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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 591
RAGUSA - 07/09/2016
Politica - Lettera dell’interessato al presidente Tringali e al sindaco Piccitto

I 5 stelle perdono pezzi in consiglio

"C’è bisogno di maggior contatto con i cittadini" Foto Corrierediragusa.it

Salvatore Dipasquale (foto) si è dimesso dalla carica di consigliere comunale di Ragusa, eletto il 23 Giugno 2013. Le dimissioni sono immediate ed irrevocabili. Perde quindi pezzi il movimento 5 stelle. Le dimissioni sono state annunciate dallo stesso Dipasquale con una lettera inviata al presidente del consiglio comunale Antonio Tringali e, per conoscenza, al sindaco di Ragusa Federico Piccitto. "Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale - scrive Dipasquale - dopo aver vagliato ed approfondito alcune considerazioni personali e certune politiche, che mi hanno portato a prendere questa decisione da tempo ponderata. In questa decisione inequivocabile ed indolore ritengo esprimere un’analisi di questa esperienza: abbiamo commesso degli errori e ribadisco »abbiamo» perché la responsabilità deve necessariamente essere estesa verso tutti, dal sindaco alla giunta ed ai consiglieri, ove alcune scelte politiche e amministrative hanno alimentato delle lamentele da parte dei cittadini ragusani sfiduciandoli sul nostro operato. C’è da considerare - prosegue Dipasquale - che altre scelte, invece, sono state sostenute ed apprezzate, ma questo non basta, necessita ancor più vicinanza e contatto con i cittadini, restano oramai 2 anni e mi auguro che serviranno a colmare questo distacco.

Il mio augurio va al consigliere che subentrerà insieme a tutto il gruppo del Movimento 5 stelle. Colgo l’occasione per sottolineare che per me è stata una nuova esperienza e per niente facile da affrontare. Sono orgoglioso - conclude Dipasquale - di aver ricoperto questa carica e di essermi impegnato nei limiti delle mie possibilità dando il mio contributo a questa importante assemblea elettiva". A Dipasquale subentra la prima dei non eletti Maria Rosa Marabita.