, ma quella sarà storia di dopodomani, si aprirà anche la corsa per Palazzo San Domenico, dove naturalmente si voterà l´anno prossimo di questi tempi, ma dove, in caso di corsa di Abbate per un seggio da parlamentare, lo scenario potrebbe cambiare con altrettanta velocità.

Nella foto in alto il sindaco di Modica Ignazio Abbate e il parlamentare modicano Nino Minardo