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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 901
RAGUSA - 26/02/2016
Politica - Convegno Anci a Palermo

I sindaci siciliani vogliono più soldi

Presente nel capoluogo isolano anche il sindaco di Ragusa Piccitto Foto Corrierediragusa.it

I sindaci siciliani chiedono soldi per far funzionare i comuni e garantire i servizi. L’Anci ha chiesto che vengano inseriti 115 milioni di euro in Finanziaria da trasferire al più presto agli enti locali. Questo uno dei temi principali de convegno promosso dall’Anci tenutosi a Palermo alla presenza di una folta rappresentanza di sindaci dell’Isola che hanno chiesto attenzione perché i comuni rappresentano la tenuta istituzionale di tutto il Paese. Ci sono stati anche momenti di tensione nel corso del dibattito cui ha partecipato il presidente dell’Ars Giovani Ardizzone, l’assessore al Bilancio Alessandro Baccei e l’assessore alla funzione Pubblica, Luisa Lantieri. Il sindaco di Alia, Franco Todaro, nel corso del dibattito per protesta è arrivato anche a togliersi e buttare per terra per protesta la fascia tricolore. All’assemblea dell’Anci ha partecipato anche Federico Piccitto che è stato molto critico ed ha parlato di uno spettacolo deprimente e della totale confusione del governo regionale.

Dice il sindaco di Ragusa Federico Piccitto (foto): «Obiettivo comune, arrivare ad una stesura della legge finanziaria 2016 non penalizzante per gli enti locali dell´isola, che se approvata senza correttivi nella sua stesura iniziale, avrebbe invece ridotto alla prostrazione i comuni e, di conseguenza, i cittadini. Una linea che, con non poche difficoltà, sembra sia passata; ci auguriamo, a questo punto, che la direzione intrapresa sia quanto meno seguita nel metodo dall´aula in sede di discussione. In tale contesto è apparsa ancora più assurda ed inconcepibile la norma contenuta all´art. 8 della finanziaria riguardante la distribuzione delle royalties.

Come è possibile, infatti, anche solo concepire, in un tale quadro sconfortante e di assenza di soluzioni da parte di una Regione che in questi anni ha solo bloccato per sè e non certo distribuito risorse agli enti locali, una norma tesa a sottrarre ulteriori economie alla nostra città, oltre a quelle che negli ultimi anni sono state inopinatamente negate senza colpo ferire? Ciò, peraltro, nascondendo tutto con un presunto principio solidaristico. Un vero e proprio paradosso perché tale principio è affermato da chi, fino a questa mattina, ha totalmente ignorato il grido d’allarme degli enti locali, disinteressandosi della sorte dei comuni. Un richiamo quindi che per Ragusa suona non solo ridicolo ma perfino offensivo. Il nostro ragionamento, ossia scongiurare tale incredibile penalizzazione, sembra sia stato accolto anche a margine dell´incontro di oggi; a questo punto, l´obiettivo è che la deputazione regionale tutta traduca tale auspicio in un’azione concreta».