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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 1029
RAGUSA - 25/02/2016
Politica - Resta però nella civica assise come consigliere comunale di "Partecipiamo"

Iacono si "scongela" e si dimette

In attesa degli sviluppi sull’emendamento Dipasquale relativo alle royalties e in discussione all’Ars Foto Corrierediragusa.it

Giovanni Iacono (foto) si «scongela» e formalizza le dimissioni. Lo ha annunciato l’oramai ex presidente del Consiglio di Ragusa visto che ha presentato comunicazione ufficiale per rassegnare le dimissioni dalla carica al segretario generale dell’ente. Dice Giovanni Iacono: «Ho deciso di formalizzare le mie dimissioni da Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa per protesta. In questo paese c´è chi non si dimette neanche con le cannonate ed io mi dimetto volontariamente non per mie colpe ma per le dannose ´cantonate´ che fanno gli altri che dovrebbero, dal ruolo istituzionale, emanare norme generali ed astratte e non norme particolaristiche e discordanti da altre norme oltre che dal buon senso per colpire un solo soggetto, in questo caso, il Comune di Ragusa.» Iacono aveva deciso, dopo essersi consultato con il suo movimento e con gli alleati di non dimettersi in attesa delle decisioni assunte dall’Ars in merito all’emendamento sulle royalties, presentato da Nello Dipasquale. Il prevedibile allungamento dei tempi dovuto all’iter faticoso della Finanziaria a Sala d’Ercole ha indotto Giovanni Iacono a non attendere oltre, formalizzando le dimissioni che erano rimaste "congelate". Iacono resta tuttavia in consiglio comunale come semplice consigliere esponente del movimento «Partecipiamo».

IL CASO ROYALTIES SI GIOCA TUTTO ALL´ARS
La questione royalties si giocherà all’Ars. Era prevedibile che gli echi delle contrapposizioni emerse a seguito dell’emendamento di Nello Dipasquale, approvato in commissione Bilancio arrivassero ai gruppi di maggioranza e opposizione. La questione sarà dunque affrontata in aula in sede di approvazione della Finanziaria ma il M5S, che sulla questione royalties ha cominciato a fare le barricate, ha già le idee chiare. Per i deputati grillini l’emendamento Dipasquale è solo «un pasticcio». Il Movimento inoltre teme un tiro mancino proprio all’amministrazione guidata da Federico Piccitto che è rimasto l’unico sindaco di una grande città a guida pentastellata. Insistono i parlamentari M5S nel dire che si tratta di un «un maldestro tentativo di recare un danno al comune di Ragusa, pur comprendendo il principio solidaristico nei confronti dei Comuni vicini al territorio in cui ricadono i pozzi.Per come è stato formulato e approvato, infatti, l´emendamento, porterà all´applicazione della norma, che prevede che il trenta per cento delle royalties spettanti ai Comuni in cui risiede il giacimento siano destinate anche a tutti i Comuni limitrofi, anche a quelli che per le royalties prendono pochi spiccioli. «Abbiamo richiesto ed ottenuto dalla Regione – afferma la deputata Claudia La Rocca – la simulazione degli effetti economici della norma, così come approvata: di fatto, un Comune come Mazzarino, su circa 100 mila euro di royalties, si ritroverà a ridistribuire poco più di 30 mila euro ai comuni limitrofi».
Anche sulla legge per Ibla il M5S ha da ridire ed eccepisce che si tratta di un ennesimo pasticcio. Dice ancora Claudia La Rocca: «I 5 milioni di euro vincolati per la legge regionale che finanzia Ragusa Ibla finanziano unaa legge regionale. Dal punto di vista formale, per come è stato redatto il testo, risulta alquanto singolare che si possa finanziare una legge regionale da un capitolo di bilancio comunale».

IL "PING PONG" TRA PICCITTO E DIPASQUALE
Il ping pong continua e rischia ormai di diventare stucchevole e anche noioso. La polemica innescata dall’emendamento Dipasquale sulla ripartizione delle royalties ha indotto il sindaco Federico Piccitto a scendere ancora una volta in campo insieme a tutta la giunta per spiegare e chiarire la posizione dell’amministrazione e fare emergere le incongruenze dell’emendamento. Per Piccitto l´emndamento è improponibile così e com´è e va rivisto, altrimenti è pronto ad impugnarlo. A Palermo intanto la Finanziaria, nelle cui pieghe è inserito l’emendamento, ha avuto un avvio già periglioso tanto che la maggioranza, dopo essere andata sotto ben sette volte, ha fatto mancare il numero legale per cui è tutto da vedere che fine farà l’emendamento sulle royalties. Piccitto, come accennato, dal suo canto ha parlato di illegittimità delle norme volute e votate da Dipasquale e ha fatto appello ai deputati grillini ma anche a quelli del Pd di aprire la battaglia in modo che la legge su Ibla venga intanto finanziata con i fondi che la Regione riceve per la sua parte, un buon 30 per cento, dalle royalties.

Il sindaco ha anche messo in rilievo come i proventi delle estrazioni petrolifere non siano legati ad un fattore demografico come vorrebbe Dipasquale ma ad un recupero ambientale e quindi strettamente legati al territorio in cui le estrazioni avvengono. Il sindaco si è detto pronto ad impugnare la legge nel momento in cui sarà approvata ma da Palermo Dipasquale replica ancora che l’emendamento ha tutti i crismi della legittimità ed insiste su quella che viene considerata una battaglia di retroguardia da parte di sindaco e giunta di palazzo dell’Aquila. La partita è aperta ed è chiaro che si tratta di una contesa soprattutto politica dove gli interessi non sono solo delle comunità e dei cittadini rappresentati ma anche personali.