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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1502
RAGUSA - 19/02/2016
Politica - Per il sindaco Piccitto "Una scelta sorprendente". Dura replica di Dipasquale

Royalties: Iacono si dimette da presidente

Intanto i comuni montani plaudono all’emendamento Dipasquale Foto Corrierediragusa.it

La polemica sulle royalties petrolifere "scippate" a Ragusa in favore di tutti i comuni iblei fa la sua prima "vittima eccellente": si tratta di Giovanni Iacono (foto), che si è dimesso dalla carica di presidente del consiglio comunale di Ragusa. "Quanto accaduto - ha detto a caldo Iacono - mi fa rendere contro che non esiste più alcun rispetto dei ruoli e nessuna concertazione, non mi sento più tutelato nella carica che rappresentavo istituzionale che rivestivo e per questo mi faccio da parte". Parole pacate ma al contempo dure che hanno in Nello Dipasquale l´unico destinatario, in quanto ritenuto un "traditore" della sua Ragusa a causa del contestato emendamento che spalma i proventi delle royalties a tutti i comuni iblei, e non solo a Ragusa. A questo proposito giunge il plauso dei comuni montani che si dicono favorevoli all´emendamento di Dipasquale. Il dibattito, dunque, è destinato ad alimentarsi.

PER IL SINDACO DI RAGUSA "UNA SCELTA SORPRENDENTE"
«Una scelta sorprendente, quella del presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono di volersi dimettere, ma che comprendo perché scaturita dalla necessità di difendere il ruolo del Consiglio Comunale, che una norma incomprensibile sta depauperando dalle prerogative essenziali di programmazione in materia finanziaria. E comprendo ed apprezzo anche il carico di sofferenza personale di una decisione che intende preservare il rispetto del ruolo del Consiglio Comunale, che il Presidente Iacono ha saputo degnamente rappresentare». Questo il primo commento del Sindaco Federico Piccitto dopo aver appreso la notizia resa pubblica dallo stesso Giovanni Iacono e scaturita dal profondo dissenso ad un emendamento alla finanziaria regionale in materia di royalties che, come espressamente denunciato dallo stesso Iacono, viola specifiche norme in materia e finisce per mortificare e danneggiare gravemente la città.

«Sono certo – afferma ancora il primo cittadino di Ragusa - che Giovanni continuerà insieme a noi le battaglie intraprese tese a difendere gli interessi del nostro territorio che non può e non deve subire passivamente le scelte politiche scellerate operate a livello regionale, sia da chi vuole che Ragusa continui ad essere terra di conquista, sia da parte esponenti politici che piuttosto che difendere gli interessi della città che dovrebbero rappresentare, mirano piuttosto a bloccare ogni azione di crescita e sviluppo della città solo perché portata avanti da forze politiche che si stanno battendo per un cambiamento radicale nel modo di amministrare la cosa pubblica».

IL SOSTEGNO DEI 5 STELLE
"Il Movimento 5 Stelle non può che appoggiare, anche se a malincuore, la scelta di dimettersi di Giovanni Iacono da presidente del Consiglio comunale". E´ questo l´incipit di un comunicato grillino sulla vicenda. "Un atto eclatante - prosegue la nota - ma anche un messaggio chiaro e deciso a chi crede di poter utilizzare a proprio piacimento questa terra. La Regione, un onorevole, nello specifico Dipasquale, non può intromettersi in questo modo nella politica della nostra città. Con un solo emendamento si è deciso di cancellare de facto, e solo per Ragusa, la 61/81, obbligando i ragusani ad autofinanziarla, ma non solo, Palermo ha deciso, in una notte, come Ragusa debba spendere i proventi derivanti dalle royalties, esautorando l´intera Amministrazione comunale di qualsiasi potere decisionale, insomma è come se fossimo stati commissariati. Proventi che dovremo dividere con gli altri comuni iblei, nella eventualità le royalties superino i 15 milioni di euro. Infine, con un solo emendamento, Ragusa ha perso almeno 11 milioni di euro, come ha calcolato l´assessore Stefano Martorana. Non bisogna fare confusione: le royalties non sono il regalo o l´elemosina di un chissà chi, ma la contropartita che spetta di diritto ad un territorio che, nel bene o nel male, ha deciso di far sfruttare a terzi le proprie ricchezze, in questo caso minerarie. Va da sé - chiude la nota dei grillini - che quei proventi sono e devono rimanere del territorio e per questo appoggiamo, anche se non condividiamo a pieno, la scelta di Iacono".

