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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 1023
RAGUSA - 25/03/2016
Politica - Imbarazzante silenzio del primo cittadino sugli ultimi accadimenti che palesano una crisi

Al mio segnale scatenate la "resurrezione"! Piccitto tentenna

Il sindaco non può attendere che arrivi ancora Cancelleri o il vertice del M5S per toglierli le castagne dal fuoco Foto Corrierediragusa.it

In giunta sono rimasti solo in cinque. Per il sindaco Federico Piccitto (foto) ci vuole una "resurrezione", per restare in tema pasquale. Le dimissioni di Salvatore Martorana, ovvero l’abbandono dell’alleato «Partecipiamo», hanno messo a nudo una autentica crisi che da tempo covava sotto le ceneri. Il caso delle dimissioni dell´assessore Stefania Campo aveva già aperto delle fratture, poi l’atteggiamento critico e frenante della maggioranza, quindi le dimissioni dell’assessore alla pubblica istruzione Salvatore Martorana. La giunta è ormai alla frutta, almeno in termini numerici, con un assessore, Stefano Martorana, ormai non tollerato neppure all’interno del M5S e quindi in procinto pure lui di essere "fatto fuori", politicamente parlando, of course. Un modo come un altro per mandare un segnale preciso al sindaco che da parte sua osserva un silenzio imbarazzante e soprattutto non agisce preferendo che le cose si sistemino da sé. Accade da tre mesi a questa parte con la non sostituzione dell’assessore Campo, accade con gli attacchi frontali al suo braccio destro, Stefano Martorana e con le dimissioni dell´altro Martorana, Salvatore. Chi aveva votato M5S per dire no alla vecchia politica, ai traccheggiamenti, alla lotta per le poltrone, è servito, magari non come si aspettava. Non sembra difatti proprio di respirare aria nuova a palazzo dell’Aquila. Aleggiano piuttosto metodi democristiani, da prima Repubblica, con un partito diviso in fazioni e incapace di ricomporsi. Al sindaco tocca il dovere, in forza del mandato conferitogli dagli elettori, di fare chiarezza di dire quello che vuole fare per i prossimi due anni e mezzo della legislatura, di risolvere i nodi politici che sono alla base della crisi della sua giunta.

Piccitto non si può nascondere, non può attendere che a Ragusa arrivi ancora Giancarlo Cancelleri o il vertice del M5S per toglierli le castagne dal fuoco. Il sindaco ricominci dunque a ricomporre l’unità della giunta, ritrovi la sintonia con il suo movimento e dica quel che vuole fare per il tempo che gli resta per governare la città.

LE DIMISSIONI DI SALVATORE MARTORANA
Salvatore Martorana si è dimesso dalla carica di assessore comunale di Ragusa. La decisione fa seguito alla nota di 24 ore prima di «Partecipiamo» che annunciava l’abbandono del sindaco Federico Piccitto. «Le condizioni di fiducia, lealtà, pari dignità che erano alla base dei patti sottoscritti è venuta meno e dopo un anno e 5 mesi di percorso politico amministrativo abbiamo deciso di rinunciare alla nostra rappresentanza in giunta, nella persona dell´assessore Salvatore Martorana». Queste le parole del direttivo del movimento. L´assessore ai servizi sociali ed alla pubblica istruzione Salvatore Martorana, rappresentante in giunta per conto di «Partecipiamo», ha di conseguenza rassegnato le dimissioni, aprendo di fatto la crisi. Le deleghe sono al momento detenute dallo stesso primo cittadino, che non ha ancora commentato ufficialmente la vicenda. Non ci pensa invece a dimettersi l’altro assessore, Stefano Martorana, con delega al bilancio, nonostante gli attacchi degli scorsi giorni, di cui l’ultimo, piuttosto frontale, di Gianlcuca Leggio. Quest’ultimo ha legato l’atteggiamento di «Partecipiamo» alla mancata rielezione di Giovanni Iacono alla carica di presidente del consiglio e alla richiesta, ancora non soddisfatta, di entrare a far parte della giunta.

Una disamina politica impietosa che ha messo a nudo tutti i mal di pancia di questi ultimi mesi con rinvii del consiglio comunale, contrapposizioni e divergenze. Dai banchi dell’opposizione l’analisi di Gianluca Leggio è stato l’assist per chiedere le dimissioni di sindaco e giunta. Finora, come accennato, si sono però registrate solo le dimissioni dell’assessore Salvatore Martorana, che lascia con l’amaro in bocca pur nutrendo stima verso il sindaco che adesso dovrà procedere al rimpasto.

LA LUCIDA ANALISI DEL PD
«I grillini, alla fine, un Martorana lo hanno fatto fuori. Non il Martorana pentastellato, che poco digeriscono, ma il Martorana alleato, ora ex, mentre Piccitto rimane sempre più solo. Viene fuori in tutta la sua complessità una crisi che ormai si trascina da diversi mesi». E’ il commento che arriva dal segretario del circolo «Pippo Tumino» del Pd di Ragusa, Gianni Lauretta, dopo quanto accaduto a palazzo dell’Aquila. «L´altro alleato, movimento Città – continua Lauretta - da tempo prende le distanze dalla Giunta Piccitto, anche se a fasi alterne. Adesso anche Partecipiamo lascia e la maggioranza scricchiola. Ragusa aspetta la rivoluzione che non si è ancora vista: solo ordinaria amministrazione senza programmazione. Forse le dimissioni dell’ex presidente del Consiglio Gianni Iacono hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a chi affermava di non avere interessi di poltrona. Invece M5S ne va ad occupare subito un´altra. Errore di valutazione di Iacono essersi dimesso da presidente? Anche perché pensava di essere rieletto. Siamo curiosi di sapere, adesso, quali strategie dovrà inventarsi Piccitto per tenere la nave a galla visto che i numeri in Consiglio comunale potrebbero essere risicati e visto che la stessa maggioranza in Consiglio comunale sfiducia, di fatto, l´azione amministrativa del sindaco».