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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1056
RAGUSA - 02/05/2016
Politica - Non si placano le polemiche dopo la foto del Duce su Facebook

Gianna Sigona espulsa dal M5S non si dimette

Intanto sono 3 le donne allontanate dai grillini in pochi mesi Foto Corrierediragusa.it

Gianna Sigona (foto) non si dimette da consigliere comunale. Non ne ha alcuna intenzione perché ritiene di essere nel giusto e soprattutto vuole essere coerente con sè stessa. Approderà, con ogni probabilità, al Gruppo misto ma per il M5S l’ex pentastellata non è benvenuta in consiglio e i consiglieri Pd, Mario Chiavola e Mario D’Asta, annunciano di volere uscire dall’aula ogni volta che la Sigona prenderà la parola. Il caso sollevato dalle esternazioni del consigliere Sigona sul ventennio fascista con tanto di busto del Duce e di condivisone dell’ideologia non è destinato a chiudersi così facilmente perchè la Sigona annuncia di volere dare battaglia dall’opposizione al gruppo pentastellato. «Sono stata scomoda perché ho sempre detto la mia e non ho votato alcuni atti come quello sul nuovo regolamenti idrico e sull’accordo Enel Malta. Per questo sono stata presa di mira. Tutti conoscevano le mie convinzioni e le mie idee. Le ho pubblicate e rese note. Perché ora questo scandalo?» Evidente l’imbarazzo del M5S che ha dovuto subito prendere le distanze, si avvia verso l’espulsione ufficiale dopo la «burocratica» procedura di consultazione e intanto Filippo Spadola dice: «La signora Gianna Sigona non è la benvenuta in Consiglio comunale. Più e più volte avevamo provato a farle capire l´incompatibilità di certe posizioni ideologiche, di certi valori o meglio disvalori, con il ruolo politico, istituzionale, pubblico che si apprestava a ricoprire. Ciò che è accaduto è stato l´ovvio epilogo di una situazione divenuta insostenibile, che ci ha messo in serio imbarazzo come cittadini, come rappresentanti di un´Istituzione ed infine come esponenti del Movimento 5 Stelle, che nulla ha da spartire con il Ventennio, un´esperienza tragica, intrisa di sangue, violenza e morte.

Non ci interessa sapere le motivazioni che spingono questa signora, giustamente espulsa dal Movimento, a credere e difendere la storia e l´ideologia nazi-fascista, certo è che ci stupisce, per non dire altro, il fatto che la Sigona, anche se per un solo istante, abbiamo potuto scambiare il Consiglio comunale per quell´Aula sorda e grigia, per quel bivacco di manipoli, magari a sua disposizione. Un discorso che di sicuro la inorgoglirà, ma che a noi, che siamo democratici e crediamo fermamente nei valori costituzionali e repubblicani, non può che inorridirci».

TRE DONNE FUORI DAL M5S IN POCHI MESI
Tempi duri per le donne del M5S. Gianna Sigona è la terza a lasciare dopo Manuela Nicita, confluita nel gruppo misto, e Mirella Castro, che ha aderito al movimento «Partecipamo». Per non parlare di Stefania Campo che ha consegnato le deleghe nelle mani del sindaco e si è dimessa da assessore. Federico Piccitto si trova ora a gestire una situazione politica molto delicata perché l’espulsione di Gianna Sigona, o comunque la sua non appartenenza al M5S, viene a fare mancare la maggioranza in aula dove i pentastellati potevano contare, almeno sulla carta, su 16 consiglieri che è il numero minimo per aprire le sedute. Negli ultimi mesi, tuttavia, le fronde interne, non hanno consentito al sindaco di contare in prima battuta sulla sua maggioranza e si è dovuto ricorrere a seconde e terze convocazioni o a qualche «stampella» dell’opposizione ora offerta da «Partecipiamo» ora da Forza Italia. Ora il problema è strutturale e Piccito dovrà fare i conti bene gestire i due anni che lo separano dalla fine della sindacatura. Tutto da vedere poi come si collocherà Gianna Sigona dopo le sue esternazioni visto che dovrà trovare una casa. L’approdo naturale è nel gruppo misto per ritrovare la ex compagna del M5S, Manuela Nicita, che con Sonia Migliore anima il Laboratorio 2.0. La Migliore, sempre pronta a dire la sua, non si è fatta per il momento sentire ma non è improbabile che apra le porte alla Sigona e così allargando un movimento tutto al femminile e fatto tutto da ex perché Sonia Migliore viene dall’Udc e la Nicita dal M5S in attesa della Sigona.

L´ESPULSIONE DAI GRILLINI
Fuori dal movimento ma lei non demorde e dice: «Perché lo state facendo ora, dopo che ogni anno il 25 aprile pubblico la stessa foto? Perché ci sono le elezioni. Siete falsi e ipocriti». Finisce così la militanza di Gianna Sigona nel M5S dopo che sul suo profilo Fb e in una intervista non ha fatto mistero sulle sue simpatie per il Duce e per il fascismo. La bufera che ne è seguita ha indotto il coordinamento regionale a diramare una stringata nota con la quale comunica che "Sigona non fa più parte del Movimento". La Sigona è, dunque, espulsa e non potrà più usare i simboli dei pentastellati. Le sono stati concessi dieci giorni per difendersi. La consigliere comunale resta sola perché anche il sindaco e il movimento di Ragusa hanno preso subito le distanze da lei. Questa la nota del M5S:«Il Movimento 5 Stelle di Ragusa, apprese le gravi dichiarazioni della consigliera comunale Gianna Sigona inerenti l´esaltazione dell´ideologia fascista nel rispetto della Costituzione e della Legge Italiana, si dissocia apertamente e condanna tali affermazioni reputandole ancor più gravi per il ruolo istituzionale che la stessa rappresenta».

Il sindaco è ancora più netto: «Il nostro ruolo da cittadini è di servizio ai cittadini. E la ‘memoria’ costituisce l’aspetto essenziale ed imprescindibile di una comunità. Non può essere distorto o dileggiato ciò che costituisce il patrimonio culturale e storico della nostra comunità, non solo ragusana. Non è quindi accettabile alcuna valutazione di merito di fronte a situazioni del genere. Si deve agire e basta. Il motivo di tale decisione, è ovvio e naturale: prima di ogni altra considerazione, e come presupposto di ogni decisione, esiste il rispetto delle istituzioni democratiche e della Storia.Le dimissioni dalla carica di consigliere comunale sarebbero il riflesso naturale del rispetto dovuto ad un ruolo istituzionale che non può prescindere, per nessun motivo, dai valori cardine condivisi e consolidati nell’intera comunità». Presa di distanza anche dal presidente del consiglio comunale, Antonio Tringali: «Sono rimasto basito e sconcertato dal leggere quelle parole, che hanno avuto lo stesso peso di macigni, espresse dalla consigliera Gianna Sigona». Tringali chiede a Gianna Sigona di trarre le dovute conseguenze del suo gesto e quindi di dimettersi.