LA REPLICA DI NELLO DIPASQUALE A IACONO
L’on Nello Dipasquale replica alle dichiarazioni di Giovanni Iacono, esponente di Partecipiamo ed alleato del Movimento 5 Stelle. "Finalmente l’ormai ex presidente del Consiglio comunale di Ragusa - dice Dipasquale - ha gettato la maschera. Si è dimesso adducendo strumentali motivazioni legate al mio emendamento presentato in Commissione Bilancio all’Ars sulle royalties. La verità è che non aspettava altro. Sappiamo tutti che da tempo non mancavano le divergenze tra Iacono, il suo codazzo di Partecipiamo e gli alleati da cui dipendono, cioè il Movimento 5 Stelle. E a Ragusa sappiamo tutti che lo stesso Iacono ha sempre voluto indirizzare il suo amico sindaco Piccitto verso un continuo campo minato con l’obiettivo, tra qualche mese, di lasciare l’incarico di presidente del Consiglio, di lasciare l’attuale alleanza nefasta, per poi iniziare la campagna elettorale e candidarsi lui stesso a sindaco. Ha solo giocato d’anticipo e accorciato i tempi con questa mossa che ha motivazioni decisamente risibili - aggiunge Dipasquale - e che già sono smentite dalle dichiarazioni soddisfatte di numerosi sindaci degli altri comuni dell’area iblea che trovano e troveranno risorse economiche, divise in percentuali, in favore dei propri enti per riqualificare i centri storici, per incrementare l’assistenza ai disabili e per ridurre le tasse ai cittadini. Lo potrà fare soprattutto Ragusa - conclude Dipasquale - a cui continuerà ad andare la maggior parte delle risorse economiche".

PICCITTO FURIOSO: "QUESTO EMENDAMENTO E´ UNA VERGOGNA"
"E´ una vergogna, sono sgomento". Il sindaco di Ragusa Federico Piccitto riesce a stento a contenere la sua rabbia per quello che definisce uno "scippo". Ragusa, a conti fatti, si è vista sfilare circa 10 milioni di euro, a patto che l´emendamento firmato da Nello Dipasquale e dai rappresentanti in commissione bilancio della maggioranza all´Ars vada in porto così come è stato pensato e votato. Dice il sindaco: "C´è una evidente disparità di trattamento nel finanziamento della Legge su Ibla che avverrà attraverso le royalties, rispetto ai fondi per Ortigia e Agrigento, che royalties non hanno ma continueranno tuttavia a godere del finanziamento regionale. Dico che le leggi, come la 61-81, finchè non vengono abrogate, restano e quindi devono essere finanziate. E´ quanto ha sostenuto il nostro rappresentante M5S in commissione, Cancelleri, ma non è stato ascoltato. Non c´è stata alcuna difesa da arte di altri e si è scritta così una pagina triste". Il sindaco non può non fare a meno di parlare di Nello Dipasquale che ha "interpretato" i suggerimenti arrivati dallo stesso governo Crocetta e ha proposto l´emendamento: "Abbiamo un parlamentare ragusano? Non me ne sono accorto? Avrebbe dovuto difendere il principio sottostante la legge su Ibla ma non l´ha fatto. Non gli fa onore". Il parlamentare Pd difende le sue scelte e ribadisce che la legge su Ibla, che negli anni è stata man mano depauperata di fondi, avrà così vita certa perchè cinque milioni arriveranno direttamente dalle royalties. E per quanto riguarda la ripartizione con i comuni Unesco, Modica e Scicli, di queste somme Dipasquale è sempre più convinto: "E´ una redistribuzione giusta".

