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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 740
RAGUSA - 16/03/2016
Politica - Il caso dei lavoratori del servizio idrico irrompe in consiglio

Tra Piccitto e "Partecipiamo" accordo traballante

Ancora una volta manca in aula il numero legale e la seduta del consiglio slitta Foto Corrierediragusa.it

Il giochino continua a palazzo dell’Aquila. E nel frattempo va in onda la protesta dei lavoratori del servizio idrico. La maggioranza riesce a garantire il numero legale solo al secondo appello visto che i consiglieri di «Partecipiamo» e i due «dissidenti» del M5S non si sono presentati. I postumi dell’elezione a presidente del consiglio di Antonio Tringali si sentono ed hanno aperto una ferita tra i pentastellati con Zaara Federico (foto) e Salvo Dipasquale dissenzienti dichiarati. Solo la presenza di D‘Asta, Morando e Chiavola, tutti dell’opposizione, ha consentito l’inizio dei lavori facendo emergere le crepe nel partito del sindaco Piccitto. La fragile tenuta politica è evidenziata dalla distanza che si è allargata tra «Partecipiamo» che non ha digerito la gestione della vicenda delle dimissioni di Giovanni Iacono da presidente e soprattutto la tuttora insoluta questione della nomina dell’assessore al posto di Stefania Campo.

"Partecipiamo" aspira a un posto in giunta, magari con un «reinserimento» di Giovanni Iacono, ma il sindaco prende tempo e non decide nonostante ormai l’assessorato sia vacante da quasi tre mesi. In questo contesto di precarietà l’aula ha dovuto prendere atto della protesta dei 39 lavoratori del servizio idrico, che alla fine hanno deciso di occupare pacificamente l’aula. Una protesta per evidenziare il pericolo licenziamento di sei lavoratori sui 39 in organico per via della riforma voluta dalla Regione che da oggi è nella sua fase di applicazione. Solo 33 infatti restano in servizio ma la maggioranza ha assicurato che chi non sarà impiegato nel servizio non perderà il posto ma riutilizzato in altri settori comunali.