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Lunedì 11 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 19:25 - Lettori online 648
RAGUSA - 08/11/2016
Politica - Auspicata una rivoluzione per non deludere le aspettative

Giunta e sindaco di Ragusa bersagli mobili

Per il consigliere Gulino "Vanno banditi gli adulatori di professione" Foto Corrierediragusa.it

Ancora fuoco incrociato sul sindaco di Ragusa Federico Piccitto. Il meet-up RagusAttiva non si è creato problemi ad attaccare ancora una volta il sindaco e a definire la sua amministrazione «ridicola ed incapace». Scelte di politica economica, chiusura e mancata condivisione sono le colpe di Piccitto da parte degli attivisti che rappresentano da sempre una spina nel fianco e che in questi mesi hanno accentuato il loro distacco. Le lacrime in aula della consigliera Maria Rosa Marabita sono state poi il segno di un disagio crescente. Nell’ultima seduta del consiglio è toccato a Dario Gulino (foto) piazzare l’ultima stoccata per il sindaco: «Tutti si rendono conto che la maggioranza è sfaldata – dice Gulino – ci sono 16 consiglieri che la potrebbero garantire ma non sempre tutti sono presenti e non c’è condivisione nelle scelte dell’amministrazione». Gulino che aveva annunciato la sua fuoriuscita dal Movimento ha invece confermato di volere restare ma ha precisato: «In tutto questo disagio – dice Gulino – non vedo quale importanza può avere la mia posizione, ci sono 6-7 consiglieri che attendono risposte agli accordi con il sindaco, che continua a deliberare su consulenze, incarichi e scelte amministrative con pochissima condivisione». Secondo Gulino dunque la situazione non è addebitabile solo a inesperienza o alle scelte amministrative di Piccitto ma a collaboratori sbagliati, cattivi consiglieri, adulatori di professione.

LE LACRIME DELLA MARABITA
Che la maggioranza dei Cinque stelle avesse abbandonato la linea del sindaco Federico Piccitto si sa ormai da mesi, ma che dopo le polemiche ci fossero pure le lacrime tra gli scranni del consiglio comunale non se lo poteva immaginare nessuno. Protagonista della singolare circostanza proprio la new entry pentastellata Maria Rosa Marabita che già nelle passate sedute della civica assise aveva dimostrato di non condividere le scelte dell´amministrazione, puntando il dito contro la mancanza di coerenza con i saldi principi grillini che tanto hanno spiccato in campagna elettorale. A finire in lacrime quindi nel bel mezzo della seduta del massimo consesso cittadino proprio la Marabita, ultima arrivata tra i banchi del consiglio comunale ma che già ha fatto parlare molto di sé per i suoi modi semplici e diretto e per la sua, forse eccessiva, sensibilità. Dopo aver ascoltato gli interventi di alcuni colleghi consiglieri di opposizione, e in particolare di Giorgio Massari del Partito Democratico, la Marabita ha preso la parola per dirsi esterrefatta di sentire dalla minoranza le stesse dichiarazioni che avevano portato avanti in campagna elettorale i Cinque stelle, e ha chiesto conto e ragione alla giunta domandando provocatoriamente se nessuno tra i Cinque stelle si stia vergognando.

Un chiaro ammonimento verso l´amministrazione pentastellata, accusata senza mezzi termini di aver cambiato rotta e di aver smesso di lottare. Le ha fatto eco Gianna Sigona, altra consigliera pure lei da mesi in aperta rottura con la giunta Piccitto. In particolare la Sigona ha puntato il dito contro la mancanza di dialogo con i cittadini, invece più volte richiesta da lei e dalla consigliera Marabita. Singoli interventi che sanciscono sempre di più la frattura ormai impossibile da celare tra Piccitto e i suoi ex consiglieri. L´opposizione non ha avuto molto da aggiungere al fuoco incrociato degli stessi grillini, sottolineando semplicemente l´evidente autogol del Movimento cinque stelle e il numero calante di sedute del consiglio comunale. Una mancanza di confronto che secondo i consiglieri lede dunque il ruolo del massimo consesso cittadino.

RAGUSATTIVA ATTACCA LA GIUNTA PICCITTO A TESTA BASSA
Il meetup RaguAttiva 5 stelle attacca a testa bassa la giunta Piccitto in una nota dai toni molto piccati. "Appare sempre più evidente come i componenti del governo comunale - si legge testualmente - abbiano imparato a fare i furbi, senza perç avere le qualità per fare i furbi, diventando così inevitabilmente ridicoli. Ridicoli quando, facendosi beffe del programma 5 Stelle, a fronte di circa 50 milioni di royalties, utilizzano solo 50 mila euro, sbandierandoli come reddito di cittadinanza. Ancora quando hanno la pretesa di parlare di bilancio partecipato su somme esigue. Ancora - si continua a leggere nella nota - quando mettono la ditta Busso nelle condizioni di vincere l’appalto per la raccolta dei rifiuti, invece di cacciarla dopo averle fatto pagare le penali per non essersi adoperata fattivamente per la raccolta differenziata. Ancora ed ancora peggio quando avanzano la proposta di affidare la gestione del Castello di Donnafugata a dei privati, per non dire altro. In virtù di quanto premesso ci sentiamo di affermare che tutto ciò non incide sulla loro permanenza alla guida della città, fino alla scadenza del mandato, come recentemente affermato in consiglio comunale dalla consigliera pentastellata Maria Rosa Marabita.

Quanto premesso però incide sul ruolo dell’opposizione che, giorno per giorno, attacca sterilmente su tutti i fronti senza produrre l’unico atto concreto che le darebbe dignità di vera opposizione: presentare una mozione di sfiducia. Nessuno può escludere che una tale mozione venga davvero approvata, togliendo il sindaco dagli impicci ed aprendo la strada a lui ed ai suoi fedelissimi, per futuri ed immediati scenari elettorali,che una permanenza, fino alla scadenza naturale del mandato, impedirebbe per le note regole interne al Movimento. In conclusione sembrerebbe che la paura di andare subito a casa appartiene più alle opposizioni e non alla maggioranza mentre le attività di governo - conclude la nota - sono e restano paralizzate".