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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1261
RAGUSA - 29/04/2016
Politica - La consigliera accusata di inneggiare al fascismo

Gianna Sigona espulsa dal M5S per aver pubblicato immagine del Duce

E’ stata esortata a lasciare anche il consiglio comunale Foto Corrierediragusa.it

Fuori dal movimento ma lei non demorde e dice: «Perché lo state facendo ora, dopo che ogni anno il 25 aprile pubblico la stessa foto? Perché ci sono le elezioni. Siete falsi e ipocriti». Finisce così la militanza di Gianna Sigona (foto) nel M5S dopo che sul suo profilo Fb e in una intervista non ha fatto mistero sulle sue simpatie per il Duce e per il fascismo. La bufera che ne è seguita ha indotto il coordinamento regionale a diramare una stringata nota con la quale comunica che "Sigona non fa più parte del Movimento". La Sigona è, dunque, espulsa e non potrà più usare i simboli dei pentastellati. Le sono stati concessi dieci giorni per difendersi. La consigliere comunale resta sola perché anche il sindaco e il movimento di Ragusa hanno preso subito le distanze da lei. Questa la nota del M5S:«Il Movimento 5 Stelle di Ragusa, apprese le gravi dichiarazioni della consigliera comunale Gianna Sigona inerenti l´esaltazione dell´ideologia fascista nel rispetto della Costituzione e della Legge Italiana, si dissocia apertamente e condanna tali affermazioni reputandole ancor più gravi per il ruolo istituzionale che la stessa rappresenta».

Il sindaco è ancora più netto: «Il nostro ruolo da cittadini è di servizio ai cittadini. E la ‘memoria’ costituisce l’aspetto essenziale ed imprescindibile di una comunità. Non può essere distorto o dileggiato ciò che costituisce il patrimonio culturale e storico della nostra comunità, non solo ragusana. Non è quindi accettabile alcuna valutazione di merito di fronte a situazioni del genere. Si deve agire e basta. Il motivo di tale decisione, è ovvio e naturale: prima di ogni altra considerazione, e come presupposto di ogni decisione, esiste il rispetto delle istituzioni democratiche e della Storia.Le dimissioni dalla carica di consigliere comunale sarebbero il riflesso naturale del rispetto dovuto ad un ruolo istituzionale che non può prescindere, per nessun motivo, dai valori cardine condivisi e consolidati nell’intera comunità». Presa di distanza anche dal presidente del consiglio comunale, Antonio Tringali: «Sono rimasto basito e sconcertato dal leggere quelle parole, che hanno avuto lo stesso peso di macigni, espresse dalla consigliera Gianna Sigona». Tringali chiede a Gianna Sigona di trarre le dovute conseguenze del suo gesto e quindi di dimettersi.