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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 837
RAGUSA - 15/02/2016
Politica - Disparità di trattamento nel finanziamento della Legge su Ibla

Piccitto furioso per lo "scippo" delle royalties a Ragusa

Il sindaco del capoluogo non ci sta Foto Corrierediragusa.it

"E´ una vergogna, sono sgomento". Il sindaco di Ragusa Federico Piccitto riesce a stento a contenere la sua rabbia per quello che definisce uno "scippo". Ragusa, a conti fatti, si è vista sfilare circa 10 milioni di euro, a patto che l´emendamento firmato da Nello Dipasquale e dai rappresentanti in commissione bilancio della maggioranza all´Ars vada in porto così come è stato pensato e votato. Dice il sindaco: "C´è una evidente disparità di trattamento nel finanziamento della Legge su Ibla che avverrà attraverso le royalties, rispetto ai fondi per Ortigia e Agrigento, che royalties non hanno ma continueranno tuttavia a godere del finanziamento regionale. Dico che le leggi, come la 61-81, finchè non vengono abrogate, restano e quindi devono essere finanziate. E´ quanto ha sostenuto il nostro rappresentante M5S in commissione, Cancelleri, ma non è stato ascoltato. Non c´è stata alcuna difesa da arte di altri e si è scritta così una pagina triste". Il sindaco non può non fare a meno di parlare di Nello Dipasquale (foto) che ha "interpretato" i suggerimenti arrivati dallo stesso governo Crocetta e ha proposto l´emendamento: "Abbiamo un parlamentare ragusano? Non me ne sono accorto? Avrebbe dovuto difendere il principio sottostante la legge su Ibla ma non l´ha fatto. Non gli fa onore". Il parlamentare Pd difende le sue scelte e ribadisce che la legge su Ibla, che negli anni è stata man mano depauperata di fondi, avrà così vita certa perchè cinque milioni arriveranno direttamente dalle royalties. E per quanto riguarda la ripartizione con i comuni Unesco, Modica e Scicli, di queste somme Dipasquale è sempre più convinto: "E´ una redistribuzione giusta".

Al di là di polemiche, delusioni e contrapposizioni, bisognerà ora attendere quello che succederà in aula perchè non è detto che l´emendamento arrivi nei termini in cui è stato pensato. Ci sono troppi interessi in ballo e soprattutto un profilo politico di media e lunga gittata che può scompaginare l´attuale status quo. I protagonisti di questo passaggio parlamentare guardano chi a Palermo chi a Roma e c´è chi teme di essere "scalzato" da rendite di posizione sicure.

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO

Laboratorio 2.0
«Qual è il senso di togliere una parte delle royalties alla città di Ragusa, destinandole agli altri comuni del Libero consorzio, per permettere di tenere in vita la Legge su Ibla?». È l’interrogativo che si pone il portavoce del Laboratorio 2.0 di Ragusa, Sonia Migliore, rispetto all´approvazione dell´emendamento in commissione Bilancio, a Palermo. «Se è vero – prosegue Sonia Migliore – che non c’erano più le condizioni per finanziare la 61/81 e che con questo atto si è voluta assicurare la sopravvivenza della legge stessa, assicurando 5 milioni di euro l’anno, perché con le royalties che toccano di diritto alla città di Ragusa, in quanto le perforazioni avvengono nel nostro territorio che subisce le perforazioni, si vanno a rimpinguare le casse degli altri comuni? Non capiamo davvero il nesso tra l’una e l’altra cosa, anzi una ragione la troviamo, e sa tanto di mossa elettorale in un momento nel quale le elezioni sono ancora lontane. Tutto questo per la nostra città è una grave perdita. Ricordiamo, tra l’altro, che proprio come Lab. 2.0 avevamo presentato un atto di indirizzo sull’uso delle royalties che fissavano delle percentuali di spesa da dedicare a interventi per bonifica ambientale, per efficientamento energetico, per il sostegno alle imprese etc. Una proposta di indirizzo che era stata elaborata perché è giusto disciplinare le royalties per evitare gli scempi fatti da Piccitto e dal suo assessore al Bilancio, ma questa fatta a Palermo è un’autentica regalia». Sonia Migliore, quindi, si pone un secondo interrogativo: «A questo punto, dato che la legge su Ibla sarà, di fatto, autofinanziata, il Comune di Ragusa potrà approvare un proprio regolamento sull’utilizzo di tali fondi e non, per esempio, sullo schema che voleva la destinazione dell’80% su Ibla ed il 20% per il centro storico di Ragusa superiore?»

Insieme
Per il gruppo consiliare Insieme formato da Elisa Marino, Maurizio Tumino, Angelo La Porta, Peppe Lo Destro e Giorgio Mirabella "E´ stato consumato un ulteriore scippo alla nostra comunità a vantaggio di quelle degli altri comuni della provincia. Certamente da Ragusani non possiamo rallegrarci che i fondi delle royalties petrolifere per il 30% dovranno essere destinate anche agli altri comuni della provincia e che una quota consistente degli stessi dovranno essere utilizzate per finanziare la legge di Ibla. L´approvazione dell´emendamento in commissione bilancio ha di fatto decretato la fine del contributo straordinario a valere sulla legge stessa.Non si capisce perché configurando le royalties come fondi ordinari del bilancio comunale ci si debba sforzarsi di limitarne l´utilizzo per le finalità della stessa legge su Ibla se si vuole riqualificare il patrimonio artistico culturale della nostra città.

Se così deve essere perlomeno preoccupiamoci di fare una pianificazione ragionata secondo i bisogni e le esigenze del nostro centro storico e non secondo le vecchie percentuali di intervento(80% su Ibla e 20% su RAGUSA superiore). In merito alle royalties petrolifere, in maniera chiara e netta, riteniamo che le stesse appartengono esclusivamente al Comune di Ragusa e solo il Comune di Ragusa può avvantaggiarsene.Bisogna smetterla di fare demagogia sul tema:c´è chi vuole spalmare i proventi a tutti i comuni della provincia e addirittura chi ritiene che non si debba consentire la ricerca di nuovi pozzi petroliferi. Ragusa - conclude Insieme - non può permettersi di rinunciare a ciò che gli spetta di diritto e ci auguriamo dunque un impegno corale della deputazione iblea affinché in seduta d´aula si possa correggere il tiro rispetto a questa scelta scellerata".