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Lunedì 18 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 17:43 - Lettori online 1104
RAGUSA - 03/04/2017
Politica - Affollato meeting nel salone della Camera di Commercio

Sonia Migliore "Chiamalacittà" e lancia la sfida

Una manifesto dal sapore elettorale quello di Laboratorio 2.0, costituitosi tre anni fa Foto Corrierediragusa.it

Sonia Migliore (foto) ci crede e «Chiamalacittà». Non è un semplice slogan ma il manifesto elettorale prossimo venturo che lancerà la sfida al M5S. Laboratorio 2.0 nato tre anni fa proprio in alternativa al progetto pentastellato di governo della città è stato sempre presente ed ha detto la sua grazie alla determinazione e alla puntualità di Sonia Migliore e dei suoi più stretti collaboratori che hanno interpretato in modo combattivo, ma non senza incidenti di percorso, il loro ruolo dentro e fuori il consiglio comunale. Nel salone della Camera di Commercio la Migliore ha invocato il sogno di una città migliore ed ha annunciato che «Il nostro sarà il governo del popolo, non degli onorevoli». Un manifesto elettorale presentato a militanti, iscritti e simpatizzanti a conclusione del meeting in una sala gremita di cittadini a testimonianza di come l’attenzione per il Lab 2.0 sia in crescita anche perché ritenuto credibile.

Sonia Migliore ha ricordato i vari passaggi che hanno visto la nascita del movimento: «Il 4 aprile del 2014 – ha detto –nasceva il Laboratorio 2.0 che non è un partito né un movimento, piuttosto è una aggregazione di idee e di persone, di progetti e iniziative che, in un continuo processo di analisi dei problemi, ascolto e coinvolgimento dei ragusani tutti, ha avuto ed ha la missione di dare un significativo contributo al cambiamento e allo sviluppo della città. Una città, Ragusa, che è apparsa e appare in preda a uno sconforto corale, attraversata da una crisi culturale, economica e sociale senza precedenti, che la priva di tutti quegli stimoli in grado di favorire una riflessione collettiva sul suo futuro. Il Laboratorio per primo ha capito il declino del dibattito politico, partitico e del Consiglio comunale, ha preso le distanze dei partiti, che sempre più si allontanano dai veri problemi della gente, e ha cambiato le regole invertendo la piramide con una costruzione dal basso, partendo dalla partecipazione democratica e vera dei cittadini fino a diventare la «casa del popolo», degli ultimi, di chi non ha voce, di chi subisce le ingiustizie sociali».