Al di là di polemiche, delusioni e contrapposizioni, bisognerà ora attendere quello che succederà in aula perchè non è detto che l´emendamento arrivi nei termini in cui è stato pensato. Ci sono troppi interessi in ballo e soprattutto un profilo politico di media e lunga gittata che può scompaginare l´attuale status quo. I protagonisti di questo passaggio parlamentare guardano chi a Palermo chi a Roma e c´è chi teme di essere "scalzato" da rendite di posizione sicure.

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO ALL´EMENDAMENTO DIPASQUALE

Laboratorio 2.0
«Qual è il senso di togliere una parte delle royalties alla città di Ragusa, destinandole agli altri comuni del Libero consorzio, per permettere di tenere in vita la Legge su Ibla?». È l’interrogativo che si pone il portavoce del Laboratorio 2.0 di Ragusa, Sonia Migliore, rispetto all´approvazione dell´emendamento in commissione Bilancio, a Palermo. «Se è vero – prosegue Sonia Migliore – che non c’erano più le condizioni per finanziare la 61/81 e che con questo atto si è voluta assicurare la sopravvivenza della legge stessa, assicurando 5 milioni di euro l’anno, perché con le royalties che toccano di diritto alla città di Ragusa, in quanto le perforazioni avvengono nel nostro territorio che subisce le perforazioni, si vanno a rimpinguare le casse degli altri comuni? Non capiamo davvero il nesso tra l’una e l’altra cosa, anzi una ragione la troviamo, e sa tanto di mossa elettorale in un momento nel quale le elezioni sono ancora lontane. Tutto questo per la nostra città è una grave perdita. Ricordiamo, tra l’altro, che proprio come Lab. 2.0 avevamo presentato un atto di indirizzo sull’uso delle royalties che fissavano delle percentuali di spesa da dedicare a interventi per bonifica ambientale, per efficientamento energetico, per il sostegno alle imprese etc. Una proposta di indirizzo che era stata elaborata perché è giusto disciplinare le royalties per evitare gli scempi fatti da Piccitto e dal suo assessore al Bilancio, ma questa fatta a Palermo è un’autentica regalia». Sonia Migliore, quindi, si pone un secondo interrogativo: «A questo punto, dato che la legge su Ibla sarà, di fatto, autofinanziata, il Comune di Ragusa potrà approvare un proprio regolamento sull’utilizzo di tali fondi e non, per esempio, sullo schema che voleva la destinazione dell’80% su Ibla ed il 20% per il centro storico di Ragusa superiore?»

Insieme
Per il gruppo consiliare Insieme formato da Elisa Marino, Maurizio Tumino, Angelo La Porta, Peppe Lo Destro e Giorgio Mirabella "E´ stato consumato un ulteriore scippo alla nostra comunità a vantaggio di quelle degli altri comuni della provincia. Certamente da Ragusani non possiamo rallegrarci che i fondi delle royalties petrolifere per il 30% dovranno essere destinate anche agli altri comuni della provincia e che una quota consistente degli stessi dovranno essere utilizzate per finanziare la legge di Ibla. L´approvazione dell´emendamento in commissione bilancio ha di fatto decretato la fine del contributo straordinario a valere sulla legge stessa.Non si capisce perché configurando le royalties come fondi ordinari del bilancio comunale ci si debba sforzarsi di limitarne l´utilizzo per le finalità della stessa legge su Ibla se si vuole riqualificare il patrimonio artistico culturale della nostra città.

Se così deve essere perlomeno preoccupiamoci di fare una pianificazione ragionata secondo i bisogni e le esigenze del nostro centro storico e non secondo le vecchie percentuali di intervento(80% su Ibla e 20% su RAGUSA superiore). In merito alle royalties petrolifere, in maniera chiara e netta, riteniamo che le stesse appartengono esclusivamente al Comune di Ragusa e solo il Comune di Ragusa può avvantaggiarsene.Bisogna smetterla di fare demagogia sul tema:c´è chi vuole spalmare i proventi a tutti i comuni della provincia e addirittura chi ritiene che non si debba consentire la ricerca di nuovi pozzi petroliferi. Ragusa - conclude Insieme - non può permettersi di rinunciare a ciò che gli spetta di diritto e ci auguriamo dunque un impegno corale della deputazione iblea affinché in seduta d´aula si possa correggere il tiro rispetto a questa scelta scellerata".