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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 537
RAGUSA - 10/02/2017
Politica - La richiesta avanzata da Giovanni Iacono e Mirella Castro

Partecipiamo: "Trasparenza sul servizio di anagrafe"

L’assessore Martorana da parte sua ha spiegato che il progetto, impostato dalla precedente amministrazione, cerca di dare una svolta significativa nell’evasione fiscale Foto Corrierediragusa.it

Maggiore chiarezza e trasparenza in merito al servizio di anagrafe immobiliare catastale attivo nel territorio ragusano. E´ quanto chiedono con forza i consiglieri del gruppo di Partecipiamo Giovanni Iacono (foto) e Mirella Castro. In particolare i due consiglieri chiedono ragione e soprattutto conto, del contratto stipulato con la ditta che deve gestire il servizio di anagrafe sottolineando la mancanza di chiarezza sui termini stabili per contratto e sulle modalità della riscossione volontaria coattiva. Iacono e Castro parlano di un vero e proprio balletto di numeri evidenziando però che si tratta di soldi pubblici, pagati dai cittadini e su cui insistono quindi a chiedere trasparenza. In quest´ottica Partecipiamo chiede di sapere quale sia la percentuale esatta del compenso dovuto alla società per l´attività svolta e per le altre attività a supporto del servizio, chiedendo anche se i diritti economici dovuti siano calcolati sull´accertamento o sull´effettivo incasso, ponendo quindi l´accento su una mancanza di informazioni esatte in merito ai 22 milioni di incasso sbandierati dalla giunta. Si parla, infatti, di una stima di accertamenti intorno ai 44 mila utenti con un potenziale, perchè ancora di questo pare si stia parlando, recupero di 22 milioni di euro che se effettivamente incassati dall´Ente sarebbero un bel tesoretto.

L´assessore Martorana da parte sua ha spiegato che il progetto, impostato dalla precedente amministrazione, cerca di dare una svolta significativa nell´evasione fiscale per alleggerire allo stesso tempo le fasce più deboli con maggiori esenzioni, secondo il motto «pagare tutti per pagare meno». In tutta risposta Partecipiamo spiega che non è la finalità dello strumento ad essere messa in discussione ma le modalità tecniche con cui viene applicata negli uffici preposti e le eventuali modifiche applicate al contratto stipulato in origine.